tmo watch - telestreet :: TMO STORY

[update: gennaio 2010] l.d.c.

 

 

 

 

 

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Tele Monte Orlando è stata la prima Telestreet di Gaeta e d’Italia. Ha trasmesso per quasi 9 anni - qualificandosi come telestreet - sul canale 42 dell’etere gaetano, tranquilla città di mare, vecchia fortezza decaduta, periferia dell’audience. Il 30 luglio 2008 il Tribunale di Gaeta ha stabilito con un'ordinanza il possesso del canale 42 da parte dell'Associazione TMO, un canale che appartiene a tutta la città di Gaeta, a seguito di un'indebita occupazione della frequenza da parte dell'emittente laziale Europa Tv. Dopo un anno di blackout, da aprile a novembre 2009 Tmo ha ripreso le sue trasmissioni sullo stesso canale, per 6 ore al giorno in coabitazione con Europa Tv. Attualmente TMO ha cessato le sue trasmissioni, non trovando (almeno per il momento) spazio nel nuovo sistema del digitale terrestre. [ » aggiornamenti ]

 

Ma cos'e stata TMO dal 2001 al 2009? Una tv di strada, come tante che sono nate e alcune che sono sopravvissute in tutta Italia in questi anni. Illegali ma costituzionali, contro il Regime del Mediascape. Per farne una bastava un'antenna, un piccolo trasmettitore, un videoregistratore, una frequenza o un "cono d’ombra" libero nel vecchio sistema analogico. Attraverso il Network Telestreet, agli inizi degli anni Duemila, le tv di strada hanno provato a mettersi in rete, scambiandosi cultura, strumenti, filmati.

TMO è stata fondata la notte di Natale del 2001 da Antonio Ciano
- proprietario del tabacchi sulla piazza principale di Gaeta, meridionalista sfegatato, un passato da comunista, conosciuto in città come personaggio scomodo - su proposta di due amici radioamatori. Decisero di usare una frequenza libera che trasmetteva dalla postazione di Monte Orlando a quasi tutta la città, senza interferenze con altri canali. Man mano Antonio trovò altri spettatori e altri collaboratori, sempre più affiatati.

 

In Italia, dove il monopolio dell'informazione è diventato un dato di fatto inconfutabile, trasmettere senza concessione statale significava mettersi contro la legge e contro il potere economico. O anche solo contro qualche dispettosa autorità comunale. Gli orlandones non si sono tirati indietro. E hanno precorso i tempi. Sei mesi dopo la prima messa in onda di Tele Monte Orlando, a Bologna veniva data vita a una rete nazionale di televisioni di strada chiamata Telestreet.

 

Gli "studios" di TMO erano (e ancora sono) un paio di stanze al piano terra tre metri per tre, in zona Serapo, un quartiere di appartamenti estivi, tra la spiaggia e il centro. Il bacino d’ascolto come telestreet copriva buona parte della città (in totale Gaeta fa ventimila abitanti), ma l'audience era alta, tutti conoscevano TMO. E a giocare con la televisione, a Gaeta, ci presero gusto...

 

Dal 2005 TMO si è costituita come Associazione di promozione sociale, puntando al riconoscimento legale, inoltre ha aperto un conto corrente pubblico (n. 53906376) per i cittadini che vogliano finanziarla. A Gaeta è sempre stata seguitissima, Antonio e compagni erano riconosciuti da tutti, le visite della polizia erano piuttosto rare. Nella legislatura di centrosinistra 2006/08, breve intermezzo tra i governi berlusconiani, il Network Telestreet ha invano lavorato su possibili soluzioni di legge, ponendo la problematica all'attenzione del ministero delle Comunicazioni. Un emendamento favorevole, seppure in maniera debole, alle tv di strada era stato inserito nel ddl Gentiloni di riforma radiotv. Che però non ha mai visto la luce.

 

Nel 2006 il documentario "Libertà" di Nina Mair e Robert Jahn ne ha raccontato la storia e la vita di tutti i giorni. Dall'autunno 2006 TMO ha cominciato a distribuire le tessere di associato a tutta la cittadinanza che si è impegnata a "mantenerla accesa" e si è mobilitata nei momenti più critici per la sopravvivenza dell'emittente. Nel giugno 2007 Antonio Ciano è stato nominato assessore al Demanio nella neoeletta giunta civica di Antonio Raimondi (dopo una campagna elettorale comunale piena di attacchi e polemiche verso la tv gaetana) e poche settimane dopo si è dimesso dal direttivo dell'Associazione TMO, "per evitare strumentalizzazioni". Presidente dell'Associazione è Gino Oliviero, succeduto nel luglio 2008 a Erasmo Di Perna.

 

Dal quartiere al mondo, dal mondo al quartiere. Lavorare nel piccolo, pensare in grande. Telestreet si era definita Macchina Immaginativa Non Omologata. «E’ ormai possibile comunicare con tutti coloro che vogliono ascoltare, e che vogliono partecipare alla creazione di un mondo senza guerra e senza dittatorelli. Il monopolio, il duopolio, il ricatto della pubblicità sono dinosauri. Mille televisioni di strada, perché la comunicazione riacquisti il suo rapporto con la vita».

 

Mentre TMO è stata una televisione "parzialmente locale e parzialmente situazionista", come disse Carlo Freccero in un convegno di telestreet all’università Roma Tre. La vecchia TMO ha trasmesso le voci delle persone e delle strade, i consigli comunali e le operazioni per troppo tempo taciute della politica locale, le partite e gli sport di provincia (quelli esclusi dal mercato e dai media), la critica alla società spettacolarizzata, le lezioni di storia (meridionale e italiana e non solo) contro le continue mistificazioni del potere, le feste o i convegni del paese, la vecchia ricetta del polipetto, il sindaco strafalcione di Forza Italia, l’intervallo con le pecorelle, e poi i mille “censurati” del Mediascape (che sia Dario Fo o che sia il lavoratore disoccupato del piano di sotto)... Servizi conditi di orgoglio, storia, libertà ideale, genuinità. E poi non sono mancati i dissidi, le cacciate, i sabotaggi o i tentativi di corruzione, i tentativi poco limpidi di creare altre "tv pirata", le polemiche di paese. Le telestreet vogliono essere non un’aggiunta ma una linea di fuga dal panorama televisivo. A TMO ci si è provato, anche cadendo, rialzandosi, cambiando pelle: "un tv un po' di strada, un po' comunitaria, un po' così". E' quella TMO, quella di una volta, che più amiamo ricordare.

 

«Ma sappiamo che quando arriva Davide Golia ha i giorni contati. Ci vuole tempo, ma va sempre a finire così» (Ambrogio Vitali, Orfeo Tv di Bologna, tra i fondatori del Network Telestreet).

 

Il gruppo dei "soci fondatori" dell'Associazione Tele Monte Orlando è composto da:

Antonio Ciano, detto 'il Masaniello dell’etere' (dimesso da agosto 2007)

Giampiero Armenio 

Erasmo Di Perna "Lombardi"

Mino Forcina

Gino Oliviero (attuale presidente)

Damiano Ciano

Claudio Stenta (tecnico antennista)

 

ma ovviamente il gruppo di coloro che (anche loro malgrado) hanno contribuito a fare la prima telestreet di Gaeta e d’Italia è molto più grande...

 

 

Ma c’era una volta...

 

Anno 2001, panoramica

Dopo venti anni di occupazione dello spazio pubblico comunicativo, perseguita con l'appoggio dichiarato della P2 e di Bettino Craxi, e appoggi non dichiarati di provenienza dell'utriana, la Cupola Mediaset prende il potere, con una campagna ultramiliardaria fondata sull'esaltazione del Capo, raffigurato in gigantografia di cartone tipo Kim Il Sung nell'atrio di tutte le stazioni italiane. Preso il potere, la Cupola lo usa per rafforzare i suoi interessi: eliminazione di ogni giornalista critico dal sistema televisivo, sottomissione di tutte le voci televisive, azzeramento del pluralismo comunicativo, strangolamento economico di chiunque non si allinei. (Bifo Berardi)

 

24 dicembre 2001

In un imprecisato scantinato di Gaeta, la sera della vigilia di Natale di un anno particolarmente agitato per il mondo, nasce Tele Monte Orlando. Livio Batosi, giovane smanettone di antenne rimediate chissà dove, cerca di coinvolgere Antonio Ciano, eclettico cinquantenne tardocomunista con la fissa del meridionalismo e nessuna esperienza di telecamera, in un’avventura libertaria e democratica ma sul filo dell’illegalità. Mettere su una televisione. Piccola, di paese, di quartiere. Racconta Ciano che “la prima immagine che abbiamo mandato in onda è stata una pernacchia di Edoardo De Filipppo, e non a caso”. Però c’era il cenone di Natale che incombeva, e i due quella sera mandarono in onda la videocassetta di un vecchio film di Alberto Sordi, "Tutti a casa". 

 

Insomma, si è cominciato quasi senza accorgersene (non accade sempre così con i grandi mutamenti della storia?).

 

 

2002, anno primo

Maggio 2002
La città di Gaeta vota per le elezioni comunali, e si consegna plebiscitariamente alla destra. Ciano lascia perdere la tentazioni televisive e si candida a sindaco col Partito del Sud, racimola appena il 3% pur vantando comizi affollatissimi. Decide che ormai, nella fragile e umiliata democrazia italiana, l’unico vero potere colonizzatore rimasto, l’ultimo fortino a cui tentare l’assalto è solo la televisione. Riprende fiato il progetto TMO.

21 giugno 2002

In un quartiere di Bologna, inizia le trasmissioni Orfeo Tv. Prende forma un progetto esplicitamente politico di liberazione del Mediascape dalla Dittatura dell’imbecillità e del servilismo. Viene lanciato un appello: innalziamo antenne, costruiamo ovunque nuclei di comunicazione indipendente, avviamo una campagna simbolica contro la tele-dittatura. TMO Gaeta che è già pronta, aderisce con forza.

 

Estate 2002

I segnali di TMO cominciano, in sordina, a inondare l’etere gaetano. Vanno in onda video musicali rubati all’ignara DeeJay Television, film recenti affittati in videoteca, lezioni di aerobica, il film-cult di ogni meridionalista che si rispetti “Li chiamarono briganti” di Squitieri, vecchi documentari sulle bellezze di Gaeta o riprese amatoriali su eventi paesani. Nel tabacchi di Ciano sulla piazza del municipio il televisore è sintonizzato a tutte le ore su TMO. Lui dice ai passanti: “è questa l’unica vera nostra televisione”.

 

Ottobre 2002

Quando sbattemmo la “scoperta” della neonata telestreet gaetana sulla prima pagina di un giornale locale. Articolo firmato da Luca Di Ciaccio. Titolo (con foto di Ciano): “Il Masaniello dell’etere: la verità su Tele Monte Orlando”.

 

Dicembre 2002

A Termini Imerese, la telestreet TeleFabbrica nata per sostenere la lotta degli operai Fiat minacciati di licenziamento viene chiusa da funzionari del Ministero della Comunicazione.

A Bologna si tiene Eterea, il primo incontro nazionale delle nascenti tv di strada. Ciano, unico matto volenteroso a mandare avanti TMO Gaeta, non è potuto venire per problemi di famiglia.

 

 

2003, anno secondo

22 febbraio 2003
Mentre soffiano brutti venti di guerra e milioni di pacifiche bandiere arcobaleno garriscono alle finestre e nelle piazze, una ventina di tv di strada annunciano il loro debutto (ufficiale e simultaneo) nell’etere. Anche TMO Gaeta manda in onda i video delle manifestazioni per la pace (comprese quelle davanti alla locale base militare americana).

Le trasmissioni si irradiano direttamente dal tinello di casa Ciano (il trasmettitore, rivelerà poi il Masaniello dell’etere, “sta tra il mio letto e quello di mia moglie”).

 

I media mainstream cominciano a scrutare il fenomeno. Al negozio di Ciano si presenta anche una troupe di Canale5; nonostante si tratti dell’imperodelmale, acconsente all’intervista.

 

Marzo 2003

Oltre alle manifestazioni pacifiste, ai collegamenti di guerra con Al Jazeera, alle webcam con gli emigranti gaetani nel mondo, TMO trasmette la cassetta dell’ultima messa di Padre Pio (che riscuote grande successo tra il pubblico più anziano e devoto).

 

Nasce "Kitab - lo sterminio dello spettacolo", un programma di critica intellettuale in stile "debord-marxiano" ideato da Gabriele D'Arienzo (con un collettivo inizialmente di quattro persone poi via via più ampio). Si inizia con delle interruzioni post-mediatiche, sigla montata con frame di Bush, Saddam e Bruno Vespa, ambientazione in una tenda sul mar d'Azov scampati all'orda di Tamerlano. Dicono: «La tenda richiama la cultura del nomadismo e della defezione, che è la nostra cultura. L'idea di una terra di confine della comunicazione, di qualcosa che si può costruire fuggendo dalla comunicazione. Noi modifichiamo le condizioni in cui la comunicazione si svolge, anziché subirle».

 

6 aprile 2003

Nasce “TMO watch”, recensione accurata e periodica della telestreet gaetana. Ci si accorge che sugli schermi di TMO, sintonizzati nei tempi vuoti sul canale satellitare Alice, va in onda uno spot dei vini piemontesi. Un affronto per il meridionalistissimo Ciano, che subito cancella il canale Alice dal palinsesto e lo sostituisce con la più mite Telepace.

 

Ciano si auto-intervista nel tinello di casa sua e presenta TMO. Si dichiara "al servizio della città", ricorda che "Monte Orlando, da cui prende il nome questa rete, è stato da sempre simbolo della valorosa resistenza dei gaetani contro gli invasori", annuncia di essere "disposto ad andare in galera per difendere la democrazia italiana e la mia identità di meridionale, e metterei una tv anche lì in cella". Infine spiega che lui non si definisce un pirata bensì un "brigante dell’etere". «Perché pirata è chi si appropria del territorio altrui, mentre il brigante è chi si riprende il proprio territorio che altri hanno occupato».

 

18 aprile 2003

Venerdì santo, sacro e profano. TMO trasmette la via crucis, e il vescovo da la benedizione. Subito dopo va in onda una partita a calcetto, e un ignoto telecronista improvvisato si produce in un effluvio di bestemmie.

 

TMO cerca di agguantate l’ambito pubblico dei teenager con una trasmissione intitolata “Dimensione giovani”. Al titolo banale e alla scarsità di mezzi tecnici (la telecamerina di Ciano, un lettore cd, due panchine dei giardinetti pubblici) supplisce la buona volontà dei giovani partecipanti.

 

Maggio 2003

TMO acquisisce popolarità nel cono d’ombra dell’audience gaetano. E’ l’era pionieristica e più autenticamente “proxy vision”, Ciano imperversava ovunque con telecamerina e vocione.

 

A Kitab si prosegue parlando di legge Mammì, regime berlusconiano e massoneria di stato. D’Arienzo apre annunciando: «Interrompiamo le trasmissioni di TeleMonteOrlando per informare i telespettatori che il loro vissuto di vita apparente può essere interrotto dal reale».

 

Ciano si sottopone alla dura prova dei saggi scolastici, ne riprende e ne trasmette persino dieci di seguito, un vero e proprio afterhour che mette in difficoltà anche gli spettatori più affezionati.

 

Giugno 2003

Ciano si innamora di due “veline” dipendenti delle Poste Italiane, presso uno stand di una manifestazione. Le due ricambiano mettendosi in posa e in abito da sera.

 

TMO denuncia la situazione di degrado e abbandono di alcuni vicoli di via Indipendenza. Il presidente del comitato di quartiere spiega che le anziane donne del vicolo “hanno sciuculato gliu’ curtile (hanno pulito il cortile, ndr) perché arrivava la televisione”.

 

Debuttano su TMO Andrea Brengola e Giampiero Armenio, con reportages nelle campagne assolate o tra i preziosi e semi-abbandonati monumenti della città.

 

15 giugno 2003

Nasce il blog tmowatch, sito metà osservatore e metà militante della telestreet gaetana curato da Luca Di Ciaccio.

 

30 giugno 2003

Trionfale trafiletto sul quotidiano locale Latina Oggi. “La tv di quartiere che sbanca gli indici d’ascolto”. Ciano annuncia: “il monopolio Rai-Mediaset è stato battuto”. Il tabacchi di Ciano in piazza diventa principale gruppo d’ascolto e di feedback della telestreet gaetana. Il popolo chiede “più antenne”, ma il segnale (e la legge) è quello che è.

 

Luglio 2003

TMO documenta la vita nelle campagne di Gaeta. Ciano fa vedere due lucertole in accoppiamento, poi le separa bruscamente con un bastone.

 

Il professor Cardi apporta il suo dotto contributo a TMO con le sue lezioni di storia locale. Costretto per ore a disquisire sotto il sole di una delle estate più calde degli ultimi duecento anni, il professore ne esce grondante di sudore e visibilmente provato.

 

20 luglio 2003

Ciano e Batosi sbarcano a Ponza per installare una telestreet sulla cima dell’isola. Non si sa che fine abbia fatto il progetto e anche il signore di Ponza (che doveva pagare delle attrezzature) non si è fatto più vivo.

 

24 luglio 2003

Giulietto Chiesa, in un pubblico incontro a Gaeta, dichiara: «Credete a TMO e non credete a Bruno Vespa!».

 

31 luglio 2003

Quella sera in cui il Masaniello dell’etere va a casa del Recensore ad intervistarlo. E nasce il forumino open publishing di TMO, che diverrà teatro di furibonde litigate, profondi dibattiti e persino qualche amicizia.

 

Agosto 2003

Inchieste balneari di TMO, mentre il mare di Gaeta è invaso dalle mucillagini. Dal salottino climatizzato ‘sorbetto e brioche’ del lido Sirio all’atmosfera verace e spiantata del lido Patatè tra imprecazioni e zuppe di pesce. Ciano si infiltra in un raduno clandestino di nudisti e punkabbestia. Poi sulla più popolare spiaggia di Serapo, di fronte ad un buffet di cocomeri affollato da procaci bagnanti, lancia il tormentone “Che fette! Che belle fette! fette – fette – fette!”.

 

Il Masaniello dell’etere registra e manda in onda – dal tinello di casa sua – le sue personali lezioni di storia meridionaliste e anti-risorgimentali. Un cult delle notti estive. Una puntata speciale di Kitab ricostruisce l'interpellanza del on. Manna nel 1990 sui documenti segreti del Risorgimento; Ciano recita la parte dell'On. Manna. 

 

Anna Scialdone (la Divina Mammà) presenta in coppia con Ciano “Sapori lontani”, memorabile rubrica di ricette, tradizioni, gola, lussuria e ammiccamenti borbonici.

Fatima Scialdone (la Divina Figlia), attrice di teatro, presenta il suo spettacolo su TMO. Ciano in visibilio, si commuove mentre Fatima canta la canzone dei descamisados.

 

TMO, attraverso le domande incalzanti di Ciano, intervista periodicamente il sindaco forzista di Gaeta Massimo Magliozzi. Memorabili le gaffes e gli strafalcioni del primo cittadino. Qualche spettatore si accorge (davvero) di aver votato per il sindaco sbagliato.

 

Intervista-choc di TMO all’avvocato Tibaldi, vecchio antinuclearista che parla di incidenti taciuti alla centrale del Garigliano e di contaminazioni dell’ambiente. Inoltre TMO trasmette un convegno sulla mafia, il film “Bowling for Columbine”, il processo Previti. Ciano indaga sul porto di Gaeta, tra affari e politica. Brengola recita una poesia catartica col comico di Zelig Flavio Oreglio.

 

25 agosto 2003

Addio tinello. TMO inaugura i nuovi “studios”: un paio di stanze tre metri per tre al piano terra, gentilmente concesse dalla sorella di Ciano. Per la prima volta si prova la dolce ebbrezza della diretta.

 

Settembre 2003

All’improvviso un flash: vi rendente conto che i Savoia sono tornati e non se li caga più nessuno? Non è meraviglioso? E adesso chi lo dice a Ciano?

 

Entrano nella semi-redazione di TMO (direttamente dalle gloriose radio libere anni 70) Mino Forcina e Erasmo Di Perna, al montaggio e regia.

 

Alcune tv di strada romane sfidano il pescecane Sky e mandano in onda la partita Roma-Juve. Telestreet batte Ski 1 a 0. TMO risponde trasmettendo le partite del Gaeta (un calcio a Sky).

 

Periodo di prove tecniche e dirette vacue. Sembra farsi strada a TMO una corrente di pensiero desengagé. Il sindaco forzista Magliozzi partecipa in studio ad una diretta con telefonate che però riesce male per un filtraggio arbitrario e sbagliato delle telefonate. A TMO si supera l’incidente di percorso.

 

14 settembre 2003

Un “blobbone” di mezzora su TMO viene trasmesso da Iride, canale satellitare della Festa Nazionale dell’Unità. E proprio alla Festa di Bologna si tiene un altro incontro tra le tv di strada.

 

20 settembre 2003

Il Ministero chiude Disco Volante, telestreet di Senigallia curata da una cooperativa di disabili. Pochi giorni dopo analoga mordacchia viene imposta alla nascente tv civica del comune di Peccioli.

 

3 ottobre 2003

La Camera approva un Ordine del giorno a tutela delle tv di strada.

 

7 ottobre 2003

Nuova ispezione della polizia postale a TMO. Nessuna repressione, anzi addirittura dei consigli tecnici per non disturbare le frequenze altrui.

 

Sul sito tmowatch pubblicato il “Manifesto di TMO secondo il Collettivo Kitab”. Non si sa in quanti si siano spinti a leggerlo tutto. Tuttavia si scalda il dibattito nel collettivo della telestret gaetana.

 

18-19 ottobre 2003

Forum delle telestreet a Senigallia. Si discute sull’opportunità di costituirsi in associazione nazionale. Ciano scrive: «per venire ho litigato con mia moglie ma al ritorno mi ha accolto a braccia aperte».

 

I laidi eppur prestigiosi studios di TMO hanno una nuova scenografia in stile minimal. Il professore d’arte Di Lollo compie il maquillage estetico nel salotto povero della telestreet gaetana.

Travaglio, intervistato da TMO, invita le tv di strada a “resistere, resistere, resistere”. E’ la stagione dell’Isola dei Famosi su Rai2 e tmowatch risponde proponendo “L’Isola di Patatè”.

 

TMO riesce ad intrufolarsi nel vecchio castello ex carcere di Gaeta, denunciandone lo stato di vergognoso abbandono.

 

Ogni giovedì sera TMO trasmette “Sportissimo”, trasmissione sugli sport locali fuori dai giri narcotizzanti dei media e del mercato. Conducono Giampiero Armenio e l’opinionista Pio Marzullo.

Seguitissime le telecronache dal girone D del campionato promozione del Gaeta Calcio (la squadra che andrà in Champions League quando il Partito del Sud andrà al governo) condotte da Erasmo Lombardi.

 

Novembre 2003

Il giornalista esperto subacqueo Adriano Madonna va al mercato ittico con la telecamera di TMO e spiega le varie qualità di pesce. Diventerà capofila di un movimento contro l’installazione di un mega allevamento di tonni (di proprietà del fratello del sindaco) nelle già fragili acque del golfo.

 

TMO lancia la campagna “coi morti non si fa cassa” contro i balzelli imposti dal Comune sui loculi cimiteriali.

 

Esce il libro “Telestreet – Macchina Immaginativa Non Omologata” di Berardi – Jaquemet – Vitali.

La censura di regime si abbatte sul programma Raiot di Sabina Guzzanti. TMO lo ritrasmette a ripetizione.

 

Dicembre 2003

Rai1 trasmette un speciale agiografico su Garibaldi, condotto da Piero Angela. Ciano promette un “contro-quark” anti-garibaldino su TMO.

 

16 dicembre 2003

Il presidente Ciampi rinvia alle Camere la legge Gasparri, che sanciva l’occupazione totale del Mediascape in barba ad ogni limite di democrazia o di decenza. Berlusconi però si firma il decreto per salvarsi Rete4. Ciano va in diretta su TMO e proclama: “Di questo passo gli italiani faranno la rivoluzione”, e D’Arienzo accanto gli ribatte “anzi, la rivoluzione è già in atto”.

 

Sondaggio tra i lettori del sito tmowatch sui programmi più graditi di TMO (il “Masaniello Award”). Trionfo per le “lezioni di storia” di Ciano.

 

Ciano invita a boicottare il panettone delle industrie padane a favore dell’Orlandone artigianale e borbonico. TMO si arrende alla tragedia del Natale e manda in onda “a rullo” un video di auguri. La sera del 31 quegli insurrezionalisti di Kitab interrompono “per sbaglio” il video degli auguri di Capodanno e infilano una cassetta “detournante” e “scabrosa”.

 

 

2004, anno terzo

4 gennaio 2004

Mentre la Rai festeggia il suo cinquantenario (un grande avvenire dietro le spalle), alle nove di sera su TMO va in onda il Discorso di Capodanno al Popolo e a Ciampi del Governatore Ciano (titolo conferitagli dalla borbonica regina Urraca sul letto di morte).

 

TMO trasmette gli sciusci, i tradizionali canti dialettali di Capodanno. Compresa l’esibizione folk-kitsh di Nino Granata in arte Cocchetto in mise da zingara.

 

Un sms indirizzato a Ciano durante una diretta di TMO chiede: «E se Berlusconi si fa il lifting, Ciano perché non si tinge?». Si discute sui rischi delle telefonate messe in onda senza filtro. Chiama un tale in diretta che invita tutti i cittadini a mettersi in mutande (poteva andare peggio).

 

15 gennaio 2004

Convegno sulle telestreet all’università di Roma Tre. Carlo Freccero definisce TMO “parzialmente locale con piglio situazionista”.

 

Febbraio 2004

Crisi politica al comune di Gaeta: il centrodestra a pezzi, l’opposizione occupa l’aula consiliare. Bufera a TMO per la diretta col sindaco che viene sommersa di telefonate taroccate e per la diretta equivoca con l’opposizione assente – annunciata – non invitata. Kitab, dall’interno, mette in guardia contro la “deriva televisiva” di monteorlando e il “progetto strisciante e non confessato di farne una televisione commerciale, di servizio amministrativo”. Ciano somatizza per il troppo stress, finisce ricoverato in ospedale e si prende un periodo sabbatico. Si apre un dibattito sull’uso, le potenzialità e le trappole del mezzo televisivo: “bisogna recuperare la saldezza e la spontaneità di un tempo, ricominciare a dettare e reinventare le regole del medium”.

 

Mara Cochetti, laureanda in scienze della comunicazione all’università La Sapienza di Roma, svolge una ricerca – campione sul pubblico di TMO e distribuisce trecento questionari (che vanno a ruba). Si laurea poco tempo dopo con il massimo dei voti.

 

Ambrogio Vitali, decano bolognese delle telestreet, lancia la proposta delle Tv Comunitarie ad Accesso Pubblico: “un nuovo progetto di apertura legalizzata di spazi pubblici per la comunicazione con il coinvolgimento delle Pubbliche Amministrazioni”. Molti storcono il naso, qualcuno apprezza (anche a TMO). Il dibattito è aperto.

 

Marzo 2004

Il tragico undici marzo degli attentati di Madrid ci svela le bugie dei governi e la loro potenza di fuoco mediatica, ma anche la forza dei piccoli canali di comunicazione alternativa per salvare la democrazia.

 

10 marzo 2004

Il ministero delle Comunicazioni fornisce l’autorizzazione alla tv comunitaria del Comune di Peccioli, chiusa lo scorso settembre.

 

26-27-28 marzo 2004

Senigallia, la città della telestreet sequestrata Discovolante, ospita Eterea2, secondo raduno delle tv di strada e della comunicazione indipendente. Partecipa una delegazione di TMO, Ciano assente per motivi di salute. Ci si scambia idee e materiali, si manda un segnale nell’etere, si parla di tutto ma si decide di poco. Il nodo delle tv comunitarie e/o legalizzate non viene affrontato.

Passa alla storia il monito dell’olandese David Garcia: “Attenzione, da noi le tv legalizzate sono diventate noiosissime”.

 

Aprile 2004

Silvio Berlusconi: “Non hanno senso gli attacchi da briganti di strada portati dalla sinistra a un gruppo fondato dal presidente del consiglio”.

 

Il Collettivo Kitab porta avanti l’inchiesta “Grande Fratello P2”, direttamente “dal pozzo nero della storia italiana”. Intanto TMO rilancia “l’Intervallo”, con tanto di musiche di Haendel, greggi di pecorelle e paesaggi locali.

 

La redazione del giornale meridionalista Il Brigante visita gli studios di TMO e ci dedica un paio di lunghi articoli. Da Gaeta parte la campagna per “esportare la telestreet” nel Sud Italia.

 

Gli Undici Fondatori di TMO decidono, dopo lunghe estenuanti assemblee, di darsi uno statuto e costituirsi come libera associazione. Qualcuno arriva a proporre la figura del “direttore artistico”, ma fortunatamente l’idea è subito abortita (solo per ora?). Si studiano gli aspetti legali e tecnici per le “tv comunitarie – comunali” previste dalla legge Maccanico.

E così si tira avanti, tra bollette da pagare e profonde meditazioni di autocoscienza. Si comincia a pensare al “declino della rivoluzionarietà di TMO”.

 

Maggio 2004

E’ primavera, e insieme alle rondini arrivano le elezioni (europee + provinciali).

Damiano Ciano, figlio diessino del Masaniello dell’etere e membro di TMO, si candida a Gaeta e annuncia: “non userò un solo minuto in più dei miei avversari in tv”. Polemica: la par condicio vale anche per TMO? Risposta di Ciano senior: “democrazia significa non abusare dei propri mezzi”.

 

Brutti tempi, tra immagini di orrore e di torture e ansie pre-elettorali. Bifo Berardi scrive: “L’orrore siete voi, padroni delle fabbriche di sogni che ora rivelano incubi”.

 

Il Recensore tmowatch nota un periodo di stasi nella programmazione di TMO. Gli orlandones rispondono piccati e smentiscono: “un’autoproduzione semantica da brividi”.

 

La redazione di Sportissimo procede infaticabile: riprendono tutti i mondiali di vela nel golfo, portano fortuna al Gaeta Calcio che si salva per un pelo, Pio Marzullo intervista il sindaco Magliozzi che gli dice “lo sport è utile perché fa sviluppare l’agonìa”, Armenio va in pellegrinaggio al mitico Santiago Bernabeu, Lombardi fa furore con le sue puntuali telecronache.

 

Giugno 2004

Tempo di elezioni. TMO riprende tutti i comizi, e li trasmette con la locandina del film di Francesco Rosi “Uomini contro”.

La destra va male alle europee ma vince in provincia di Latina. Successo di pubblico per la lunga diretta post-elettorale di TMO. Ciano junior, sconfitto al voto, presenta e spiega i risultati.

 

18 giugno 2004

Il sindaco vieta a TMO le riprese del consiglio comunale. Oscurate la libertà di informazione e la trasparenza amministrativa. Proteste degli orlandones, dei cittadini, della stampa, dei partiti. L’indignazione dura tre giorni, poi il sindaco telefona in diretta e promette libere riprese per tutti.

 

Il ministro dell’economia Tremonti in visita a Gaeta per la festa della Guardia di Finanza. Una clip di TMO lo indica come “nemico pubblico numero uno della città”. Dieci giorni dopo il ministro si dimette. (non è detto ci sia collegamento tra i due eventi).

 

Luglio 2004

A Senigallia avviso di garanzia per la telestreet "Disco Volante". Reato di "diffusione televisiva senza autorizzazione", pena da 6 a 18 mesi di reclusione.

 

Agosto 2004

Bufera all'interno di TMO. 

Si scioglie il Collettivo Kitab. Un brano dalla "videocircolare di scissione": «Al di là del riconoscimento mitologico di chi si è dimostrato un ammiratore debole di mente, e infine disonesto detrattore, noi siamo sempre stati interessati a forme di collaborazione con soggetti e gruppi autonomi, purché collocati in un ambiente di operazione pratica autonomo, e desiderosi di costruire e diffondere prodotti inaccettabili per questo spettacolo… la televisione non è mai stata considerata da noi come un fine, ma come un momento di un'attività storica, e la forza delle cose ci porterà ancora a provarlo».

 

Dopo vari dissidi e litigi se ne va il 'kitabbiano' Gabriele D'Arienzo. Si parla di "epurazione" e "perdita dell'innocenza".

Subito dopo, fuoriuscita dalla nascente associazione anche dell' "internettiano" Luca Di Ciaccio. "Sono dei cialtroni, dei cinici o come minimo degli ingenui, ma vuoi ripeterlo ogni volta?".

 

Settembre 2004

TMO misteriosamente oscurata per due settimane. Il 9, Ciano riappare in tv e lancia un durissimo proclama: "Siamo stati sabotati e traditi".

Il 12 si riunisce d'urgenza il Direttivo dell'Associazione: espulso il tecnico Batosi, esaminata la posizione di Brengola che subito dopo annuncia dimissioni.

Ma nei giorni successivi ancora polemiche: "Giallo sulla telestreet di Gaeta" titola il giornale locale, se ne parla anche in consiglio comunale, evocazione di "mandanti occulti". Litigi nella redazione sportiva: il collaboratore Pio Marzullo non apprezza i poco velati riferimenti politici contro i "mandanti del sabotaggio", si dissocia e se ne va.

 

Ottobre 2004

Il rilancio di TMO: gli orlandones superstiti si ricompattano.

Aperto un conto corrente postale per raccogliere soldi tra la popolazione telespettatrice, raccolti oltre mille euro in meno di un mese.

Ciano: "il nostro obiettivo è diventare Tv di Comunità".

 

Sandro di Insu Tv Napoli, sulla maling list telestreet, denuncia: «Tra le telestreet è calato il silenzio... un silenzio che ogni giorno diventa sempre più assordante per chi crede che non esiste mai un solo modo per fare le cose, ma che i percorsi anche se diversi diventano ricchezza solo se interconnessi».

 

Da più parti le tv locali attaccano "gli abusivi delle telestreet". Qui da noi succede con la pontina Tele Etere che si scaglia contro TMO.

Il presidente del Conna (Coordinamento Nazionale Nuove Antenne) però difende le tv di strada, e in un articolo sul periodico Nuove Antenne scrive: «Solo il tempo potrà dirci se i perseguitati di oggi saranno i pionieri della comunicazione di domani e se ci sarà qualcuno in grado di affermare una verità elementare e banale: l'etere, come l'aria, è un bene comune a disposizione di chiunque voglia far "respirare" le proprie idee».

 

Novembre 2004

A Gaeta nasce un'altra televisione, dietro ci sono molti ex orlandones andati via dopo le infuocate polemiche di settembre Durerà poco, ma altre esperienze simili si replicheranno in futuro. Commento sul blog tmowatch: «Il dubbio è che quella di Golfo Sport sia una strategia concordata più in alto, per preparare il campo ad altri interessi e svuotare di mezzi e significati i cani sciolti di TMO». Reazione ironica di Ciano: "Se ci mandano in galera almeno saremo in due". 

 

Dicembre 2004

Lettera di Antonio Ciano: "Qualcuno ha paura di me, ma TMO continuerà a camminare". E ancora, a poche settimane di distanza, con tono vagamente mistico, scrive: "Lo sappiamo, forse saremo destinati al martirio, ma forse no, la vita è fatta a scale, c'è chi sale e chi scende e nessuno può distruggere l'idea rivoluzionaria di libertà".

 

 

2005, anno quarto

Gennaio 2005

Dopo un blackout di qualche settimana per problemi tecnici, TMO riprende le trasmissioni con assiduità. Il segnale si diffonde da una postazione in convivenza con l'altra concorrenza televisiva paesana.

 

In un sondaggio informale sul blog tmowatch sui media più affidabili per l'informazione locale, TMO prevale ma è battuta di un soffio dall'opzione "nessuno".

 

20 gennaio 2005

Gli occhi del Viminale sulle telestreet. La relazione annuale del ministero ne parla (nientedimenoche) nel capitolo dedicato a "terrorismo ed eversione".

 

Febbraio 2005

Alcuni politici della maggioranza comunale di centrodestra lanciano accuse di “manipolazioni e parzialità” per le riprese del consiglio comunale (effettuate in maniera il più possibile integrale e sempre senza alcun rimborso o contributo ufficiale). Damiano Ciano, presentando la diretta serale (di cui diventa il nuovo dominus), avvisa i telespettatori: «Non date mai per scontato che domattina questa emittente ci sarà ancora. Ci sono persone che tutto questo non lo vogliono, non vogliono che i cittadini siano completamente informati, magari qualcuno ci vorrebbe spegnere un’altra volta ma noi cerchiamo di resistere». Gli orlandones lanciano la serie di spot autopromozionali con slogan edificante: "Noi siamo nati liberi". E' l'era del "TMO Pride", mentre le telecronache sfiatate di Erasmo Lombardi ("è il cuore che vince") diventano un cult in versione mp3.

 

Marzo 2005

I sette soci fondatori di TMO finalmente si danno una struttura regolare alle spalle della telestreet e costituiscono un'omonima associazione di promozione sociale, con regolare statuto. Erasmo Di Perna (in arte Lombardi) è nominato presidente. «TMO è un’associazione che non ha fini di lucro e opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale», recita lo statuto, che segue l’esempio di altre tv di strada italiane che già hanno adottato la forma di associazione per il loro gruppo. Infatti come tutte le associazioni di promozione sociale, anche quella di TMO dovrà attenersi ai principi di assenza di fini di lucro, democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche sociali. Nel capitolo degli scopi dichiarati TMO si richiama alla Costituzione italiana, all’informazione libera, non condizionata dal mercato e partecipata dai cittadini, alla salvaguardia da conformismo e appiattimento mediatico. In particolare: «promuovere la socialità, la cultura, l’arte, l’informazione riguardante particolarmente, anche se non esclusivamente, il territorio» e «sviluppare forme di comunicazione volte a valorizzare il vissuto storico, sociale ed in particolare meridionalista del territorio», senza escludere la «collaborazione con gli Enti locali, attraverso la stipula di apposite convenzioni».

 

TMO trasmette interviste a Saramago, spettacoli di Moni Ovadia, predicazioni di Beppe Grillo, documentari sui bambini Saharawi e tante altre buone cose. Ciano Junior se la prende con Costantino e con la De Filippi.

 

Elezioni regionali. Damiano Ciano rivela - guardacaso - l’intensificazione di «minacce e pressioni, a volte velate, a volte meno» di natura politica. Il Masaniello dell'etera Antonio Ciano si mette in giacca e cravatta e si rituffa a fare campagne elettorali. Si candida alla regionali nella lista Marrazzo, in appoggio al centrosinistra. Marrazzo vincerà e l'Unione trionferà, Ciano se la caverà con 618 voti senza venire eletto (e sull'imparzialità di TMO: «siamo stati maturi»).

 

2 aprile 2005

Muore Papa Wojtyla. TMO quella sera interrompe le trasmissioni.

 

Censimento interno al network telestreet: pochi sopravvissuti alla grande ondata. Dalle 107 emittenti elencate nel corso del tempo sul sito sono state ricevute, in mailing list, solo 27 risposte. Un dato che dice come molte realtà abbiano ceduto nel tempo la loro volontà di cimentarsi nella pratica (il 75% circa) e l’interesse (interno ed esterno al network) sia andato pian piano diradandosi. Si arriva al dato che solo un 12% dei 101 nuclei presenti da almeno un anno è arrivato a trasmettere e mantenere una programmazione costante durante un arco medio/lungo di tempo.

 

16 maggio 2005

Il Gip di Ancona archivia il procedimento giudiziario contro la telestreet di Senigallia Disco Volante e ordina il dissequestro delle apparecchiature, dopo un anno e mezzo. I telestreettari vanno alla Camera dei deputati per una conferenza stampa e pretendono impegno dai politici e dall'Unione.

 

TMO potrebbe trasmettere "Submission", il film sull'Islam che costò la vita al regista olandese Theo Van Gogh. E' un'idea - provocazione lanciata sul blog tmowatch, e si trasforma in un incubo di gaffes, smentite e presunte minacce del Jihad al Masaniello dell'etere.

 

28 maggio 2005

Grandi entusiasmi e mobilitazioni popolari-mediatiche per il Gaeta Calcio che finisce in finale regionale di Coppa Italia allo stadio Flaminio di Roma. E la vince. Il telecronista Lombardi si sgola però diventa una star, la curva si riempie come non mai e i gaetani appendono bandiere biancorosse alle finestre. Il dvd della partita, messo in vendita un mese dopo col ricavato per il sostentamento di TMO, diventerà un best-seller.

 

Giugno 2005

A TMO si discute pure dei referendum sulla fecondazione, anche se poi vincerà l'astensione propagandata dalla Chiesa. Intanto la telestreet gaetana amplia la portata del suo segnale, e trasmette inaudite maratone di saggi scolastici e recite di fine anno.

 

Luglio 2005

Nell'estate del sodoku e degli scandali finanziari, Antonio Raimondi, presidente della grande organizzazione cattolica di volontariato Vis, usa le telecamere della diretta di TMO per lanciare la sua candidatura a sindaco di Gaeta per il 2007, nel centrosinistra se lo vogliono, magari facendo delle belle primarie.

 

Agosto 2005

Il cantante Al Bano - poco prima di partire per l'Isola dei famosi, confessa ad Antonio Ciano di essere borbonico e pure suo fan. Ciano ricambia e lo definisce "orgoglio del Sud".

 

Settembre 2005

Ciano realizza reportage per TMO in trattorie ciociare con orchestrine sgarubbate. E nel frattempo il network Telestreet (insieme al sito NgVision) vince il prestigioso premio "Ars Electronica" di Linz dedicato ai media e alle comunità digitali. Tra le motivazioni: la "chiaroveggenza elettronica".

 

La polizia postale sequestra le apparecchiatura della telestreet Dream Tv di Solopaca, in provincia di Benevento.

Poche settimane dopo analoga notizia arriva da un'emittente in provincia di Taranto.

Intanto l'amico di TMO Sebastiano Gernone ci cita e inaugura un'operazione di telestreet anche nella sua Bari.

 

Ottobre 2005

Mentre Pippo Baudo resiste agli inviti del centrosinistra di buttarsi in politica, il programma Rockpolitik di Celentano domina le cronache, oltre quattro milioni di persone vanno a votare alle primarie dell'Unione, succede che TMO passa al software Linux, trasmette processioni e litiga con l'allenatore del Gaeta Calcio. Poi rimanda in onda la cassetta di Celentano della sera prima.

 

8 novembre 2005

L'"osservatore partecipante" più affezionato di TMO, Luca Di Ciaccio, si laurea in scienze della comunicazione alla Sapienza di Roma con una tesi sulla telestreet gaetana: "Il localismo televisivo tra maggioranze e comunità". Antonio Ciano riprende il memorabile evento e lo manda in onda. Qualche sera dopo il neo-dottore partecipa a un memorabile e agitata "Diretta 22": finisce con poco accademici sfanculamenti col tipo paonazzo in regia. Il giorno dopo le scuse di Ciano: "Episodio inqualificabile. Forse i ragazzi di TMO sono un po' stanchi".

 

Dicembre 2005

Chiude il blog osservatore e recensore "TMO watch". Rimane aperto, con archivi e aggiornamenti, il sito www.ludik.it/tmowatch

 

 

2006, anno quinto

Aprile 2006

Alla vigilia delle elezioni politiche del duemilasei gli orlandones sono combattuti tra la speranza che un cambio di governo porti al riconoscimento ufficiale della loro e delle altre televisioni di strada e la certezza che per il Sud Italia difficilmente qualcosa migliorerà. In un comizio sulla piazza di Formia il Masaniello dell'etere urla e riurla a Prodi: "Presidente, ricordati delle telestreet!". Prodi forse non lo sente ma gli sorride. La notte del 9 aprile vincerà le elezioni con la coalizione di centrosinistra, battendo Berlusconi per poche migliaia di voti.

 

Nel frattempo, per un mese interno, i due giovani videomakers italo-tedeschi Nina Mair e Robert Jahn seguono passo passo Antonio e gli orlandones gaetani per la realizzazione di un documentario sulla loro storia.

 

9 luglio 2006

L'Italia vince i Mondiali di calcio in Germania. La gioia esplode ovunque, anche nelle piazze di Gaeta. Gli orlandones tifano, esultano e contemporaneamente riprendono tutto: ne uscirà un dvd ricordo dei "mondiali visti da Gaeta".

 

18 luglio 2006

Un consiglio comunale finisce quasi in rissa, col sindaco che si avventa contro un consigliere di opposizione. L'immancabile telecamera di TMO riprende la scena, ma la zelante mano di un consigliere di Forza Italia la oscura prontamente. Dopodiché gli addetti alle riprese sono stati fatti allontanare dall'aula.

 

27 luglio 2006

Il futuro di TMO è a rischio ma i cittadini gaetani si mobilitano per salvarla. Gli orlandones sono costretti, su intimazione del Demanio, a smantellare la loro antenna su Monte Orlando. "Ci vogliono imbavagliare" commenta Antonio Ciano mentre la telestreet è a un passo dalla chiusura. Accorati appelli in diretta e mobilitazione straordinaria in paese: raccolte tremila firme in tre giorni per "salvare TMO". Persino il sindaco Magliozzi vuole firmare la petizione a se stesso indirizzata.

 

Agosto 2006

Alle 22,30 di martedì 1 agosto TMO spegne il segnale. Il Masaniello dell'etere in lacrime ringrazia i gaetani. Damiano Ciano dichiara:  "Siamo sicuri che torneremo. Ma se non torneremo potremo vederci in città, guardarci negli occhi, da uomini veri, da uomini liberi". Alle 21 di venerdì 4 agosto TMO riaccende, a furor di popolo, il segnale. Recuperata una postazione privata per l'antenna con l'aiuto della locale Radio Spazio Blu e ottenute garanzie dal Comune sui nuovi ripetitori. Ora il segnale arriva a coprire alcune zone limitrofe di Itri e Formia.


Settembre 2006
La problematica delle tv di strada e della loro possibile legalizzazione è esaminata dal ministero delle Comunicazioni, guidato da Paolo Gentiloni. Una delegazione di TMO incontra ufficialmente il sottosegretario Vimercati, che ne riconosce ed elogia l'operato. "Non siamo illegali - dice Ciano - ma vogliamo delle regole".
 
6 novembre 2006
Erasmo Lombardi, l'orlandones che da voce e anima alle partite del Gaeta, riceve a Roma il premio Mid Sport dall'Associazione Nazionale Cronisti Sportivi "per la costanza, la franchezza, il rendimento, il coraggio".
 
9 novembre 2006
"Libertà": è il titolo del documentario di Nina Mair e Robert Jahn dedicato alle avventure della telestreet gaetana. Accoglienza calorosa alla prima proiezione riservata per orlandones e amici. Poi comincia a girare per festival.
Qualche settimana dopo Damiano Ciano e Erasmo Lombardi lo presentano al prestigioso "Festival dei Popoli" di Firenze, con entusiasta accoglienza da parte degli spettatori paganti.

11 nove
mbre 2006
Esponenti delle principali telestreet italiane, da Bologna, Napoli, Bari, si incontrano a Gaeta, negli studi di TMO, per lavorare su una proposta di legge "rivolta alla legalizzazione del fenomeno delle tv di strada".
 
Dicembre 2006
Orlandones sempre sulla notizia. Cade l'amministrazione comunale di centrodestra del Capitano Magliozzi e si insedia il commissario prefettizio Frattasi e loro ci sono. Il Gaeta vince in casa dopo anni il derby con gli acerrimi rivali confinanti del Formia e loro ci sono. Vanno a ruba i dvd per ricordo.

 

 

2007, anno sesto

21 febbraio 2007

Una delegazione di orlandones è ricevuta nuovamente al ministero della Comunicazioni dal sottosegretario Luigi Vimercati e gli consegna una bozza di legge per la regolamentazione delle telestreet.

 

11 marzo 2007

"Libertà", il docufilm di Nina Mair e Robert Jahn sulla telestreet gaetana, è lanciato in "prima visione mondiale" al cinema Ariston di Gaeta, con una mattinata di proiezioni gratuite per la cittadinanza e i fans di TMO. Sala piena e applausi per gli orlandones. Il film continua a girare con successo in molti festival di tutta Europa.

 

Maggio 2007

A Gaeta impazza la campagna elettorale per le comunali. TMO organizza una serie di interviste e confronti in diretta con tutti i candidati a sindaco e con giornalisti della stampa locale in studio a fare le domande. Offerti anche spazi autogestiti gratuiti di propaganda. Così la lunga campagna gaetana finisce interamente tra le braccia della tv e del web. Anche a Gaeta si fa "on air" e "on line" quello che prima si faceva solamente nelle piazze. Ma non mancano le polemiche e gli scontri. L'ex sindaco e candidato di centrodestra Magliozzi litiga in diretta col conduttore Damiano Ciano. Ai suoi comizi sono distribuiti volantini anti-Tmo. Antonio Ciano si candida con la lista del candidato civico Raimondi, e gli orlandones sono accusati di favoritismi. Gli orlandones denunciano di subire "pesanti minacce". Nasce un'altra emittente di paese, Gaeta Tv, che è preannunciata come "rivale di Tmo e amica di Mediaset" ed è molto pubblicizzata in ambienti di destra. Damiano Ciano ribatte in tv: "Noi siamo liberi, altrimenti guardate Schiavo Tv". Questa rimane alla storia come la stagione più seguita di Tmo, ma anche la più difficile e controversa.

 

31 maggio 2007

Gli orlandones Antonio Ciano ed Erasmo Lombardi varcano il portone di Montecitorio per consegnare all'on. De Biasi (Ds/Ulivo) l'emendamento telestreet da inserire nel ddl Gentiloni sulla riforma del sistema radiotv. "Il momento della libertà si avvicina" proclama il brigante dell'etere in posa plastica di fronte al Parlamento.

 

Giugno 2007

Il civico Antonio Raimondi vince le elezioni comunali al ballottaggio, battendo il forzista Magliozzi. Antonio Ciano è nominato assessore al Demanio. Il nuovo sindaco rilascia la prima intervista, nel giorno della vittoria, negli studi della telestreet. Il cuore degli orlandones batte per Anthony l'Americano? Loro si difendono: "Abbiamo applicato la par condicio sotto elezioni e il blind trust per il nostro fondatore Antonio". Il Masaniello dell'etere Ciano, nelle nuove vesti di assessore, dichiara che "l'amministrazione si impegnerà per garantire i diritti di tutte le telestreet".

 

Ma il centrodestra attacca: "E' stata Tmo a farci perdere le elezioni". Magliozzi minaccia di chiudere le porte dello stadio, e le riprese del Gaeta Calcio di cui il fratello è proprietario, a Tmo. Erasmo Lombardi si arrabbia, dice che "Tmo non è in vendita" e lascia la redazione sportiva. Antonio Ciano gli risponde: "Forza Erasmo, resisti alle minacce". Poi gli orlandones ribattono a muso duro contro Gaeta Tv: "La vera telestreet siamo noi".

 

Brutti segnali: si rompe il mitico Fiat Fiorino bianco del Masaniello Ciano, vera icona - cult del personaggio, finito pure nella locandina del film "Libertà".

 

26 giugno 2007

Tmo è costretta a spegnere il segnale, anche a seguito di una denuncia arrivata nelle settimane di campagna elettorale e di un'intimazione della polizia postale a spostare le antenne. Gli orlandones scrivono una lettera di saluto alla città: "tutti noi da domani potremo camminare a testa alta per le strade di Gaeta e perché sappiamo di aver guadagnato, grazie a TMO, nel corso degli anni spesi al servizio della gente, quello che nessuno stipendio potrà mai comprare: la stima, il rispetto, l'amore di una Città che spesso si è identificata con noi e con le nostre battaglie per una Gaeta migliore".

 

1 agosto 2007

Dopo un mese di buio, Tmo riaccende il suo segnale nell'etere gaetano. La giornalista del Messaggero Sandra Cervone scrive sul sito telefree.it: "Tmo non è né di Ciano né di Lombardi, né di nessuno. E' di Gaeta. Anzi è Gaeta, con le contraddizioni, le ingenuità, gli errori, i moti d'orgoglio, le abbuffate di parole ed i forzati silenzi. Ed anche i veleni, le frecciate, i sorrisetti, le lacrime".

 

Nello stesso giorno la commissione riunita Cultura e Trasporti della Camera approva l'emendamento a favore delle tv di strada da inserire nel ddl Gentiloni. La nuova normativa garantirebbe l'assegnazione di frequenze alle "televisioni di strada, intese come società senza fine di lucro quali soggetti giuridici costituiti nella forma di associazione giuridicamente riconosciuta", seppure in maniera alquanto lacunosa. Difatti i telestreettari non sono molto soddisfatti.

 

13 agosto 2007

Il fondatore della telestreet gaetana Antonio Ciano si dimette dal direttivo dei soci fondatori di Tmo. Per evitare conflitti di interesse: "Ora faccio l'assessore a tempo pieno".

 

Ma nei mesi successivi la telestreet gaetana continua a essere oggetto di critiche e polemiche. Il blogger Lince su telefree.it si fa paladino dei "delusi da Tmo" e scrive: "Tmo sta dando l'impressione, terribile e disperata, di essere diventata una tv istituzionale, una tv di governo". L'orlandones Mino Forcina - pacatamente, serenamente - risponde: "Tutto ciò che passa attraverso questo canale viene utilizzato per portare acqua al proprio mulino, sia in senso negativo che in senso positivo. Tmo in questi anni, ed è bene ricordarlo, non è stata solo la vetrina della politica, ma il supermercato del vivere civile, dove tutti hanno potuto trovare argomenti ed eventi che in sua assenza sarebbero passati sotto silenzio".

 

30 dicembre 2007

Mentre Tmo si prepara a trasmettere il "discorso di Capodanno" del nuovo sindaco Raimondi (ma solo al termine di quello, ben più tradizionale, del Presidente della Repubblica, per non creare incidenti diplomatici) è anche tempo di bilanci. Erasmo Lombardi, presidente dell'Associazione Tmo, ammette: "E' stato un anno vissuto pericolosamente". "In molti, fomentanti da certi politici di destra, continuano ingiustamente a vederci come nemici e faziosi". "Il fatto che stiamo sulle balle a tante persone vuol dire anche che siamo riusciti a fare bene il nostro lavoro". "E infine: "La vecchia Tmo di Ciano è morta". Ma se Silvio Berlusconi sapesse la storia di Tmo si complimenterebbe con gli orlandones? "Si, ci farebbe i complimenti. Ma poi direbbe che siamo dei coglioni, perché qui il profitto è zero".

 

 

2008, anno settimo

 

29 gennaio 2008

Comincia l'allarme sull'oscuramento più grave e pericoloso nella storia della telestreet gaetana. Su Tmo campeggia un comunicato, su sfondo nero e con musica classica di tono vagamente funereo in sottofondo, che denuncia "l'attacco" contro l'emittente per giunta "a sole 48 ore dalla caduta del governo". Cos'è successo? La società Cps di Pomezia, vantando una presunta e dubbia autorizzazione ministeriale, vuole attivare dalla sua postazione su Monte Orlando un segnale proprio sulla frequenza 42, cioè quella occupata da Tmo. Perdipiù violando il divieto amministrativo di installazione di nuovi impianti sul territorio del Parco Regionale di Monte Orlando.

 

Inoltre lo staff di Tmo lancia un pesante sospetto verso l'emittente avversaria: nella vicenda delle interferenze sarebbe coinvolto il tecnico antennista Livio Batosi, ex tecnico di Tmo dalla sua nascita fino al 2004 e attualmente tra i fondatori di Gaeta Tv. Tra Tmo e Gaeta Tv scoppia una battaglia a colpi di comunicati a tutto schermo. L'emittente "telestreet" avversaria, vicina al centrodestra, liquida la versione di Tmo come una "strumentalizzazione politica".

Gli orlandones convocano una conferenza stampa per annunciare un presidio permanente sul Parco di Monte Orlando per "impedire l’installazione di qualsiasi impianto da parte di ditte o di privati".

 

Negli stessi giorni cade il governo Prodi di centrosinistra e l'Italia si avvia ad elezioni anticipate. Tramonta quindi il ddl Gentiloni e la possibilità di una legge più favorevole alle tv di strada.

 

1 febbraio 2008

Un blitz dello staff di Tmo sulla cima di Monte Orlando, dove sono le antenne radiotv, sorprende due tecnici della Cps al lavoro sul ripetitore. Intervengono le forze dell'ordine e l'assessore competente. Vengono sequestrati dei pannelli abusivi che interferivano con il segnale di Tmo sul canale 42. Gli orlandones riprendono e trasmettono tutto. La telestreet gaetana continua a trasmettere, ma il rischio oscuramento causa Cps rimane all'ordine del giorno.

 

3 febbraio 2008

L'assessore al Demanio Antonio Ciano, intervistato da Latina Oggi, interviene in difesa della tv da lui fondata. "Questa tv ha fatto scuola. La difendo come farebbe un qualsiasi cittadino. Voglio precisare che anche io a suo tempo feci regolare domanda al ministero per l’assegnazione del canale, quindi penso che Tmo abbia un diritto di precedenza, comunque le televisioni di strada non si possono spegnere. Che poi ci sia stata l’intenzione di farci chiudere non escludo che dipenda da qualche tentazione politica. Anche se Tmo è una tv che ha intervistato tutti, non ha mai escluso nessuno, quindi non vedo quale accanimento". Ciano rivendica l'imparzialità degli orlandones: "Da quando sono stato nominato assessore non mi hanno mai invitato". Ma soprattutto il pluralismo dell'informazione: "Non credo che si possa imputare a Tmo l’elezione dell’attuale sindaco perché volto noto sugli schermi locali, credo che sia stato eletto per le sue capacità non per la tv". Ciano ribadisce che, nella sua veste istituzionale, vuole tutelare "tutte le telestreet".

 

1 aprile 2008

Tmo è spenta. Al suo posto, sul canale 42, è trasmesso il segnale di "Europa Tv", emesso dal traliccio della società di Pomezia Cps (Centro Produzione Servizi) che fa capo al gruppo televisivo "Amici Tv" del consorzio Medialazio, proprietà di Mariano Amici, imprenditore televisivo e noto esponente romano di Forza Italia. Tuttavia Tmo non ha spento il suo segnale e così le due emittenti si sovrappongono, e nessuna delle due è visibili. Ma solo per qualche settimana, fino a che un misterioso guasto obbliga gli orlandones a spegnere il loro trasmettitore.

 

4 aprile 2008

Antonio Ciano, a nome del suo Partito del Sud per il quale è anche candidato al Senato in Sicilia alle imminenti elezioni politiche, scrive una lettera aperta al Presidente della Repubblica, della Regione, della Provincia, al sindaco, al prefetto, alle istituzioni europee eccetera eccetera, e protesta per l'illegittima chiusura di Tmo.

 

14 aprile 2008

Silvio Berlusconi vince con larga maggioranza le elezioni politiche, battendo il Pd di Veltroni e mandando fuori dal Parlamento la sinistra radicale. Così si avvia a diventare, per la terza volta in quindici anni, capo del governo. Debutta in un clima di apparente concordia, poi torna subito "caimano" e si mette al lavoro su un po' di leggi ad personam: compreso un decreto per tutelare gli interessi di Mediaset e le sue frequenze senza concessione.

 

16 aprile 2008

Gli orlandones affiggono manifesti per le strade di Gaeta e annunciano alla popolazione: "Non siamo spenti, ci hanno oscurato". Con esauriente spiegazione della vicenda legata alle antenne di Monte Orlando e alla Cps. "E' venuto il momento per i gaetani di difendere il canale della loro città".

 

Nasce un "comitato di lotta" per salvare Tmo. Nuova petizione popolare, inaugurata con un banchetto nell'isola pedonale di Serapo. Lanciata dallo staff della telestreet ma con centinaia di firme raccolte in maniera spontanea da gruppi di cittadini. Superate, dopo qualche settimana, le 3500 firme.

 

22 aprile 2008

Il sindaco di Gaeta Raimondi difende Tmo: "Con l'occupazione del segnale da parte di questa ditta di Pomezia è stato violato il nostro territorio". Annunciata una lettera di chiarimento al Ministero, critiche al Parco Regionale e annuncio di una possibile attivazione in Procura. "Tmo riaprirà, con le buone o con le cattive". Si torna a parlare anche del vecchio problema della delocalizzazione delle numerose antenne da Monte Orlando.

 

7 maggio 2008

Il caso telestreet in Tribunale. Prima udienza per la citazione in giudizio di Tmo nei confonti della Cps di Pomezia, in sede civile, per stabilire il possesso della frequenza 42.

 

Caso Tmo/Cps in Tribunale.

La Cps si difende sostenendo, tra le altre cose, di non essere responsabile dell'occupazione del canale 42 e accusando invece i responsabili di Tmo di pirateria via etere ("è il loro segnale che ha disturbato il nostro"). Un tecnico della Cps, nella deposizione giurata in aula, dichiara che la ditta di Pomezia ha avuto come tramite sul territorio di Gaeta Livio Batosi, l'ex antennista di Tmo ora a Gaeta Tv.

Si viene poi a sapere che Europa Tv avrebbe avuto, attraverso una della società "a scatole cinesi" cui risponde, un nulla osta del Ministero delle Comunicazioni (risalente all'anno 2007) per trasmettere sul canale 42. Nonostante le ordinanze locali vietino da qualche anno l'accensione di qualsiasi nuovo segnale sul territorio del Parco Regionale di Monte Orlando.

Gli orlandones accusano: "Società tra di esse collegate e con complicità gaetane, sono loro i veri abusivi che vogliono far chiudere Tmo". Si scopre un caso analogo di due anni fa a Ostia (Roma) quando la Cps con la complicità del Ispettorato del Ministero e lo stesso metodo dell'occupazione di frequenza fece chiudere la tv comunitaria Agr dotata di regolare autorizzazione ministeriale.

Perizia degli ispettori del Ministero: "Tmo supera la potenza consentita, non può più essere considerata telestreet" (ma lo decide il ministero ora cos'è una telestreet?). Tmo presenta al giudice una perizia di parte sulla frequenza.

Il Ministero comunica in una lettera all'assessore di Gaeta Ialongo che gli ispettori attendono il nulla osta definitivo per ordinare alla Polizia Postale lo spegnimento del segnale di Tmo, aggiungendo che si esita a procedere per motivi di ordine pubblico. Una delegazione orlandones chiede e ottiene un incontro con il prefetto di Latina Frattasi.

Alla terza udienza il giudice chiama in causa anche la società Gtv, alla quale la Cps aveva venduto l'impianto. Alla Gtv il ministero diede un'autorizzazione a trasmettere sul canale 68 e, in seguito, un nulla osta a verificare l'utilizzabilità del canale 42, del quale però prese possesso senza tenere conto che era già in uso a Tmo. Stranamente le due società hanno amministratori diversi ma soci e collegio sindacale identici. E anche lo stesso avvocato, che si presenta in Tribunale.

Nel frattempo continua il sostegno dei cittadini gaetani alla loro telestreet: sit-in davanti l'aula del Tribunale.

 

14 giugno 2008

Il fondatore di Tmo e assessore a Gaeta si inventa il "Brigante Cianel". Telestreet ufficiale del Partito del Sud, spunta a sorpresa sul canale 48 dell'etere cittadino. Ospiterà gli orlandones in attesa della sentenza. Va in onda un appello dello staff di Tmo alla cittadinanza: partecipare all'udienza in Tribunale; aderire alla manifestazione pro-Tmo indetta dai circoli anziani. E alle forze politiche la richiesta di convocare un consiglio comunale ad hoc sulla questione telestreet. Il nuovo canale è spento, probabilmente per motivi tecnici, dopo pochi giorni.

 

14 luglio 2008

Legambiente denuncia il rischio elettrosmog nel parco regionale di Monte Orlando con un dossier presentato alla stampa. Valori superiori alla media di inquinamento elettromagnetico e rischi per la salute nell'area verde che da decenni è occupata da antenne e ripetitori per radio e tv. Malgrado Regione e Comune abbiano più volte deliberato la riduzione delle emissioni e il trasferimento degli impianti in altro sito. Legambiente parla di nuovi tralicci abusivi installati anche nell'ultimo biennio. L'assessore Antonio Ciano si schiera nel fronte anti-antenne: "Smantellare subito le ultime istallazioni abusive di Europa Tv e altre emittenti Cps che hanno oscurato Tmo". Gli orlandones precisano: "Tmo trasmetteva con un impianto censito nel 1981 e senza emettere nessuna onda elettromagnetica in più".

 

17 luglio 2008

La polizia postale di Roma emette un'ordinanza di sequestro degli impianti di Tmo. Il giudice di Latina si oppone ma il provvedimento rimane. Allo stato dei fatti niente viene messo sotto sequestro. Ciano denuncia: "C'è qualcosa che non quadra nelle dirigenze dei comportamenti territoriali delle telecomunicazioni, queste ultime in particolare hanno un potere determinante verso le tv commerciali".

 

30 luglio 2008

Il giudice Russo del Tribunale di Gaeta emette la sentenza per il caso Tmo. Si ordina alla società Gtv-Cps di Pomezia, che aveva illegittimamente occupato il canale dove da anni trasmetteva la telestreet gaetana, il reintegro immediato della frequenza 42 all'Associazione Tmo e l'eliminazione di ogni interferenza. Una vittoria e una pietra miliare per gli orlandones e per il confuso panorama legale delle tv di strada. Ma la frequenza 32 rimane occupata e Tmo non riprende le trasmissioni.

Nei mesi successivi l'associazione Tmo vincerà anche i giudizi in appello a Latina.

 

Dopo tre anni Erasmo Di Perna cede il testimone dell'Associazione Tmo, da lui presieduta fin dalla sua costituzione nel 2005. Gino Oliviero è eletto dal direttivo come nuovo presidente dell'Associazione Tmo.

 

Il deputato del Pd Sesa Amici presenta un'interrogazione parlamentare al ministro delle Attività Produttive e Comunicazioni Scajola sul "caso Tmo".

 

22 ottobre 2008

Il ministro Scajola risponde negativamente all'interrogazione parlamentare del deputato Amici (Pd) scaturita dal caso Tmo. Il governo non ritiene necessari interventi per la legittimazione delle tv di strada e anzi auspica maggiori provvedimenti restrittivi nei loro confronti da parte delle autorità competenti.

 

 

2009, anno ottavo

26 gennaio 2009

Damiano Ciano, a nome di tutti gli orlandones, lancia un video-appello su Youtube a circa un anno dai primi subbugli che portarono all'oscuramento della telestreet gaetana grazie all'occupazione della frequenza da parte di Europa Tv e del gruppo Gtv Audiovisivi. Riepilogata la storia degli ultimi mesi, tra procedimenti giudiziari e antenne manomesse. "Vi chiediamo aiuto per sostenere le spese delle nostre controversie legali e divulgare la nostra storia, questo appello serve alla difesa di un patrimonio della nostra città che non va svenduto e non va perso per sempre".

 

Sul famoso social network Facebook nasce una pagina di Tele Monte Orlando, anche con nuovi contributi video. Girano voci di un interesse di Tmo ai futuri e non tanto lontani sviluppi delle piattaforme del digitale terrestre, destinate a sostituire l'attuale sistema tv analogico. Si comincia a parlare di un ritorno di Tmo sui teleschermi.

 

1 aprile 2009

Dopo un anno di blackout e una vittoria giudiziaria, Tmo ritorna in onda sulla stessa frequenza di prima, in accordo di "coabitazione" con Europa Tv. Con il logo "Monte Orlando" trasmette per 6 ore al giorno: dalle 8 alle 10 e dalle 20 alle 24. All'orizzonte il passaggio obbligato al digitale terrestre previsto dalle legge, nella Regione Lazio, tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010.

 

Il ritorno sugli schermi di Tmo provoca subito qualche polemica politica, in particolare da destra o da alcuni esponenti della sinistra radicale. Le accuse sono di voler fare il gioco all'amministrazione civica o di voler favorire la candidatura del sindaco Raimondi alle elezioni europee. Gli orlandones in diretta reagiscono e dicono anche: "Non siamo e non saremo una tv di nani e ballerine, anche dando spazio a tutti continueremo a fare politica". Non mancheranno le polemiche a distanza con alcuni esponenti dell'opposizione di centrodestra in Comune. Diventano un classico i reading della sentenza della Corte dei Conti sugli sprechi di denaro pubblico del Progetto Musica della passata amministrazione Magliozzi, letto in diretta da Damiano Ciano ogni volta che si incazza.

 

Torna in onda con qualche sporadico servizio anche l'assessore (nonché fondatore della telestreet gaetana) Antonio Ciano, sempre col suo inconfondibile stile. Ricominciano le dirette con esponenti politici di ogni schieramento. Non sono possibili, per i limiti di tempo della programmazione, le messe in onda dei consigli comunali. Vengono trasmessi soprattutto servizi su eventi, convegni e manifestazioni locali.

 

20 ottobre 2009

L'ex magistrato e senatore Luciano Violante (Pd) ospite negli studi di Tmo fa alcune rivelazioni a proposito del famigerato "papello", ovvero le rivelazioni sulla presunta trattativa tra Stato e mafia agli inizi degli anni Novanta, tornato nuovamente oggetto di indagine.

 

1 dicembre 2009

Anche a Gaeta il sistema televisivo effettua il passaggio alla tecnologia del digitale terrestre. Tmo - almeno per ora - non trova spazio e cessa le sue trasmissioni. "Costretti a scomparire ma continueremo a cercare spazi" annunciano gli orlandones. L'intenzione è quella di tentare un accordo con qualche emittente per trovare ospitalità in uno dei moltiplicati canali regolari del decoder. Il fondatore (e assessore) Antonio Ciano dice che "una stagione di libertà à finita ma Gaeta resisterà ancora", intanto lancia alla grande un suo canale YouTube.

 

 

2010, anno nono

 

Gennaio 2010

Gli orlandones lanciano un appello via Facebook: "Abbiamo bisogno di un sostegno economico per comprare le attrezzature del digitale terrestre e riaccendere definitivamente Tmo Gaeta".

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Mino Forcina

Gino Oliviero

Erasmo Di Perna, Giampiero Armenio