|
» tmowatch
E a mezzanotte invademmo l'etere...
Memorie della prima, scalcinata, storica
diretta della telestreet gaetana TMO
Luca Di Ciaccio
tmo watch,
26 agosto 2003
|
In
una notte di fine agosto, coi lampi di un temporale che illuminavano a
intermittenza il cielo e la pioggia che batteva sul vetro, in un vecchio, laido
e meraviglioso sgabuzzino di Gaeta un commando di quattro temerari un po’
gramsciani un po’ situazionisti e un po’ gigolo ha accesso la telecamera e
ha invaso l’etere. Nelle
case di poche decine di cittadini gaetani (o forse molti di più) insonni e col
telecomando in mano, alla ventitré e cinquantasette minuti del 25 agosto, sul
canale 42 del quartiere Montesecco è andata in onda la prima lunga diretta di
Tele Monte Orlando (già la prima tv di strada meridionalista, di Gaeta e
d’Italia). Preceduti da un altro show della Divina Fatima in località
Campodimele, da un servizio su alcune parrocchiane in rivolta per il
trasferimento di don Gianni e da varie prove tecniche di trasmissione. In
diretta dai misteriosi TMO studios, che Ciano ci raccomanda di tenere segreti ma
che lui stesso – chiacchierone com’è – ha già rivelato in un paio di
interviste.
Tutto
è cominciato quasi per caso, come sempre. Anche alle otto di ieri sera. Con un
ottima fetta di tiella e una bottiglia di gazzosa offerte dalla consorte del
Masaniello dell’etere (finalmente felice di avere il tinello libero dalle
ronzanti apparecchiature televisive) e un passaggio sul suo famoso e
scassatissimo furgoncino Ducato. Nei locali di TMO – provvidenzialmente
ottenuti da una parente di Ciano ora in pellegrinaggio nei santuari europei –
con l’indispensabile aiuto del tecnico Livio Batosi abbiamo spostato pile di
sedie, vecchi mobili, televisori di ogni epoca e tipologia e quintali di
polvere, srotolato cavi elettrici e montato un videoregistratore, un decoder e
qualche piccolo aggeggio da antennista. Un’indescrivibile montagna di cose
ammucchiate è tutta dall’altra parte del locale, con porta chiusa e un mobile
di sbarramento. La tanto discussa (e temuta?) tivù di strada invece è tutta
qui, in una stanza di due metri per tre coi fili che escono dal bagno e
l’antenna sul terrazzo. Ecco qui: lavorare nel piccolo, e pensare in grande.
Alle
undici di sera Ciano chiama al telefono il papà del movimento Telestreet e
della bolognese Orfeo Tv, Ambrogio Vitali. «Ue’ Ambrogio, noi ci teniamo a
sta cosa p’cché il sud deve voltare pagina, capito?». Vitali si informa
della situazione di TMO e invita Ciano per metà settembre a Bologna, quando
alle Festa Nazionale dell’Unità si terrà un incontro di tutte le tv di
strada italiane. Quando
mancano pochi minuti alla mezzanotte, si decide di andare in diretta. Batosi, il
George Clooney di Montesecco, è dietro la telecamera, io e il Masaniello
dell’etere siamo seduti su due sedie blu girevoli davanti a una tenda bianca.
Si intravede, sulla sinistra, la bandiera cilena. Dopo un quarto d’ora bussano
alla serranda, non è la polizia, è Andrea Brengola, l’inviato di TMO che era
a letto a fare zapping e ha scovato la nostra trasmissione. Si comincia a
parlare tra di noi e con quelli che, forse chissà, sono a casa a guardarci. Si
dicono molte cose in questo happening improvvisato e forse microscopicamente
storico, ricordo Ciano che dimostra di saper parlare in perfetta dizione
italiana, io che avviso tutti che questa che stiamo facendo non è televisione,
Batosi che spara battute tremende, Brengola che glissa sulle sue ammiratrici.
Sul cellulare di Livio arrivano decine di messaggi da amici e numeri
sconosciuti, parte un feedback spontaneo dalle case verso lo studio, c’è chi
fa notare la somiglianza di Ciano con Perry Mason, chi si complimenta, chi
chiede un parere sul mare inquinato. Il clima della diretta è povero ma
tutt’altro che mesto, semi-clandestino e illegale ma niente affatto
minaccioso. Poi, verso le due, quando Ciano si accende sulla questione della
legalità, Batosi a torso nudo dietro la telecamera la butta lì: e se facessimo
una lista TMO? Tu, Antonio, faresti il sindaco? Ciano nega, noi osserviamo
preoccupati. Lucido e inquietante paradosso per meditare sull’attuale assetto
politico-televisivo o boutade notturna? Niente di preoccupante o definitivo
comunque è stato detto, vista anche l’ora.
Stasera,
un po’ sul tardi ma non troppo, dallo stesso meraviglioso sgabuzzino in una
viuzza di Gaeta forse ci sarà un’altra diretta. Tele Monte Orlando non è una
tv com’è sempre stata la tv, quindi non si sa bene l’orario, gli ospiti, la
scenografia. Anche la stessa eventualità di esserci, in fondo, è sempre a
rischio.
|