LUDIK

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TMO WATCH

Il buono, il brutto,

il cattivo, il gatto

 

 

Luca Di Ciaccio

6 gennaio 2005

 

 

 

 

Miao. Dice che il servizio della telestreet gaetana in cui il Masaniello dell’etere Ciano intervista un tale Schiano, esponente locale del Nuovo Psi si è fatto notare. Soprattutto per il gatto. Cioè a me lo ha detto un amico, raccontando di quando una volta fece zapping da un film di Sergio Leone a TMO e ne restò illuminato. Dell’estetica televisiva di strada alla Ciano già sanno tutti: fisiognomica e iperravvicinata, telecamera a dieci centimetri dal soggetto, vocione da dietro, verismo in salsa paesana, divagazioni sui passanti (specialmente donne). Con quella faccia un po’ così: di uno che magari cita Leone senza saperlo, di uno che fa le inquadrature controluce per sbaglio. Ora immaginatevi l’intervista con questo tizio del Nuovo Psi o-quel-che-ne-rimane (si lo so, è ancora duro constatare come l’Italia sia l’unico Paese al mondo dove i socialisti stanno a destra). Primissimo piano, con fronte tagliata. Piazza del municipio di mattina. Nell’aria si perdono vacue parole sul vecchio problema gaetano dei cimiteri e della tassa sui loculi. Occhi sgranati sotto il sole invernale, leggera brezza. Viene da pensare che l’eterno dibattito sui cimiteri in fondo sia il dibattito che una città atrofica come Gaeta si merita, il problema numero uno ormai è dove sistemare i morti. Un gatto, solitario, comincia a miagolare lì accanto. Schiano cita nonsoquale commissione sui loculi. Battute sarcastiche. Gli spettatori sanno che non c’è scampo nelle interviste di Ciano, e infatti ecco che parte il colpo: tirata storica sui Borboni, sull’impero austriaco, le fosse comuni, pure un certo Amadeus che poi si scoprirà essere Mozart. Il gatto continua a miagolare. Forse non è attesa, ma solo decadenza. Anche ne “Il buono, il brutto, il cattivo” il mitico duello finale si svolgeva in un cimitero, alla ricerca di un tesoro, ora che ci penso.

 

E allora, siccome con questa storia della società dell’immagine dagli e ridagli sono riusciti a sedurmi, guardo la tv senza più riuscire a sentire nemmeno una parola, nemmeno Schiano che ci informa delle correnti dei neo-socialisti gaetani. Metto su la colonna sonora di Morricone. Spiaccico con la mano un ragnetto che si avventura di lato al televisore. Comincio a immaginarmi la sabbia polverosa sollevarsi ai lati della piazza. Schiano che si accende un sigaro. Ciano che estrae la pistola e spara al gatto.