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L’altro ieri ero
all’Università, una lezione di Freccero – quello di “tiemmeo per metà di
strada e per metà situazionista”, per capirci – quando un ragazzo mi ha
chiesto se è vero che giù a Gaeta sia nata un’altra televisione. Ho
provato a rispondergli che in fondo a Gaeta potrebbe succedere di tutto ed
è come se non succedesse mai niente. Qualche voce di nuove e non
identificate emittenti, in verità, era arrivata anche a me. Conoscendo un
po’ l’ambiente, più che di concorrenza e di pluralismo mi pareva un odore
di dispetti tra comari. Fa la sua differenza, capirete. Pure dentro TMO
qualche volta si è rasentato il grottesco: come nel caso esemplare di una
vecchia tv locale di Mantova (raccontato da Aldo Grasso nel suo ultimo
libro “Il bel paese delle tv”) dove un socio anarchico, che aveva litigato
con gli altri, alla fine della propria rubrica staccava l’unica telecamera
a colori, di cui era proprietario, lasciando l’emittente in bianco e nero.
In ogni caso, nel
cono d’ombra gaetano, dovrebbero esserci una ventina di canali liberi,
forse di più. Altro che digitale terrestre, basta crederci. “La vita l’è
bella, basta avere l’ombrella”, come dicevano quelli .Ci permettiamo di
offrire qualche consiglio su possibili e assonanti acronimi, con cui
appellare nuovi promettenti broadcaster di retrobottega.
TMA: Tele Monti
Aurunci
TMC: Tele Mio
Capitano
TME: Tele Monte
Everest
TMI: Tele Mufloni
Irascibili
TMU: Tele Mosche
Urinarie
TMF: Tele Maneggi
Furbeschi
TMM: Tele Mari &
Monti
TMV: Tele Monte di
Venere
TNO: Tele Nazione
Oriunda
TPO: Te(le) Possino
Oscurà
PNO: Pecunia Non
Olet
TMT: ...nhaaa, non
suonerebbe bene.
Se il gioco vi
prende, potete provare in Rete col generatore automatico di acronimi
tecnologici, però in inglese. Meraviglioso questo paese. Come ci
appassioniamo alle stronzate noi, nessuno.
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