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TMO WATCH
Premio letterario
Luca Di Ciaccio
4 novembre 2004
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Meno male che c’è
TMO, l’unico servizio pubblico rimasto che si occupa di far sapere al
paese ciò che il paese ignora. Anche portando all’attenzione collettiva
piccoli frammenti di assessorati e di cultura, tra le pieghe di Gaeta.
“Premio lettarario di viaggio e di avventura Città di Gaeta – IX
edizione”, un giorno qualunque durante l’autunno, di tardo pomeriggio.
Arena del ristorante “Del Mar”, vicino al porto, notevole presenza di
zanzare, cielo nuvoloso minacciante pioggia, pubblico in verità un po’
scarso, classico demi-monde gaetano d’occasione. Attesa per lo storico
incontro tra due pilastri, Maria Giovanna Elmi (ex annunciatrice Rai,
conduttrice della serata, fresca di nomina a Presidente del Teatro Stabile
di Trieste senza sapere nemmeno lei perché) e Massimo Magliozzi (sindaco
di Gaeta per Forza Italia, già Capitano, appena auto-nominato assessore ad
interim alla Cultura senza sapere nemmeno lui perché), incontro che però
salta per assenza del sindaco. Segue breve catalogo random di frasi,
inclusa la deriva “fatinesca” della Elmi.
«Sono arrivati i
libri più svariati, dalle guide turistiche alle poesie» (Sandra Cervone,
valoroso ufficio stampa del premio). «Ecco, vedete, una giuria veramente
composita e vigente professionalmente... heee, preparata» (Antonio Ciano,
telecronaca per TMO). «Lei ha veramente lavorato per questo premio, poi ha
dovuto lasciare, ma continuiamo a ringraziarla» (S.C., parlando di Maria
Pia Alois, roscia di capelli ma di destra nel cuore e pure poetessa,
compianto assessore alla Cultura nonché unico salvagente grammaticale
della giunta gaetana, liquidata un paio di mesi fa per uno spiccio
rimpasto di poltrone). «Quindi aspettiamo ancora un attimo per dare modo a
tutti gli amici di sedersi» (Giovanbattista Albano, detto Vanni, ufficio
stampa del Comune, ragazzo perbenissimo e presentatore composto). «Epperò
mi hanno detto: datti subito da fare che questi sono tempi duri» (Elmi,
sulla sua strepitosa nomina allo Stabile di Trieste). «Chiedevo al sindaco
a quale periodo risale Caboto, pare a circa cinquecento anni fa» (Elmi,
colei che recentemente inserì Goldoni tra i viventi). «Sono stato chiamato
così, all’improvviso, a introdurre la serata finale di questa
manifestazione conclusiva» (Tonino Lieto, consigliere comunale). «Ci
chiedevamo: perché il premio città di Gaeta non può diventare come il
Campiello, o come lo Strega? Questo è il nostro traguardo, ma al momento
pare un sogno» (prof.ssa Rossana Esposito, patronessa del premio per dieci
eroici anni, si guarda attorno con aria comprensibilmente schifata). «Una
cornice così non poteva trovare una migliore collocazione» (Elmi,
dispensatrice di complimenti infiocchettati e saluti zuccherosi). «Scusate
se rompo la linea di schivezza che mi è di costume. Un’altra cuspide, un
altro punto di stacco nella curva dell’esistenza, e un altro momento di
sofferenza, perché di solito non partecipo a queste manifestazioni»
(Gaetano Andrisani, premiato). «Già vedo una scatola... Vanni, non è
questa?? Dai, apriamo, eheheh, vediamo dove è scritto il nome!» (Elmi,
momento premiazioni). «E mi sdraiai per contemplare con maggior agio il
cielo amabile» (il consigliere Lieto, leggendo con aria ispirata un brano
del premiato Jesus Del Campo). «Allora! Caro Vanni! Dobbiamo continuare!
Perché stiamo per arrivare!» (Elmi). «Sono anche un po’ emozionato, se
faccio così mi trema la mano» (Giuseppe Cederna, premiato). «Io sono
felicissima di essere tornata a Gaeta, ma sempre per cose straordinarie,
culturali, bellissime!!» (Elmi). «Due vincitori che però ci fanno anche
pensare, alla fine» (Vanni Albano, esausto). «Allora io chiudo come se
fossi dentro al televisore. Non spegnete ancora perché sto per dirvi che,
signore e signori... (risatine in sottofondo) i nostri programmi per
questa sera sono terminati e arrivederci alla prossima edizione.
Buonanotte. Ah, no... il buffet! Il buffet!!» (Elmi).
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