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Quei cinque che occuparono il consiglio comunale
Luca Di Ciaccio
telefree.it,
18 febbraio 2004
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Bisognerebbe
immaginarseli quei cinque signori dell’opposizione, quelli dell’opposizione
“debole” e “scarna”, quelli che il democristiano Matarazzo chiamava
“minoranza, mica opposizione”, quelli che votavano unanimi con la
maggioranza per regalare la cattedrale al vescovo tra lo sdegno dei vecchi
intellettuali di sinistra, quelli che (morettianamente parlando) “con loro non
vinceremo mai”, quelli che ancora non erano passati armi e bagagli a Forza
Italia come l’altra metà. Ecco, bisognerebbe immaginarseli quei cinque a
urlare slogan, occupare l’aula consiliare, dormire sulle sedie, convocare
assemblee popolari, disseppellire l’eskimo, fare i turni su chi va a comprare
i panini.
Invece
ieri è successo davvero. Al termine di una furiosa seduta del consiglio
comunale di Gaeta i cinque dell’opposizione (Di Maggio e Iannola dei Ds, Di
Ciaccio della Margherita, Vaudo di Golfo Unito e Pavone di Rifondazione) hanno
occupato l’aula. “Noi rimaniamo qui finché non si risolverà questa
situazione deplorevole, il sindaco Magliozzi deve prendere atto del fallimento
della sua amministrazione e dimettersi!” ripetono in coro. Il consiglio di
ieri avrebbe dovuto rinominare il nuovo presidente dopo la sfiducia a Matarazzo
e i nuovi assessori in seguito alla crisi politica che agita da settimane la
maggioranza di centrodestra. Una crisi che riguarda l’attuazione dei programmi
e la redistribuzione degli incarichi, un crisi su cui tanto si mormora ma che
ancora nessuno ha spiegato in maniera chiara e trasparente. Invece è finita con
l’annuncio del sindaco Magliozzi che “la verifica non è ancora terminata”
e la riproposizione in toto dei vecchi assessori, i consiglieri
“fuoriusciti” dalla maggioranza che salgono a cinque (con Erbinucci di An),
la nomina del nuovo presidente del consiglio ancora rinviata, accordi che
saltano e scambi di accuse.
C’era
il pubblico numeroso che rumoreggiava e fischiava, e alla fine i cinque sui
banchi di sinistra hanno annunciato l’occupazione dell’aula: un gesto
eclatante e senza precedenti nelle cronache politiche locali. Chissà se è
stato per calcolo o per intuito, se per fiuto politico o per botta di vita.
Bisognerebbe vederlo il professor Di Ciaccio che fa di necessità virtù, parla
di danni irreparabili per la città da evitare ma poi si schernisce di fronte
alle pose troppo eroiche, dice “noi cerchiamo di fare solo il nostro dovere”
ma gli si illumina l’occhio mentre ammette che “be’ si, questa esperienza
mi ha arricchito personalmente” e chiama a casa per avvertire che anche
stasera non tornerà a dormire. Per ora la mossa degli “occupanti” ha
attirato la curiosità della gente e dei media. Gli altri non se
l’aspettavano, e il sindaco sembra che voglia andare alla tv di strada per
dire la sua.
Ci
si prepara alla seconda notte in aula consiliare mentre si radicalizza lo
scontro politico e si allunga l’ombra della campagna elettorale per
provinciali ed europee. Dalla scalcinata maggioranza di centrodestra si avverte
una malcelata consapevolezza di pericolo, lo spettro della caduta e di elezioni
anticipate non conviene a nessuno. I consensi alla giunta Magliozzi calano, ma
le elezioni prossime si gestiscono meglio se si è al potere. Inoltre troppi
operazioni sono in ballo, in quella zona grigia tra politica e affarismo tipica
della stagione berlusconiana: gli accordi nella gestione del network portuale,
il contestato progetto dell’autostrada Fiumicino – Formia, la misteriosa
operazione d’acquisto dell’ex vetreria Avir vagheggiata ogni tanto dal
sindaco... Un ritorno alle urne forse sarebbe poco salutare anche per un
centrosinistra desideroso di rivincita ma che è rimasto ancora indietro nella
rigenerazione delle facce e dei programmi.
Tra
i cittadini c’è soprattutto molto stupore. L’asprezza dello scontro in
fondo non è che l’altra faccia della classica inerzia accomodante: stretta
tra le due varianti della politica gaetana in molti intravedono l’impossibilità
di migliorare questo paese, invece che sgovernarlo ulteriormente. Al momento al
municipio gaetano è tutto un andirivieni. Ci sono i fuoriusciti del gruppo
misto di maggioranza e quelli che entrarono dall’opposizione cambiando casacca
e ora doppiamente ostracizzati, ci sono quelli “occupanti in aula” e quelli
che passano per vedere cosa succede, pure il parroco a dare un’occhiata, ci
sono le telefonate dello stato maggiore del centrodestra laziale e parenti-mogli
degli occupanti a portare un po’ di viveri, Ciano e la sua telecamera di
strada e i vigili di guardia la notte. Domani, forse, è un altro giorno.
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