|

|
Tele Monte Orlando è stata la prima Telestreet di Gaeta e d’Italia.
Ha trasmesso
per quasi 9 anni - qualificandosi come telestreet - sul canale 42 dell’etere gaetano,
tranquilla città di mare, vecchia fortezza decaduta, periferia dell’audience. Il
30 luglio 2008 il Tribunale di Gaeta ha stabilito con un'ordinanza il
possesso del canale 42 da parte dell'Associazione TMO, un canale che appartiene a
tutta la città di Gaeta, a seguito di un'indebita occupazione della frequenza da
parte dell'emittente laziale Europa Tv. Dopo un anno di blackout, da
aprile a novembre 2009 Tmo ha ripreso le sue trasmissioni sullo stesso canale, per 6
ore al giorno in coabitazione con Europa Tv. Attualmente TMO ha
cessato le sue trasmissioni, non trovando (almeno per il momento) spazio nel
nuovo sistema del digitale terrestre.
Ma cos'e stata TMO dal 2001 al 2009? Una tv di strada, come tante che
sono nate e alcune che sono sopravvissute in tutta Italia in questi anni. Illegali ma costituzionali, contro il Regime
del Mediascape. Per farne una bastava un'antenna, un piccolo trasmettitore, un
videoregistratore, una frequenza o un "cono d’ombra" libero nel vecchio sistema
analogico. Attraverso il
Network Telestreet, agli inizi degli anni Duemila, le tv di strada hanno provato a mettersi in rete,
scambiandosi cultura, strumenti, filmati.
TMO è stata fondata la notte di Natale del 2001 da Antonio Ciano -
proprietario del tabacchi sulla piazza principale di Gaeta, meridionalista
sfegatato, un passato da comunista, conosciuto in città come personaggio scomodo
- su proposta di due amici radioamatori. Decisero di usare una frequenza libera
che trasmetteva dalla postazione di Monte Orlando a quasi tutta la città, senza
interferenze con altri canali. Man mano Antonio trovò altri spettatori e
altri collaboratori, sempre più affiatati.
In Italia, dove il monopolio dell'informazione è
diventato un dato di fatto inconfutabile, trasmettere senza concessione statale
significava mettersi contro la legge e contro il potere economico. O anche solo
contro qualche dispettosa autorità comunale. Gli orlandones non si sono tirati
indietro. E hanno precorso i tempi. Sei mesi dopo la prima messa in onda di
Tele Monte Orlando, a Bologna veniva data vita a una rete nazionale di
televisioni di strada chiamata Telestreet.
Gli "studios" di TMO erano (e ancora sono)
un paio di stanze al piano terra tre metri per tre, in zona Serapo, un quartiere
di appartamenti estivi, tra la spiaggia e il centro. Il bacino d’ascolto come
telestreet copriva buona parte della città (in totale Gaeta fa ventimila
abitanti), ma l'audience era alta, tutti conoscevano TMO. E a giocare con la
televisione, a Gaeta, ci presero gusto...
Dal 2005 TMO si è costituita come
Associazione di promozione sociale,
puntando al
riconoscimento
legale, inoltre ha aperto un conto
corrente pubblico (n. 53906376) per i cittadini che vogliano finanziarla. A Gaeta è
sempre stata
seguitissima, Antonio e compagni erano riconosciuti da tutti, le visite della
polizia erano piuttosto rare. Nella legislatura di centrosinistra 2006/08,
breve intermezzo tra i governi berlusconiani, il Network Telestreet
ha invano lavorato su
possibili soluzioni di
legge, ponendo la problematica all'attenzione del ministero delle Comunicazioni.
Un emendamento favorevole, seppure in maniera debole, alle tv di strada era
stato inserito nel ddl Gentiloni di riforma radiotv. Che però non ha mai visto
la luce.
Nel 2006 il documentario "Libertà" di Nina
Mair e Robert Jahn ne ha raccontato la storia e la vita di tutti i giorni. Dall'autunno 2006 TMO ha cominciato a distribuire le
tessere di associato a tutta la cittadinanza che si è impegnata a "mantenerla
accesa" e si è mobilitata nei momenti più critici per la sopravvivenza
dell'emittente. Nel giugno 2007 Antonio Ciano è stato
nominato assessore al Demanio nella neoeletta giunta civica di Antonio
Raimondi (dopo una campagna elettorale comunale piena di attacchi e polemiche
verso la tv gaetana) e poche settimane dopo si è dimesso dal direttivo dell'Associazione
TMO, "per evitare strumentalizzazioni". Presidente
dell'Associazione è Gino Oliviero, succeduto nel luglio 2008 a Erasmo Di Perna.
Dal
quartiere al mondo, dal mondo al quartiere. Lavorare nel piccolo, pensare in
grande. Telestreet si era definita Macchina Immaginativa Non Omologata.
Ma
sappiamo che quando arriva Davide Golia ha i giorni contati. Ci vuole tempo, ma
va sempre a finire così
Il gruppo dei "soci
fondatori"
dell'Associazione Tele Monte Orlando è composto da:
Antonio
Ciano, detto 'il Masaniello dell’etere' (dimesso da agosto 2007)
Giampiero
Armenio
Erasmo
Di Perna "Lombardi"
Mino
Forcina
Gino
Oliviero (attuale presidente)
Damiano
Ciano
Claudio Stenta
(tecnico
antennista)
ma
ovviamente il
gruppo di
coloro
che (anche loro malgrado) hanno
contribuito a fare la prima telestreet di Gaeta e d’Italia è
molto più
grande...
Ma
c’era una volta...
Anno
2001, panoramica
Dopo
venti anni di occupazione dello spazio pubblico comunicativo, perseguita con
l'appoggio dichiarato della P2 e di Bettino Craxi, e appoggi non dichiarati di
provenienza dell'utriana, la Cupola Mediaset prende il potere, con una campagna
ultramiliardaria fondata sull'esaltazione del Capo, raffigurato in gigantografia
di cartone tipo Kim Il Sung nell'atrio di tutte le stazioni italiane. Preso il
potere, la Cupola lo usa per rafforzare i suoi interessi: eliminazione di ogni
giornalista critico dal sistema televisivo, sottomissione di tutte le voci
televisive, azzeramento del pluralismo comunicativo, strangolamento economico di
chiunque non si allinei. (Bifo
Berardi)
24
dicembre 2001
In
un imprecisato scantinato di Gaeta, la sera della vigilia di Natale di un anno
particolarmente agitato per il mondo, nasce Tele Monte Orlando. Livio Batosi,
giovane smanettone di antenne rimediate chissà dove, cerca di coinvolgere
Antonio Ciano, eclettico cinquantenne tardocomunista con la fissa del
meridionalismo e nessuna esperienza di telecamera, in un’avventura libertaria
e democratica ma sul filo dell’illegalità. Mettere su una televisione.
Piccola, di paese, di quartiere. Racconta
Ciano che “la
prima immagine
che abbiamo
mandato in onda
è stata una
pernacchia di
Edoardo De
Filipppo, e non
a caso”. Però
c’era il
cenone di
Natale che
incombeva, e i
due quella sera
mandarono in
onda la
videocassetta
di un vecchio
film di Alberto
Sordi,
"Tutti a
casa".
Insomma,
si è cominciato quasi senza accorgersene (non accade sempre così con i grandi
mutamenti della storia?).
2002, anno primo
Maggio
2002
La
città di Gaeta vota per le elezioni comunali, e si consegna plebiscitariamente
alla destra. Ciano lascia perdere la tentazioni televisive e si candida a
sindaco col Partito del Sud, racimola appena il 3% pur vantando comizi
affollatissimi. Decide che ormai, nella fragile e umiliata democrazia italiana,
l’unico vero potere colonizzatore rimasto, l’ultimo fortino a cui tentare
l’assalto è solo la televisione. Riprende fiato il progetto TMO.
21
giugno 2002
In
un quartiere di Bologna, inizia le trasmissioni Orfeo Tv. Prende forma un
progetto esplicitamente politico di liberazione del Mediascape dalla Dittatura
dell’imbecillità e del servilismo. Viene lanciato un appello: innalziamo
antenne, costruiamo ovunque nuclei di comunicazione indipendente, avviamo una
campagna simbolica contro la tele-dittatura. TMO Gaeta che è già pronta,
aderisce con forza.
Estate
2002
I
segnali di TMO cominciano, in sordina, a inondare l’etere gaetano. Vanno in
onda video musicali rubati all’ignara DeeJay Television, film recenti
affittati in videoteca, lezioni di aerobica, il film-cult di ogni meridionalista
che si rispetti “Li chiamarono briganti” di Squitieri, vecchi documentari
sulle bellezze di Gaeta o riprese amatoriali su eventi paesani. Nel tabacchi di
Ciano sulla piazza del municipio il televisore è sintonizzato a tutte le ore su
TMO. Lui dice ai passanti: “è questa l’unica vera nostra televisione”.
Ottobre
2002
Quando
sbattemmo la “scoperta” della neonata telestreet gaetana sulla prima pagina
di un giornale locale. Articolo firmato da Luca Di Ciaccio. Titolo (con foto di
Ciano): “Il Masaniello dell’etere: la verità su Tele Monte Orlando”.
Dicembre
2002
A
Termini Imerese, la telestreet TeleFabbrica nata per sostenere la lotta degli
operai Fiat minacciati di licenziamento viene chiusa da funzionari del Ministero
della Comunicazione.
A
Bologna si tiene Eterea, il primo incontro nazionale delle nascenti tv di
strada. Ciano, unico matto volenteroso a mandare avanti TMO Gaeta, non è potuto
venire per problemi di famiglia.
2003, anno secondo
22
febbraio 2003
Mentre
soffiano brutti venti di guerra e milioni di pacifiche bandiere arcobaleno
garriscono alle finestre e nelle piazze, una ventina di tv di strada annunciano
il loro debutto (ufficiale e simultaneo) nell’etere. Anche TMO Gaeta manda in
onda i video delle manifestazioni per la pace (comprese quelle davanti alla
locale base militare americana).
Le
trasmissioni si irradiano direttamente dal tinello di casa Ciano (il
trasmettitore, rivelerà poi il Masaniello dell’etere, “sta tra il mio letto e quello di mia moglie”).
I
media mainstream cominciano a scrutare il fenomeno. Al negozio di Ciano si
presenta anche una troupe di Canale5; nonostante si tratti dell’imperodelmale,
acconsente all’intervista.
Marzo
2003
Oltre
alle manifestazioni pacifiste, ai collegamenti di guerra con Al Jazeera, alle
webcam con gli emigranti gaetani nel mondo, TMO trasmette la cassetta
dell’ultima messa di Padre Pio (che riscuote grande successo tra il pubblico
più anziano e devoto).
Nasce
"Kitab - lo sterminio dello spettacolo", un programma di critica
intellettuale in stile "debord-marxiano" ideato da Gabriele D'Arienzo (con un
collettivo inizialmente di quattro persone poi via via più ampio). Si inizia
con delle interruzioni post-mediatiche, sigla montata con frame di Bush, Saddam
e Bruno Vespa, ambientazione in una tenda sul mar d'Azov scampati all'orda di
Tamerlano. Dicono: «La tenda richiama la cultura del nomadismo e della
defezione, che è la nostra cultura. L'idea di una terra di confine della
comunicazione, di qualcosa che si può costruire fuggendo dalla comunicazione.
Noi modifichiamo le condizioni in cui la comunicazione si svolge, anziché
subirle».
6
aprile 2003
Nasce
“TMO watch”, recensione accurata e periodica della telestreet gaetana. Ci si
accorge che sugli schermi di TMO, sintonizzati nei tempi vuoti sul canale
satellitare Alice, va in onda uno spot dei vini piemontesi. Un affronto per il
meridionalistissimo Ciano, che subito cancella il canale Alice dal palinsesto e
lo sostituisce con la più mite Telepace.
Ciano
si auto-intervista nel tinello di casa sua e presenta TMO. Si dichiara "al
servizio della città", ricorda che "Monte Orlando, da cui prende il nome
questa rete, è stato da sempre simbolo della valorosa resistenza dei gaetani
contro gli invasori", annuncia di essere "disposto ad andare in galera per
difendere la democrazia italiana e la mia identità di meridionale, e metterei
una tv anche lì in cella". Infine spiega che lui non si definisce un pirata
bensì un "brigante dell’etere". «Perché pirata è chi si appropria del territorio altrui, mentre
il brigante è chi si riprende il proprio territorio che altri hanno occupato».
18
aprile 2003
Venerdì
santo, sacro e profano. TMO trasmette la via crucis, e il vescovo da la
benedizione. Subito dopo va in onda una partita a calcetto, e un ignoto
telecronista improvvisato si produce in un effluvio di bestemmie.
TMO
cerca di agguantate l’ambito pubblico dei teenager con una trasmissione
intitolata “Dimensione giovani”. Al titolo banale e alla scarsità di mezzi
tecnici (la telecamerina di Ciano, un lettore cd, due panchine dei giardinetti
pubblici) supplisce la buona volontà dei giovani partecipanti.
Maggio
2003
TMO
acquisisce popolarità nel cono d’ombra dell’audience gaetano. E’ l’era
pionieristica e più autenticamente “proxy vision”, Ciano imperversava
ovunque con telecamerina e vocione.
A
Kitab si prosegue parlando di legge Mammì, regime berlusconiano e massoneria di stato.
D’Arienzo apre annunciando: «Interrompiamo le trasmissioni di
TeleMonteOrlando per informare i telespettatori che il loro vissuto di vita
apparente può essere interrotto dal reale».
Ciano
si sottopone alla dura prova dei saggi scolastici, ne riprende e ne trasmette
persino dieci di seguito, un vero e proprio afterhour che mette in difficoltà
anche gli spettatori più affezionati.
Giugno
2003
Ciano
si innamora di due “veline” dipendenti delle Poste Italiane, presso uno
stand di una manifestazione. Le due ricambiano mettendosi in posa e in abito da
sera.
TMO
denuncia la situazione di degrado e abbandono di alcuni vicoli di via
Indipendenza. Il presidente del comitato di quartiere spiega che le anziane
donne del vicolo “hanno sciuculato gliu’ curtile (hanno pulito il cortile, ndr)
perché arrivava la televisione”.
Debuttano
su TMO Andrea Brengola e Giampiero Armenio, con reportages nelle campagne
assolate o tra i preziosi e semi-abbandonati monumenti della città.
15
giugno 2003
Nasce
il blog tmowatch, sito metà osservatore e metà militante della telestreet
gaetana curato da Luca Di Ciaccio.
30
giugno 2003
Trionfale
trafiletto sul quotidiano locale Latina Oggi. “La tv di quartiere che sbanca
gli indici d’ascolto”. Ciano annuncia: “il monopolio Rai-Mediaset è stato
battuto”. Il tabacchi di Ciano in piazza diventa principale gruppo d’ascolto
e di feedback della telestreet gaetana. Il popolo chiede “più antenne”, ma
il segnale (e la legge) è quello che è.
Luglio
2003
TMO
documenta la vita nelle campagne di Gaeta. Ciano fa vedere due lucertole in
accoppiamento, poi le separa bruscamente con un bastone.
Il
professor Cardi apporta il suo dotto contributo a TMO con le sue lezioni di
storia locale. Costretto per ore a disquisire sotto il sole di una delle estate
più calde degli ultimi duecento anni, il professore ne esce grondante di sudore
e visibilmente provato.
20
luglio 2003
Ciano
e Batosi sbarcano a Ponza per installare una telestreet sulla cima dell’isola.
Non si sa che fine abbia fatto il progetto e anche il signore di Ponza (che
doveva pagare delle attrezzature) non si è fatto più vivo.
24
luglio 2003
Giulietto
Chiesa, in un pubblico incontro a Gaeta, dichiara: «Credete a TMO e non credete
a Bruno Vespa!».
31
luglio 2003
Quella
sera in cui il Masaniello dell’etere va a casa del Recensore ad intervistarlo.
E nasce il forumino open publishing di TMO, che diverrà teatro di furibonde
litigate, profondi dibattiti e persino qualche amicizia.
Agosto
2003
Inchieste
balneari di TMO, mentre il mare di Gaeta è invaso dalle mucillagini. Dal
salottino climatizzato ‘sorbetto e brioche’ del lido Sirio all’atmosfera
verace e spiantata del lido Patatè tra imprecazioni e zuppe di pesce. Ciano si
infiltra in un raduno clandestino di nudisti e punkabbestia. Poi sulla più
popolare spiaggia di Serapo, di fronte ad un buffet di cocomeri affollato da
procaci bagnanti, lancia il tormentone “Che fette! Che belle fette! fette –
fette – fette!”.
Il
Masaniello dell’etere registra e manda in onda – dal tinello di casa sua –
le sue personali lezioni di storia meridionaliste e anti-risorgimentali. Un cult
delle notti estive. Una puntata speciale di Kitab ricostruisce l'interpellanza
del on. Manna nel 1990 sui documenti segreti del Risorgimento; Ciano recita la
parte dell'On. Manna.
Anna
Scialdone (la Divina Mammà) presenta in coppia con Ciano “Sapori lontani”,
memorabile rubrica di ricette, tradizioni, gola, lussuria e ammiccamenti
borbonici.
Fatima
Scialdone (la Divina Figlia), attrice di teatro, presenta il suo spettacolo su
TMO. Ciano in visibilio, si commuove mentre Fatima canta la canzone dei
descamisados.
TMO,
attraverso le domande incalzanti di Ciano, intervista periodicamente il sindaco
forzista di Gaeta Massimo Magliozzi. Memorabili le gaffes e gli strafalcioni del
primo cittadino. Qualche spettatore si accorge (davvero) di aver votato per il
sindaco sbagliato.
Intervista-choc
di TMO all’avvocato Tibaldi, vecchio antinuclearista che parla di incidenti
taciuti alla centrale del Garigliano e di contaminazioni dell’ambiente.
Inoltre TMO trasmette un convegno sulla mafia, il film “Bowling for Columbine”,
il processo Previti. Ciano indaga sul porto di Gaeta, tra affari e politica.
Brengola recita una poesia catartica col comico di Zelig Flavio Oreglio.
25
agosto 2003
Addio
tinello. TMO inaugura i nuovi “studios”: un paio di stanze tre metri per tre
al piano terra, gentilmente concesse dalla sorella di Ciano. Per la prima volta
si prova la dolce ebbrezza della diretta.
Settembre
2003
All’improvviso
un flash: vi rendente conto che i Savoia sono tornati e non se li caga più
nessuno? Non è meraviglioso? E adesso chi lo dice a Ciano?
Entrano
nella semi-redazione di TMO (direttamente dalle gloriose radio libere anni 70)
Mino Forcina e Erasmo Di Perna, al montaggio e regia.
Alcune
tv di strada romane sfidano il pescecane Sky e mandano in onda la partita
Roma-Juve. Telestreet batte Ski 1 a 0. TMO risponde trasmettendo le partite
del Gaeta (un calcio a Sky).
Periodo
di prove tecniche e dirette vacue. Sembra farsi strada a TMO una corrente di
pensiero desengagé. Il sindaco forzista Magliozzi partecipa in studio ad una
diretta con telefonate che però riesce male per un filtraggio arbitrario e
sbagliato delle telefonate. A TMO si supera l’incidente di percorso.
14
settembre 2003
Un
“blobbone” di mezzora su TMO viene trasmesso da Iride, canale satellitare
della Festa Nazionale dell’Unità. E proprio alla Festa di Bologna si tiene un
altro incontro tra le tv di strada.
20
settembre 2003
Il
Ministero chiude Disco Volante, telestreet di Senigallia curata da una
cooperativa di disabili. Pochi giorni dopo analoga mordacchia viene imposta alla
nascente tv civica del comune di Peccioli.
3
ottobre 2003
La
Camera approva un Ordine del giorno a tutela delle tv di strada.
7
ottobre 2003
Nuova
ispezione della polizia postale a TMO. Nessuna repressione, anzi addirittura dei
consigli tecnici per non disturbare le frequenze altrui.
Sul
sito tmowatch pubblicato il “Manifesto di TMO secondo il Collettivo Kitab”. Non si
sa in quanti si siano spinti a leggerlo tutto. Tuttavia si
scalda il dibattito nel collettivo della telestret gaetana.
18-19
ottobre 2003
Forum
delle telestreet a Senigallia. Si discute sull’opportunità di costituirsi in
associazione nazionale. Ciano scrive: per venire
ho litigato con mia moglie ma al ritorno mi ha accolto a braccia aperte
Il
giornalista esperto subacqueo Adriano Madonna va al mercato ittico con la
telecamera di TMO e spiega le varie qualità di pesce. Diventerà capofila di un
movimento contro l’installazione di un mega allevamento di tonni (di proprietà
del fratello del sindaco) nelle già fragili acque del golfo.
TMO
lancia la campagna “coi morti non si fa cassa” contro i balzelli imposti dal
Comune sui loculi cimiteriali.
Esce
il libro “Telestreet – Macchina Immaginativa Non Omologata” di Berardi –
Jaquemet – Vitali.
La
censura di regime si abbatte sul programma Raiot di Sabina Guzzanti. TMO lo
ritrasmette a ripetizione.
Dicembre
2003
Rai1
trasmette un speciale agiografico su Garibaldi, condotto da Piero Angela. Ciano
promette un “contro-quark” anti-garibaldino su TMO.
16
dicembre 2003
Il
presidente Ciampi rinvia alle Camere la legge Gasparri, che sanciva
l’occupazione totale del Mediascape in barba ad ogni limite di democrazia o di
decenza. Berlusconi però si firma il decreto per salvarsi Rete4. Ciano va in
diretta su TMO e proclama: “Di questo passo gli italiani faranno la
rivoluzione”, e D’Arienzo accanto gli ribatte “anzi, la rivoluzione è già
in atto”.
Sondaggio
tra i lettori del sito tmowatch sui programmi più graditi di TMO (il
“Masaniello Award”). Trionfo per le “lezioni di storia” di Ciano.
Ciano
invita a
boicottare il
panettone delle
industrie
padane a favore
dell’Orlandone
artigianale e
borbonico. TMO
si arrende alla
tragedia del
Natale e manda
in onda “a
rullo” un
video di
auguri. La sera
del 31 quegli
insurrezionalisti
di Kitab
interrompono
“per
sbaglio” il
video degli
auguri di
Capodanno e
infilano una
cassetta
“detournante”
e
“scabrosa”.
2004, anno terzo
4
gennaio 2004
Mentre
la Rai festeggia il suo cinquantenario (un grande avvenire dietro le spalle),
alle nove di sera su TMO va in onda il Discorso di Capodanno al Popolo e a
Ciampi del Governatore Ciano (titolo conferitagli dalla borbonica regina Urraca
sul letto di morte).
TMO
trasmette gli sciusci, i tradizionali canti dialettali di Capodanno. Compresa
l’esibizione folk-kitsh di Nino Granata in arte Cocchetto in mise da zingara.
Un
sms indirizzato a Ciano durante una diretta di TMO chiede: «E se Berlusconi si
fa il lifting, Ciano perché non si tinge?». Si
discute sui rischi delle telefonate messe in onda senza filtro. Chiama un tale
in diretta che invita tutti i cittadini a mettersi in mutande (poteva andare
peggio).
15
gennaio 2004
Convegno
sulle telestreet all’università di Roma Tre. Carlo Freccero definisce TMO
“parzialmente locale con piglio situazionista”.
Febbraio
2004
Crisi
politica al comune di Gaeta: il centrodestra a pezzi, l’opposizione occupa
l’aula consiliare. Bufera a TMO per la diretta col sindaco che viene sommersa
di telefonate taroccate e per la diretta equivoca con l’opposizione assente
– annunciata – non invitata. Kitab, dall’interno, mette in guardia contro
la “deriva televisiva” di monteorlando e il “progetto strisciante e non
confessato di farne una televisione commerciale, di servizio amministrativo”.
Ciano somatizza per il troppo stress, finisce ricoverato in ospedale e si prende
un periodo sabbatico. Si apre un dibattito sull’uso, le potenzialità e le
trappole del mezzo televisivo: “bisogna recuperare
la saldezza e la spontaneità di un tempo, ricominciare a dettare e reinventare
le regole del medium”.
Mara
Cochetti,
laureanda in
scienze della
comunicazione
all’università
La Sapienza di
Roma, svolge
una ricerca –
campione sul
pubblico di TMO
e distribuisce
trecento
questionari
(che vanno a
ruba). Si
laurea poco
tempo dopo con
il massimo dei
voti.
Ambrogio
Vitali, decano
bolognese delle
telestreet,
lancia la
proposta delle
Tv Comunitarie
ad Accesso
Pubblico: “un
nuovo progetto
di apertura
legalizzata di
spazi pubblici
per la
comunicazione
con il
coinvolgimento
delle Pubbliche
Amministrazioni”.
Molti storcono
il naso,
qualcuno
apprezza (anche
a TMO). Il
dibattito è
aperto.
Marzo
2004
Il
tragico undici
marzo degli
attentati di
Madrid ci svela
le bugie dei
governi e la
loro potenza di
fuoco mediatica,
ma anche la
forza dei
piccoli canali
di
comunicazione
alternativa per
salvare la
democrazia.
10
marzo 2004
Il
ministero delle
Comunicazioni
fornisce
l’autorizzazione
alla tv
comunitaria del
Comune di
Peccioli,
chiusa lo
scorso
settembre.
26-27-28
marzo 2004
Senigallia,
la città della
telestreet
sequestrata
Discovolante,
ospita Eterea2,
secondo raduno
delle tv di
strada e della
comunicazione
indipendente.
Partecipa una
delegazione di
TMO, Ciano
assente per
motivi di
salute. Ci si
scambia idee e
materiali, si
manda un
segnale
nell’etere,
si parla di
tutto ma si
decide di poco.
Il nodo delle tv comunitarie e/o legalizzate non viene affrontato.
Passa alla
storia il
monito
dell’olandese
David Garcia:
“Attenzione,
da noi le tv
legalizzate
sono diventate
noiosissime”.
Aprile
2004
Silvio
Berlusconi:
“Non hanno
senso gli
attacchi da
briganti di
strada portati
dalla sinistra
a un gruppo
fondato dal
presidente del
consiglio”.
Il
Collettivo Kitab porta
avanti
l’inchiesta
“Grande
Fratello P2”,
direttamente
“dal pozzo
nero della
storia
italiana”.
Intanto TMO
rilancia
“l’Intervallo”,
con tanto di
musiche di
Haendel, greggi
di pecorelle e
paesaggi
locali.
La
redazione del
giornale
meridionalista
Il Brigante
visita gli
studios di TMO
e ci dedica un
paio di lunghi
articoli. Da
Gaeta parte la
campagna per
“esportare la
telestreet”
nel Sud Italia.
Gli
Undici
Fondatori di
TMO decidono,
dopo lunghe
estenuanti
assemblee, di
darsi uno
statuto e
costituirsi
come libera
associazione.
Qualcuno arriva
a proporre la
figura del
“direttore
artistico”,
ma
fortunatamente
l’idea è
subito abortita
(solo per ora?). Si
studiano gli
aspetti legali
e tecnici per
le “tv
comunitarie –
comunali”
previste dalla
legge Maccanico.
E
così si tira
avanti, tra
bollette da
pagare e
profonde
meditazioni di
autocoscienza.
Si comincia a
pensare al
“declino
della
rivoluzionarietà
di TMO”.
Maggio
2004
E’
primavera, e
insieme alle
rondini
arrivano le
elezioni
(europee +
provinciali).
Damiano
Ciano, figlio
diessino del
Masaniello
dell’etere e
membro di TMO,
si candida a
Gaeta e
annuncia:
“non userò
un solo minuto
in più dei
miei avversari
in tv”.
Polemica: la
par condicio
vale anche per
TMO? Risposta
di Ciano
senior:
“democrazia
significa non
abusare dei
propri
mezzi”.
Brutti
tempi, tra
immagini di
orrore e di
torture e ansie
pre-elettorali.
Bifo Berardi
scrive:
“L’orrore
siete voi,
padroni delle
fabbriche di
sogni che ora
rivelano
incubi”.
Il
Recensore
tmowatch nota
un periodo di
stasi nella
programmazione
di TMO. Gli
orlandones
rispondono
piccati e
smentiscono:
“un’autoproduzione
semantica da
brividi”.
La
redazione di
Sportissimo
procede
infaticabile:
riprendono
tutti i
mondiali di
vela nel golfo,
portano fortuna
al Gaeta Calcio
che si salva
per un pelo,
Pio Marzullo
intervista il
sindaco
Magliozzi che
gli dice “lo
sport è utile
perché fa
sviluppare l’agonìa”,
Armenio va in
pellegrinaggio
al mitico
Santiago
Bernabeu,
Lombardi fa
furore con le
sue puntuali
telecronache.
Giugno
2004
Tempo
di elezioni.
TMO riprende
tutti i comizi,
e li trasmette
con la
locandina del
film di
Francesco Rosi
“Uomini
contro”.
La
destra va male
alle europee ma
vince in
provincia di
Latina.
Successo di
pubblico per la
lunga diretta
post-elettorale
di TMO. Ciano
junior,
sconfitto al
voto, presenta
e spiega i
risultati.
18
giugno 2004
Il
sindaco vieta a
TMO le riprese
del consiglio
comunale.
Oscurate la
libertà di
informazione e
la trasparenza
amministrativa.
Proteste degli
orlandones, dei
cittadini,
della stampa,
dei partiti.
L’indignazione
dura tre
giorni, poi il
sindaco
telefona in
diretta e
promette libere
riprese per
tutti.
Il
ministro
dell’economia
Tremonti in
visita a Gaeta
per la festa
della Guardia
di Finanza. Una
clip di TMO lo
indica come
“nemico
pubblico numero
uno della città”.
Dieci giorni
dopo il
ministro si
dimette. (non
è detto ci sia
collegamento
tra i due
eventi).
Luglio
2004
A
Senigallia
avviso di garanzia per la telestreet
"Disco
Volante".
Reato di
"diffusione
televisiva
senza
autorizzazione",
pena da 6 a 18
mesi di
reclusione.
Agosto
2004
Bufera
all'interno di
TMO.
Si
scioglie il
Collettivo
Kitab. Un brano dalla "videocircolare di scissione": «Al di là del
riconoscimento mitologico di chi si è dimostrato un ammiratore debole di mente,
e infine disonesto detrattore, noi siamo sempre stati interessati a forme di
collaborazione con soggetti e gruppi autonomi, purché collocati in un ambiente
di operazione pratica autonomo, e desiderosi di costruire e diffondere prodotti
inaccettabili per questo spettacolo… la televisione non è mai stata considerata
da noi come un fine, ma come un momento di un'attività storica, e la forza delle
cose ci porterà ancora a provarlo».
Dopo
vari dissidi e
litigi se ne va
il 'kitabbiano'
Gabriele
D'Arienzo. Si
parla di
"epurazione"
e "perdita
dell'innocenza".
Subito
dopo,
fuoriuscita
dalla nascente
associazione
anche dell'
"internettiano"
Luca Di
Ciaccio.
"Sono dei
cialtroni, dei
cinici o come
minimo degli
ingenui, ma
vuoi ripeterlo
ogni
volta?".
Settembre
2004
TMO
misteriosamente
oscurata per
due settimane.
Il 9, Ciano
riappare in tv
e lancia un
durissimo
proclama:
"Siamo
stati sabotati
e
traditi".
Il
12 si riunisce
d'urgenza il
Direttivo
dell'Associazione:
espulso il
tecnico Batosi,
esaminata la
posizione di
Brengola che subito dopo annuncia dimissioni.
Ma
nei giorni
successivi
ancora
polemiche:
"Giallo
sulla
telestreet di Gaeta" titola il giornale locale, se ne parla anche in consiglio
comunale, evocazione di "mandanti occulti". Litigi nella redazione
sportiva: il
collaboratore
Pio Marzullo non apprezza i poco velati riferimenti politici contro i "mandanti
del sabotaggio", si
dissocia e se
ne va.
Ottobre 2004
Il
rilancio di TMO: gli orlandones superstiti si ricompattano.
Aperto
un conto corrente postale per raccogliere soldi tra la popolazione
telespettatrice, raccolti oltre mille euro in meno di un mese.
Ciano:
"il nostro obiettivo è diventare Tv di Comunità".
Sandro
di Insu Tv Napoli, sulla maling list telestreet, denuncia:
«Tra le
telestreet è calato il silenzio...
».
Da più
parti le tv locali attaccano "gli abusivi delle telestreet". Qui da noi succede
con la pontina Tele Etere che si scaglia contro TMO.
Il
presidente del Conna (Coordinamento Nazionale Nuove Antenne) però difende le tv
di strada, e in un articolo sul periodico Nuove Antenne scrive:
«Solo
il tempo potrà dirci se i perseguitati di oggi saranno i pionieri della
comunicazione di domani e se ci sarà qualcuno in grado di affermare una verità
elementare e banale: l'etere, come l'aria, è un bene comune a disposizione di
chiunque voglia far "respirare" le proprie idee».
Novembre 2004
A
Gaeta nasce un'altra televisione, dietro ci sono molti
ex orlandones andati via dopo le infuocate polemiche di settembre Durerà poco,
ma altre esperienze simili si replicheranno in futuro. Commento sul blog
tmowatch:
«»
2005, anno quarto
Gennaio 2005
Dopo un blackout di qualche settimana per
problemi tecnici, TMO riprende le trasmissioni con assiduità. Il segnale si
diffonde da una postazione in convivenza con l'altra concorrenza televisiva
paesana.
In un sondaggio informale sul blog tmowatch sui
media più affidabili per l'informazione locale, TMO prevale ma è battuta di un
soffio dall'opzione "nessuno".
20 gennaio 2005
Gli occhi del Viminale sulle telestreet. La
relazione annuale del ministero ne parla (nientedimenoche) nel capitolo dedicato
a "terrorismo ed eversione".
Febbraio 2005
Alcuni politici della
maggioranza comunale di centrodestra lanciano accuse di “manipolazioni e
parzialità” per le riprese del consiglio comunale (effettuate in maniera il più
possibile integrale e sempre senza alcun rimborso o contributo ufficiale).
Damiano Ciano, presentando la diretta serale (di cui diventa il nuovo dominus),
avvisa i telespettatori: «Non date mai per scontato che domattina questa
emittente ci sarà ancora. Ci sono persone che tutto questo non lo vogliono, non
vogliono che i cittadini siano completamente informati, magari qualcuno ci
vorrebbe spegnere un’altra volta ma noi cerchiamo di resistere».
Gli orlandones lanciano la serie
di spot autopromozionali con slogan edificante: "Noi siamo nati liberi". E'
l'era del "TMO Pride", mentre le telecronache sfiatate di Erasmo Lombardi ("è il
cuore che vince") diventano un cult in versione mp3.
Marzo 2005
I sette soci fondatori di TMO finalmente si danno
una struttura regolare alle spalle della telestreet e costituiscono un'omonima
associazione di promozione sociale, con regolare statuto. Erasmo Di Perna (in
arte Lombardi) è
nominato presidente. «TMO è un’associazione che
non ha fini di lucro e opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale»,
recita lo statuto, che segue l’esempio di altre tv di strada italiane che già
hanno adottato la forma di associazione per il loro gruppo. Infatti come tutte
le associazioni di promozione sociale, anche quella di TMO dovrà attenersi ai
principi di assenza di fini di lucro, democraticità della struttura, elettività
e gratuità delle cariche sociali. Nel capitolo degli scopi dichiarati TMO si
richiama alla Costituzione italiana, all’informazione libera, non condizionata
dal mercato e partecipata dai cittadini, alla salvaguardia da conformismo
e appiattimento mediatico. In particolare: «promuovere la socialità, la cultura,
l’arte, l’informazione riguardante particolarmente, anche se non esclusivamente,
il territorio» e «sviluppare forme di comunicazione volte a valorizzare il
vissuto storico, sociale ed in particolare meridionalista del territorio», senza
escludere la «collaborazione con gli Enti locali, attraverso la stipula di
apposite convenzioni».
TMO trasmette interviste a Saramago, spettacoli di
Moni Ovadia, predicazioni di Beppe Grillo, documentari sui bambini Saharawi e
tante altre buone cose. Ciano Junior se la prende con Costantino e con la De
Filippi.
Elezioni regionali.
Damiano Ciano rivela -
guardacaso - l’intensificazione di «minacce e pressioni, a volte velate, a volte
meno» di natura politica. Il
Masaniello dell'etera Antonio Ciano si mette in giacca e cravatta e si rituffa a
fare campagne elettorali. Si candida alla regionali nella lista Marrazzo, in
appoggio al centrosinistra. Marrazzo vincerà e l'Unione trionferà, Ciano se la
caverà con 618 voti senza venire eletto (e sull'imparzialità di TMO:
«siamo
stati maturi»).
2 aprile 2005
Muore Papa Wojtyla. TMO quella sera interrompe le
trasmissioni.
Censimento interno al network telestreet: pochi
sopravvissuti alla grande ondata.
Dalle
107 emittenti elencate nel corso del tempo sul sito sono state ricevute, in
mailing list, solo 27 risposte. Un dato che dice come molte realtà abbiano
ceduto nel tempo la loro volontà di cimentarsi nella pratica (il 75% circa) e
l’interesse (interno ed esterno al network) sia andato pian piano diradandosi.
Si arriva al dato che solo un 12% dei 101 nuclei presenti da almeno un anno è
arrivato a trasmettere e mantenere una programmazione costante durante un arco
medio/lungo di tempo.
16 maggio 2005
Il Gip di Ancona archivia il procedimento
giudiziario contro la telestreet di Senigallia Disco Volante e ordina il
dissequestro delle apparecchiature, dopo un anno e mezzo. I telestreettari vanno
alla Camera dei deputati per una conferenza stampa e pretendono impegno dai
politici e dall'Unione.
TMO potrebbe trasmettere "Submission", il film
sull'Islam che costò la vita al regista olandese Theo Van Gogh. E' un'idea -
provocazione lanciata sul blog tmowatch, e si trasforma in un incubo di gaffes,
smentite e presunte minacce del Jihad al Masaniello dell'etere.
28 maggio 2005
Grandi entusiasmi e mobilitazioni
popolari-mediatiche per il Gaeta Calcio che finisce in finale regionale di Coppa
Italia allo stadio Flaminio di Roma. E la vince. Il telecronista Lombardi si
sgola però diventa una star, la curva si riempie come non mai e i gaetani
appendono bandiere biancorosse alle finestre. Il dvd della partita, messo in
vendita un mese dopo col ricavato per il sostentamento di TMO, diventerà un
best-seller.
Giugno 2005
A TMO si discute pure dei referendum sulla
fecondazione, anche se poi vincerà l'astensione propagandata dalla Chiesa.
Intanto la telestreet gaetana amplia la portata del suo segnale, e trasmette
inaudite maratone di saggi scolastici e recite di fine anno.
Luglio 2005
Nell'estate del sodoku e degli scandali
finanziari, Antonio Raimondi, presidente della grande organizzazione cattolica
di volontariato Vis, usa le telecamere della diretta di TMO per lanciare la sua
candidatura a sindaco di Gaeta per il 2007, nel centrosinistra se lo vogliono,
magari facendo delle belle primarie.
Agosto 2005
Il cantante Al Bano - poco prima di partire per
l'Isola dei famosi, confessa ad Antonio Ciano di essere borbonico e pure suo
fan. Ciano ricambia e lo definisce "orgoglio del Sud".
Settembre 2005
Ciano realizza reportage per TMO in trattorie
ciociare con orchestrine sgarubbate. E nel frattempo il network Telestreet
(insieme al sito NgVision) vince il prestigioso premio "Ars Electronica" di Linz
dedicato ai media e alle comunità digitali. Tra le motivazioni: la
"chiaroveggenza elettronica".
La polizia postale sequestra le apparecchiatura
della telestreet Dream Tv di Solopaca, in provincia di Benevento.
Poche settimane dopo analoga notizia arriva da
un'emittente in provincia di Taranto.
Intanto l'amico di TMO Sebastiano Gernone ci cita
e inaugura un'operazione di telestreet anche nella sua Bari.
Ottobre 2005
Mentre Pippo Baudo resiste agli inviti del
centrosinistra di buttarsi in politica, il programma Rockpolitik di Celentano
domina le cronache, oltre quattro milioni di persone vanno a votare alle
primarie dell'Unione, succede che TMO passa al software Linux, trasmette
processioni e litiga con l'allenatore del Gaeta Calcio. Poi rimanda in onda la
cassetta di Celentano della sera prima.
8 novembre 2005
L'"osservatore partecipante" più affezionato di
TMO, Luca Di Ciaccio, si laurea in scienze della comunicazione alla Sapienza di
Roma con una tesi sulla telestreet gaetana: "Il localismo televisivo tra
maggioranze e comunità". Antonio Ciano riprende il memorabile evento e lo manda
in onda. Qualche sera dopo il neo-dottore partecipa a un memorabile e agitata
"Diretta 22": finisce con poco accademici sfanculamenti col tipo paonazzo in
regia. Il giorno dopo le scuse di Ciano: "Episodio inqualificabile. Forse i
ragazzi di TMO sono un po' stanchi".
Dicembre 2005
Chiude il blog osservatore e recensore "TMO watch".
Rimane aperto, con archivi e aggiornamenti, il sito www.ludik.it/tmowatch
2006, anno quinto
Aprile 2006
Alla vigilia delle elezioni politiche del
duemilasei gli orlandones sono combattuti tra la speranza che un cambio di
governo porti al riconoscimento ufficiale della loro e delle altre televisioni
di strada e la certezza che per il Sud Italia difficilmente qualcosa migliorerà.
In un comizio sulla piazza di Formia il Masaniello dell'etere urla e riurla a
Prodi: "Presidente, ricordati delle telestreet!". Prodi forse non lo sente ma
gli sorride. La notte del 9 aprile vincerà le elezioni con la coalizione di
centrosinistra, battendo Berlusconi per poche migliaia di voti.
Nel frattempo, per un mese interno, i due giovani
videomakers italo-tedeschi Nina Mair e Robert Jahn seguono passo passo Antonio e
gli orlandones gaetani per la realizzazione di un documentario sulla loro
storia.
9 luglio 2006
L'Italia vince i Mondiali di calcio in Germania.
La gioia esplode ovunque, anche nelle piazze di Gaeta. Gli orlandones tifano,
esultano e contemporaneamente riprendono tutto: ne uscirà un dvd ricordo dei
"mondiali visti da Gaeta".
18 luglio 2006
Un consiglio comunale finisce quasi in rissa, col
sindaco che si avventa contro un consigliere di opposizione. L'immancabile
telecamera di TMO riprende la scena, ma la zelante mano di un consigliere di
Forza Italia la oscura prontamente. Dopodiché gli addetti alle riprese sono
stati fatti allontanare dall'aula.
27 luglio 2006
Il futuro di TMO è a rischio ma i cittadini
gaetani si mobilitano per salvarla. Gli orlandones sono costretti, su
intimazione del Demanio, a smantellare la loro antenna su Monte Orlando. "Ci
vogliono imbavagliare" commenta Antonio Ciano mentre la telestreet è a un passo
dalla chiusura. Accorati appelli in diretta e mobilitazione straordinaria in
paese: raccolte tremila firme in tre giorni per "salvare TMO". Persino il
sindaco Magliozzi vuole firmare la petizione a se stesso indirizzata.
Agosto 2006
Alle 22,30 di martedì 1 agosto TMO spegne il
segnale. Il Masaniello dell'etere in lacrime ringrazia i gaetani. Damiano Ciano
dichiara: "Siamo sicuri che torneremo. Ma se non torneremo potremo vederci
in città, guardarci negli occhi, da uomini veri, da uomini liberi". Alle 21 di
venerdì 4 agosto TMO riaccende, a furor di popolo, il segnale. Recuperata una
postazione privata per l'antenna con l'aiuto della locale Radio Spazio Blu e
ottenute garanzie dal Comune sui nuovi ripetitori. Ora il segnale arriva a
coprire alcune zone limitrofe di Itri e Formia.
Settembre 2006
La problematica delle tv di strada e della loro possibile legalizzazione è
esaminata dal ministero delle Comunicazioni, guidato da Paolo Gentiloni. Una
delegazione di TMO incontra ufficialmente il sottosegretario Vimercati, che ne
riconosce ed elogia l'operato. "Non siamo illegali - dice Ciano - ma vogliamo
delle regole".
6 novembre 2006
Erasmo Lombardi, l'orlandones che da voce e anima alle partite del Gaeta, riceve
a Roma il premio Mid Sport dall'Associazione Nazionale Cronisti Sportivi "per la
costanza, la franchezza, il rendimento, il coraggio".
9 novembre 2006
"Libertà": è il titolo del documentario di Nina Mair e Robert Jahn dedicato alle
avventure della telestreet gaetana. Accoglienza calorosa alla prima proiezione
riservata per orlandones e amici. Poi comincia a girare per festival.
Qualche settimana dopo Damiano Ciano e Erasmo Lombardi lo presentano al
prestigioso "Festival dei Popoli" di Firenze, con entusiasta accoglienza da
parte degli spettatori paganti.
11 nove
mbre 2006
Esponenti delle principali telestreet italiane, da Bologna, Napoli, Bari, si
incontrano a Gaeta, negli studi di TMO, per lavorare su una proposta di legge
"rivolta alla legalizzazione del fenomeno delle tv di strada".
Dicembre 2006
Orlandones sempre sulla notizia. Cade l'amministrazione comunale di centrodestra
del Capitano Magliozzi e si insedia il commissario prefettizio Frattasi e loro ci sono. Il Gaeta vince in casa dopo anni il derby
con gli acerrimi rivali confinanti del Formia e loro ci sono. Vanno a ruba i dvd
per ricordo.
2007, anno sesto
21 febbraio 2007
Una delegazione di orlandones è ricevuta
nuovamente al ministero della Comunicazioni dal sottosegretario Luigi Vimercati
e gli consegna una bozza di legge per la regolamentazione delle telestreet.
11 marzo 2007
"Libertà", il docufilm di Nina Mair e Robert Jahn
sulla telestreet gaetana, è lanciato in "prima visione mondiale" al cinema
Ariston di Gaeta, con una mattinata di proiezioni gratuite per la cittadinanza e
i fans di TMO. Sala piena e applausi per gli orlandones. Il film continua a
girare con successo in molti festival di tutta Europa.
Maggio 2007
A Gaeta impazza la campagna elettorale per le
comunali. TMO organizza una serie di interviste e confronti in diretta con tutti
i candidati a sindaco e con giornalisti della stampa locale in studio a fare le
domande. Offerti anche spazi autogestiti gratuiti di propaganda. Così la lunga
campagna gaetana finisce interamente tra le braccia della tv e del web. Anche a
Gaeta si fa "on air" e "on line" quello che prima si faceva solamente nelle
piazze. Ma non mancano le polemiche e gli scontri. L'ex sindaco e candidato di
centrodestra Magliozzi litiga in diretta col conduttore Damiano Ciano. Ai suoi
comizi sono distribuiti volantini anti-Tmo. Antonio Ciano si candida con la
lista del candidato civico Raimondi, e gli orlandones sono accusati di
favoritismi. Gli orlandones denunciano di subire "pesanti minacce". Nasce
un'altra emittente di paese, Gaeta Tv, che è preannunciata come "rivale di Tmo e
amica di Mediaset" ed è molto pubblicizzata in ambienti di destra. Damiano Ciano
ribatte in tv: "Noi siamo liberi, altrimenti guardate Schiavo Tv".
Questa rimane alla
storia come la stagione più seguita di Tmo, ma anche la più difficile e
controversa.
31 maggio 2007
Gli orlandones Antonio Ciano ed Erasmo Lombardi
varcano il portone di Montecitorio per consegnare all'on. De Biasi (Ds/Ulivo)
l'emendamento telestreet da inserire nel ddl Gentiloni sulla riforma del sistema
radiotv. "Il momento della libertà si avvicina" proclama il brigante dell'etere
in posa plastica di fronte al Parlamento.
Giugno 2007
Il civico Antonio Raimondi vince le elezioni
comunali al ballottaggio, battendo il forzista Magliozzi. Antonio Ciano è
nominato assessore al Demanio. Il nuovo sindaco rilascia la prima intervista,
nel giorno della vittoria, negli studi della telestreet. Il cuore degli
orlandones batte per Anthony l'Americano? Loro si difendono: "Abbiamo applicato
la par condicio sotto elezioni e il blind trust per il nostro fondatore
Antonio". Il Masaniello dell'etere Ciano, nelle nuove vesti di assessore,
dichiara che "l'amministrazione si impegnerà per garantire i diritti di tutte le
telestreet".
Ma il centrodestra attacca: "E' stata Tmo a farci
perdere le elezioni". Magliozzi minaccia di chiudere le porte dello stadio, e le
riprese del Gaeta Calcio di cui il fratello è proprietario, a Tmo. Erasmo
Lombardi si arrabbia, dice che "Tmo non è in vendita" e lascia la redazione
sportiva. Antonio Ciano gli risponde: "Forza Erasmo, resisti alle minacce". Poi
gli orlandones ribattono a muso duro contro Gaeta Tv: "La vera telestreet siamo
noi".
Brutti segnali: si rompe il mitico Fiat Fiorino
bianco del Masaniello Ciano, vera icona - cult del personaggio, finito pure
nella locandina del film "Libertà".
26 giugno 2007
Tmo è costretta a spegnere il segnale, anche a
seguito di una denuncia arrivata nelle settimane di campagna elettorale e di
un'intimazione della polizia postale a spostare le antenne. Gli orlandones
scrivono una lettera di saluto alla città: "tutti noi da domani potremo
camminare a testa alta per le strade di Gaeta e perché sappiamo di aver
guadagnato, grazie a TMO, nel corso degli anni spesi al servizio della gente,
quello che nessuno stipendio potrà mai comprare: la stima, il rispetto, l'amore
di una Città che spesso si è identificata con noi e con le nostre battaglie per
una Gaeta migliore".
1 agosto 2007
Dopo un mese di buio, Tmo riaccende il suo segnale
nell'etere gaetano. La giornalista del Messaggero Sandra Cervone scrive sul sito
telefree.it: "Tmo non è né di Ciano né di Lombardi, né di nessuno. E' di Gaeta.
Anzi è Gaeta, con le contraddizioni, le ingenuità, gli errori, i moti
d'orgoglio, le abbuffate di parole ed i forzati silenzi. Ed anche i veleni, le
frecciate, i sorrisetti, le lacrime".
Nello stesso giorno la commissione riunita Cultura
e Trasporti della Camera approva l'emendamento a favore delle tv di strada da
inserire nel ddl Gentiloni. La nuova normativa garantirebbe l'assegnazione di
frequenze alle "televisioni di strada, intese come società senza fine di lucro
quali soggetti giuridici costituiti nella forma di associazione giuridicamente
riconosciuta", seppure in maniera alquanto lacunosa. Difatti i telestreettari
non sono molto soddisfatti.
13 agosto 2007
Il fondatore della telestreet gaetana Antonio
Ciano si dimette dal direttivo dei soci fondatori di Tmo. Per evitare conflitti
di interesse: "Ora faccio l'assessore a tempo pieno".
Ma nei mesi successivi la telestreet gaetana
continua a essere oggetto di critiche e polemiche. Il blogger Lince su
telefree.it si fa paladino dei "delusi da Tmo" e scrive: "Tmo sta dando
l'impressione, terribile e disperata, di essere diventata una tv istituzionale,
una tv di governo". L'orlandones Mino Forcina - pacatamente, serenamente -
risponde: "Tutto ciò che passa attraverso questo canale viene utilizzato per
portare acqua al proprio mulino, sia in senso negativo che in senso positivo.
Tmo in questi anni, ed è bene ricordarlo, non è stata solo la vetrina della
politica, ma il supermercato del vivere civile, dove tutti hanno potuto trovare
argomenti ed eventi che in sua assenza sarebbero passati sotto silenzio".
30 dicembre 2007
Mentre Tmo si prepara a trasmettere il "discorso
di Capodanno" del nuovo sindaco Raimondi (ma solo al termine di quello, ben più
tradizionale, del Presidente della Repubblica, per non creare incidenti
diplomatici) è anche tempo di bilanci. Erasmo Lombardi, presidente
dell'Associazione Tmo, ammette: "E' stato un anno vissuto pericolosamente". "In
molti, fomentanti da certi politici di destra, continuano ingiustamente a
vederci come nemici e faziosi". "Il fatto che stiamo sulle balle a tante persone
vuol dire anche che siamo riusciti a fare bene il nostro lavoro". "E infine: "La
vecchia Tmo di Ciano è morta". Ma se Silvio Berlusconi sapesse la storia di Tmo
si complimenterebbe con gli orlandones? "Si, ci farebbe i complimenti. Ma poi
direbbe che siamo dei coglioni, perché qui il profitto è zero".
2008, anno settimo
29 gennaio 2008
Comincia l'allarme sull'oscuramento più grave e
pericoloso nella storia della telestreet gaetana. Su Tmo campeggia un
comunicato, su sfondo nero e con musica classica di tono vagamente funereo in
sottofondo, che denuncia "l'attacco" contro l'emittente per giunta "a sole 48
ore dalla caduta del governo". Cos'è successo? La società Cps di Pomezia,
vantando una presunta e dubbia autorizzazione ministeriale, vuole attivare dalla
sua postazione su Monte Orlando un segnale proprio sulla frequenza 42, cioè
quella occupata da Tmo. Perdipiù violando il divieto amministrativo di
installazione di nuovi impianti sul territorio del Parco Regionale di Monte
Orlando.
Inoltre lo staff di Tmo lancia un pesante sospetto
verso l'emittente avversaria: nella vicenda delle interferenze sarebbe coinvolto
il tecnico antennista Livio Batosi, ex tecnico di Tmo dalla sua nascita fino al
2004 e attualmente tra i fondatori di Gaeta Tv. Tra Tmo e Gaeta Tv scoppia una
battaglia a colpi di comunicati a tutto schermo. L'emittente "telestreet"
avversaria, vicina al centrodestra, liquida la versione di Tmo come una
"strumentalizzazione politica".
Gli orlandones convocano una conferenza stampa per
annunciare un presidio permanente sul Parco di Monte Orlando per "impedire
l’installazione di qualsiasi impianto da parte di ditte o di privati".
Negli stessi giorni cade il governo Prodi di
centrosinistra e l'Italia si avvia ad elezioni anticipate. Tramonta quindi il
ddl Gentiloni e la possibilità di una legge più favorevole alle tv di strada.
1 febbraio 2008
Un blitz dello staff di Tmo sulla cima di Monte
Orlando, dove sono le antenne radiotv, sorprende due tecnici della Cps al lavoro
sul ripetitore. Intervengono le forze dell'ordine e l'assessore competente.
Vengono sequestrati dei pannelli abusivi che interferivano con il segnale di Tmo
sul canale 42. Gli orlandones riprendono e trasmettono tutto. La telestreet
gaetana continua a trasmettere, ma il rischio oscuramento causa Cps rimane
all'ordine del giorno.
3 febbraio 2008
L'assessore al Demanio Antonio Ciano, intervistato
da Latina Oggi, interviene in difesa della tv da lui fondata. "Questa tv ha
fatto scuola. La difendo come farebbe un qualsiasi cittadino. Voglio precisare
che anche io a suo tempo feci regolare domanda al ministero per l’assegnazione
del canale, quindi penso che Tmo abbia un diritto di precedenza, comunque le
televisioni di strada non si possono spegnere. Che poi ci sia stata l’intenzione
di farci chiudere non escludo che dipenda da qualche tentazione politica. Anche
se Tmo è una tv che ha intervistato tutti, non ha mai escluso nessuno, quindi
non vedo quale accanimento". Ciano rivendica l'imparzialità degli orlandones:
"Da quando sono stato nominato assessore non mi hanno mai invitato". Ma
soprattutto il pluralismo dell'informazione: "Non credo che si possa imputare a
Tmo l’elezione dell’attuale sindaco perché volto noto sugli schermi locali,
credo che sia stato eletto per le sue capacità non per la tv". Ciano ribadisce
che, nella sua veste istituzionale, vuole tutelare "tutte le telestreet".
1 aprile 2008
Tmo è spenta. Al suo posto, sul canale 42, è
trasmesso il segnale di "Europa Tv", emesso dal traliccio della società di
Pomezia Cps (Centro Produzione Servizi) che fa capo al gruppo televisivo "Amici
Tv" del consorzio Medialazio, proprietà di Mariano Amici, imprenditore
televisivo e noto esponente romano di Forza Italia. Tuttavia Tmo non ha spento
il suo segnale e così le due emittenti si sovrappongono, e nessuna delle due è
visibili. Ma solo per qualche settimana, fino a che un misterioso guasto obbliga
gli orlandones a spegnere il loro trasmettitore.
4 aprile 2008
Antonio Ciano, a nome del suo Partito del Sud per
il quale è anche candidato al Senato in Sicilia alle imminenti elezioni
politiche, scrive una lettera aperta al Presidente della Repubblica, della
Regione, della Provincia, al sindaco, al prefetto, alle istituzioni europee
eccetera eccetera, e protesta per l'illegittima chiusura di Tmo.
14 aprile 2008
Silvio Berlusconi vince con larga maggioranza le
elezioni politiche, battendo il Pd di Veltroni e mandando fuori dal Parlamento
la sinistra radicale. Così si avvia a diventare, per la terza volta in quindici
anni, capo del governo. Debutta in un clima di apparente concordia, poi torna
subito "caimano" e si mette al lavoro su un po' di leggi ad personam: compreso
un decreto per tutelare gli interessi di Mediaset e le sue frequenze senza
concessione.
16 aprile 2008
Gli orlandones affiggono manifesti per le strade
di Gaeta e annunciano alla popolazione: "Non siamo spenti, ci hanno oscurato".
Con esauriente spiegazione della vicenda legata alle antenne di Monte Orlando e
alla Cps. "E' venuto il momento per i gaetani di difendere il canale della loro
città".
Nasce un "comitato di lotta" per salvare Tmo.
Nuova petizione popolare, inaugurata con un banchetto nell'isola pedonale di Serapo. Lanciata dallo staff della telestreet ma con centinaia di firme raccolte
in maniera spontanea da gruppi di cittadini. Superate, dopo qualche settimana,
le 3500 firme.
22 aprile 2008
Il sindaco di Gaeta Raimondi difende Tmo: "Con
l'occupazione del segnale da parte di questa ditta di Pomezia è stato violato il
nostro territorio". Annunciata una lettera di chiarimento al Ministero, critiche
al Parco Regionale e annuncio di una possibile attivazione in Procura. "Tmo
riaprirà, con le buone o con le cattive". Si torna a parlare anche del vecchio
problema della delocalizzazione delle numerose antenne da Monte Orlando.
7 maggio 2008
Il caso telestreet in Tribunale. Prima udienza per
la citazione in giudizio di Tmo nei confonti della Cps di Pomezia, in sede
civile, per stabilire il possesso della frequenza 42.
Caso Tmo/Cps in Tribunale.
La Cps si difende sostenendo, tra le altre cose,
di non essere responsabile dell'occupazione del canale 42 e accusando invece i
responsabili di Tmo di pirateria via etere ("è il loro segnale che ha disturbato
il nostro"). Un tecnico della Cps, nella deposizione giurata in aula, dichiara
che la ditta di Pomezia ha avuto come tramite sul territorio di Gaeta Livio
Batosi, l'ex antennista di Tmo ora a Gaeta Tv.
Si viene poi a sapere che Europa Tv avrebbe avuto,
attraverso una della società "a scatole cinesi" cui risponde, un nulla
osta del Ministero delle Comunicazioni (risalente all'anno 2007) per
trasmettere sul canale 42. Nonostante le ordinanze locali vietino da qualche
anno l'accensione di qualsiasi nuovo segnale sul territorio del Parco Regionale
di Monte Orlando.
Gli orlandones accusano: "Società tra di esse
collegate e con complicità gaetane, sono loro i veri abusivi che vogliono far
chiudere Tmo". Si scopre un caso analogo di due anni fa a Ostia (Roma) quando la Cps con la complicità del Ispettorato del Ministero e lo stesso metodo
dell'occupazione di frequenza fece chiudere la tv comunitaria Agr dotata di
regolare autorizzazione ministeriale.
Perizia degli ispettori del Ministero: "Tmo supera
la potenza consentita, non può più essere considerata telestreet" (ma lo decide
il ministero ora cos'è una telestreet?). Tmo presenta al giudice una perizia di
parte sulla frequenza.
Il Ministero comunica in una lettera all'assessore
di Gaeta Ialongo che gli ispettori attendono il nulla osta definitivo per
ordinare alla Polizia Postale lo spegnimento del segnale di Tmo, aggiungendo che
si esita a procedere per motivi di ordine pubblico. Una delegazione orlandones
chiede e ottiene un incontro con il prefetto di Latina Frattasi.
Alla terza udienza il giudice chiama in causa
anche la società Gtv, alla quale la Cps aveva venduto l'impianto. Alla Gtv il ministero diede un'autorizzazione
a trasmettere sul canale 68 e, in seguito, un nulla osta a verificare
l'utilizzabilità del canale 42, del quale però prese possesso senza tenere conto
che era già in uso a Tmo. Stranamente le due società hanno amministratori
diversi ma soci e collegio sindacale identici. E anche lo stesso avvocato, che
si presenta in Tribunale.
Nel frattempo continua il sostegno dei cittadini
gaetani alla loro telestreet: sit-in davanti l'aula del Tribunale.
14 giugno 2008
Il fondatore di Tmo e assessore a Gaeta si inventa
il "Brigante Cianel". Telestreet ufficiale del Partito del Sud, spunta a
sorpresa sul canale 48 dell'etere cittadino. Ospiterà gli orlandones in attesa
della sentenza. Va in onda un appello dello staff di Tmo alla cittadinanza:
partecipare all'udienza in Tribunale; aderire alla manifestazione pro-Tmo
indetta dai circoli anziani. E alle forze politiche la richiesta di convocare un
consiglio comunale ad hoc sulla questione telestreet. Il nuovo canale è spento,
probabilmente per motivi tecnici, dopo pochi giorni.
14 luglio 2008
Legambiente denuncia il rischio elettrosmog nel
parco regionale di Monte Orlando con un dossier presentato alla stampa. Valori
superiori alla media di inquinamento elettromagnetico e rischi per la salute
nell'area verde che da decenni è occupata da antenne e ripetitori per radio e
tv. Malgrado Regione e Comune abbiano più volte deliberato la riduzione delle
emissioni e il trasferimento degli impianti in altro sito. Legambiente parla di
nuovi tralicci abusivi installati anche nell'ultimo biennio. L'assessore Antonio
Ciano si schiera nel fronte anti-antenne: "Smantellare subito le ultime
istallazioni abusive di Europa Tv e altre emittenti Cps che hanno oscurato Tmo".
Gli orlandones precisano: "Tmo trasmetteva con un impianto censito nel 1981 e
senza emettere nessuna onda elettromagnetica in più".
17 luglio 2008
La polizia postale di Roma emette un'ordinanza
di sequestro degli impianti di Tmo. Il giudice di Latina si oppone ma il
provvedimento rimane. Allo stato dei fatti niente viene messo sotto sequestro.
Ciano denuncia: "C'è qualcosa che non quadra nelle dirigenze dei comportamenti
territoriali delle telecomunicazioni, queste ultime in particolare hanno un
potere determinante verso le tv commerciali".
30 luglio 2008
Il giudice Russo del Tribunale di Gaeta emette la
sentenza per il caso Tmo. Si ordina alla società Gtv-Cps di Pomezia, che
aveva illegittimamente occupato il canale dove da anni trasmetteva la telestreet
gaetana, il reintegro immediato della frequenza 42 all'Associazione Tmo e
l'eliminazione di ogni interferenza. Una vittoria e una pietra miliare per gli
orlandones e per il confuso panorama legale delle tv di strada. Ma la frequenza
32 rimane occupata e Tmo non riprende le trasmissioni.
Nei mesi successivi l'associazione Tmo vincerà
anche i giudizi in appello a Latina.
Dopo tre anni Erasmo Di Perna cede il testimone
dell'Associazione Tmo, da lui presieduta fin dalla sua costituzione nel 2005.
Gino Oliviero è eletto dal direttivo come nuovo presidente dell'Associazione Tmo.
Il deputato del Pd Sesa Amici presenta
un'interrogazione parlamentare al ministro delle Attività Produttive e
Comunicazioni Scajola sul "caso Tmo".
22 ottobre 2008
Il ministro Scajola risponde negativamente
all'interrogazione parlamentare del deputato Amici (Pd) scaturita dal caso Tmo.
Il governo non ritiene necessari interventi per la legittimazione delle tv di
strada e anzi auspica maggiori provvedimenti restrittivi nei loro confronti da
parte delle autorità competenti.
2009, anno ottavo
26 gennaio 2009
Damiano Ciano, a nome di tutti gli orlandones,
lancia un video-appello su Youtube a circa un anno dai primi subbugli
che portarono all'oscuramento della telestreet gaetana grazie all'occupazione
della frequenza da parte di Europa Tv e del gruppo Gtv Audiovisivi. Riepilogata
la storia degli ultimi mesi, tra procedimenti giudiziari e antenne manomesse.
"Vi chiediamo aiuto per sostenere le spese delle nostre controversie legali e
divulgare la nostra storia, questo appello serve alla difesa di un patrimonio
della nostra città che non va svenduto e non va perso per sempre".
Sul famoso social network Facebook nasce una
pagina di Tele Monte Orlando, anche con nuovi contributi video. Girano voci di un interesse di Tmo ai futuri e
non tanto lontani sviluppi delle piattaforme del digitale terrestre, destinate a
sostituire l'attuale sistema tv analogico. Si comincia a parlare di un ritorno
di Tmo sui teleschermi.
1 aprile 2009
Dopo un anno di blackout e una vittoria
giudiziaria, Tmo ritorna in onda sulla stessa frequenza di prima, in accordo
di "coabitazione" con Europa Tv. Con il logo "Monte Orlando"
trasmette per 6 ore al giorno: dalle 8 alle 10 e dalle 20 alle 24. All'orizzonte
il passaggio obbligato al digitale terrestre previsto dalle legge, nella Regione
Lazio, tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010.
Il ritorno sugli schermi di Tmo provoca subito
qualche polemica politica, in particolare da destra o da alcuni esponenti della
sinistra radicale. Le accuse sono di voler fare il gioco all'amministrazione
civica o di voler favorire la candidatura del sindaco Raimondi alle elezioni
europee. Gli orlandones in diretta reagiscono e dicono anche: "Non siamo e non
saremo una tv di nani e ballerine, anche dando spazio a tutti continueremo a
fare politica". Non mancheranno le polemiche a distanza con alcuni
esponenti dell'opposizione di centrodestra in Comune. Diventano un classico i
reading della sentenza della Corte dei Conti sugli sprechi di denaro pubblico
del Progetto Musica della passata amministrazione Magliozzi, letto in diretta da
Damiano Ciano ogni volta che si incazza.
Torna in onda con qualche sporadico servizio anche l'assessore
(nonché fondatore della telestreet gaetana) Antonio Ciano, sempre col suo
inconfondibile stile. Ricominciano le dirette con esponenti politici di ogni
schieramento. Non sono possibili, per i limiti di tempo della programmazione, le
messe in onda dei consigli comunali. Vengono trasmessi soprattutto servizi su
eventi, convegni e manifestazioni locali.
20 ottobre 2009
L'ex magistrato e senatore Luciano Violante (Pd)
ospite negli studi di Tmo fa alcune rivelazioni a proposito del famigerato "papello",
ovvero le rivelazioni sulla presunta trattativa tra Stato e mafia agli inizi
degli anni Novanta, tornato nuovamente oggetto di indagine.
1 dicembre 2009
Anche a Gaeta il sistema televisivo effettua il
passaggio alla tecnologia del digitale terrestre. Tmo - almeno per ora - non
trova spazio e cessa le sue trasmissioni. "Costretti a scomparire ma
continueremo a cercare spazi" annunciano gli orlandones. L'intenzione è quella
di tentare un accordo con qualche emittente per trovare ospitalità in uno dei
moltiplicati canali regolari del decoder. Il fondatore (e assessore) Antonio
Ciano dice che "una stagione di libertà à finita ma Gaeta resisterà ancora",
intanto lancia alla grande un suo canale YouTube.
2010, anno nono
Gennaio 2010
Gli orlandones lanciano un appello via Facebook:
"Abbiamo bisogno di un sostegno economico per comprare le attrezzature del
digitale terrestre e riaccendere definitivamente Tmo Gaeta".
.
. .
|