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TMO WATCH
Momenti di gloria
Luca Di Ciaccio
7 luglio 2005
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Immaginate che non ci
sia stata Tele Monte Orlando. Non tanto la televisione – coi suoi
programmi, le sue masaniellate, le sue siglette swing e le partite alla
domenica – ma che non ci sia stato tutto l’ambaradàn promozionale ed
entusiastico intorno a una città di provincia e alla sua squadra di
calcio. Immaginate che gli orlandones non avessero deciso, un paio d’anni
fa, di trasmettere quelle partitelle del Gaeta Calcio che non seguiva più
nessuno. Che pure il sindaco di Forza Italia (che da una decina d’anni non
è più un coro da stadio ma un partito) non si sia accorto che il consenso
passa anche per il pallone, e che il fratello imprenditore non abbia
deciso di comprarsi la squadra, e che lui non faccia altro che andare in
giro a sognare bombe del calciomercato e parlando come Biscardi.
Immaginate che non ci
siano stati i replay, le telecronache col fiatone di Erasmo Lombardi, le
interviste al mister Caneschi, le prime volte di un calciatore per
rivedersi alla tv, l’inno della squadra, una curva che ricomincia a
cantarlo, i microfoni buoni per registrarlo, il regista semi-professionale
a sistemare le inquadrature. Che la popolazione gaetana non abbia
cominciato ad appendere bandiere biancorosse alle finestre. Che uno non
abbia urlato “C’avite fa’ con Sky, venite alla partita”. Che per andare
allo stadio un pullman non sarebbe stato stretto, e non abbiano dovuto
prenderne dodici. Immaginate tutto questo e disponetevi a vedere i due dvd
sul “Gaeta Campione – il sogno biancorosso” realizzati dalla redazione
sportiva di TMO (costano 10 euro, e pare che nell’amena località tirrenica
vadano a ruba). Dentro c’è tutto in abbondanza: l’ormai leggendaria finale
di Coppa Italia Gaeta-Boville al Flaminio, vinta 6 a 4 ai rigori, gli
allenamenti, l’attesa, le interviste, i rigori della semifinale,
l’incredibile festa in piazza, pure il viaggio in pullman. Un ottimo
lavoro. Poi pensateci: quei bravi ragazzi del Gaeta Calcio l’avrebbero
vinta lo stesso la Coppa Italia? E noialtri saremmo stati tutti lì pronti
a commuoverci? E non serve cavillare, più che campioni d’Italia saranno
campioni del Lazio, e di quel girone loro, eccetera. E non serve
preoccuparsi: noi un anno fa scherzavamo sulla “squadra che andrà in
Champions League quando il Partito del Sud andrà al governo”, e ora già
tremiamo. Un’emozione è un’emozione, un gol è un gol. Come Nick Hornby nel
libro “Febbre a 90°”: “E poi il fischio dell’arbitro e tutti che
impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo e il
fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato
l’elemento cruciale in tutto questo, rende la cosa speciale: perché sei
stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi
fregherebbe niente del calcio?”. Immaginate che non ci siano stati,
nemmeno i dvd.
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