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TMO WATCH
Al Bano, orgoglio del sud
Luca Di Ciaccio
1 settembre 2005
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Concertino di Al
Bano alla festa di ferragosto dell’Associazione Finanzieri, nella caserma
di Gaeta. Non mi sarebbe passato lontanamente per la testa di andarci,
però qui lo si è visto grazie alla prode opera di Antonio Ciano e della
telestreet gaetana, e in effetti un po’ mi si sono rizzati i capelli in
testa. È finita, tanto per avvisarvi, col comandante della caserma a
esaltare “le eccezionali qualità morali” del cantante pugliese e nugoli di
signore del pubblico e fedeli lettrici di rotocalchi a rispondere in un
sol coro “lo sappiamo! lo sappiamo!”.
Prima di ciò, un
paio d’ore di piano bar, con tutto il solito repertorio di anni sessanta e
balli di gruppo, tra una portata e l’altra delle tavole imbandite, su cui
uomini e donne in abito da gran gala, sui volti liete espressioni di
sicurezza statale e parastatale, si tuffavano come in una sbronza. Fugaci
apparizioni di buonumore, come quella della mitica signora Scialdone,
indimenticata tenutaria di una rubrica di ricette sulla stessa TMO, che
tutta sberluccicante in abito da sera e chioma rossa, tipo Jessica Rabbit
in età da pensione, ondeggiava sinuosa verso la telecamerina del povero
Ciano, dicendo “te quiero mucho, te quiero mucho”. A un certo punto si
sono visti pure, chissà come, un paio di minuti di ballo dei “watussi” a
scorrimento veloce, il che rendeva la visione molto più straniante e
malinconica di quanto già fosse, con effetti superlativi. E insomma a metà
serata avevamo già visto scene di ordinario paese che già bastavano a
spiegarci le Lecciso senza bisogno di Al Bano e meglio di cento teorie
massmediologiche. Poi però Al Bano è finalmente arrivato, le femmine
presenti se lo sono sbaciucchiato e abbracciato e venerato come meglio
potevano, “l’orgoglio del Sud” ha commentato Ciano, anche il sindaco
tentava di stringergli la mano ma è stato sopraffatto da cotanta passione.
E infatti c’è toccato scoprire che pure Al Bano, lo Jefferson che “se la
Puglia avesse le montagne rocciose sarebbe l’America”, professa fede
borbonica, dedica le canzoni al re Franceschiello e legge i best-seller di
Ciano sui briganti. Chissà che il libro di Ciano non se lo porti anche,
tra un mese, insieme alla figlia, sull’Isola dei Famosi di Rai2. E nel
frattempo, a noi che meditiamo in terrazza sulle sorti del mondo, c’è
piaciuta quell’aria crapulona e decadente che aleggiava sulla serata, con
quel che rimane della fortezza gaetana a far da sfondo. Quel piccolo
affresco di una civiltà decrepita che (giustamente) sta per essere
travolta e dominata dai Mori. Dopodiché Al Bano se ne è andato, e un
gruppo di marescialli in pensione ha attaccato a ballare YMCA.
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