LUDIK

» tmowatch

 

 

TMO WATCH

L'elettore gaetano medio

 

 

Luca Di Ciaccio

10 febbraio 2005

 

 

 

L’elettore gaetano medio (di destra? di sinistra? di comodo? non importa) si chiede quale sia la reale portata e l’effettiva utilità di quelle gigantesche colate di cemento e palazzi e appartamenti a non finire che sono nei nuovi piani urbanistici, approvati con smodata euforia dalla giunta Magliozzi. L’elettore giustamente ringrazia Tele Monte Orlando che gli permette di farsene un’idea attraverso la visione integrale del consiglio comunale, e nonostante la prepotenza e il malcelato fastidio di certi consiglieri di maggioranza, e attraverso degli accurati speciali di approfondimento (bellissimo quello dell’altra sera, col geometra in studio e la matita per spiegare le mappe paesistiche). L’elettore poi rimane un po’ sconcertato dal livello del dibattito istituzionale per temi importanti come questo, un clima di aggressioni febbrili e costipazioni moleste tra consiglieri, coi tempi di parola dell’opposizione a dir poco umiliati, che se fossimo ad un’ora di educazione civica alle medie ci sarebbe da bocciarli tutti. L’elettore, a questo punto, attende con ansia il discorso conclusivo del sindaco, per avere almeno qualche parola di conciliazione e di ragionevolezza sugli sviluppi futuri della città e sul rispetto tra parti politiche.

 

Dopodiché il sindaco Capitano Magliozzi parla, difende con inaudita veemenza il suo luminoso operato, teorizza la superiorità antropologica di Forza Italia e della sua maggioranza, blatera di imminenti e fantasmagorici tunnel sotterranei per eliminare il traffico, si rivolge alla sparuta e sgomenta opposizione urlando “i vostri voti non li voglio, i meriti me li devo prendere tutti io”, diventa paonazzo, punta il dito contro di loro indicandoli come demoni e disfattisti dello sviluppo cittadino (mi aspettavo aggiungesse anche “miseria, terrore, morte”, invece gli sarà sfuggito). L’elettore, incollato alla poltrona da cotanta foga, gli sente proclamare il progetto di far venire quanta più gente possibile a Gaeta, i trasferiti e gli emigrati, gli abitanti dei mille nuovi appartamenti e i turisti dell’estate, le enormi navi passeggeri e i soldati, campeggiatori, camperisti e campanari. “Io voglio che Gaeta si riempia di gente, mica come voi”. Bello, però. Ma l’elettore, in cuor suo, pensa: una volta fatta venire a Gaeta tutta questa gente qui, poi cosa diavolo si mettono a fare?