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TMO WATCH
La leva calcistica
di TMO
Luca Di Ciaccio
12 maggio 2005
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Erano dei dilettanti
e non ci credeva quasi nessuno. Al massimo, nelle pause caffè, ci si
chiedeva: ma che combinano quelli? Eppure quelli lì, in calzoncini e
maglietta, poco alla volta, si sono dati da fare, hanno lavorato sulla
tenacia e approfittato di un bel po’ di fortuna, continuato a fare quello
che sapevano fare, cercando di ottenere il meglio per sé e per i loro.
Sono sempre lì, e se la sono cavata bene. Quelli lì, quelli del Gaeta
Calcio, ora finiranno allo stadio Flaminio di Roma a giocarsi la finale di
Coppa Italia. Categoria promozione, vabbe’, ma da queste parti è un
risultato che suscita entusiasmi febbrili ed emozioni crescenti. Quegli
altri, quelli della telestreet TMO, li seguiranno con le telecamere e i
microfoni, convinti di essersi guadagnati una fetta di orgoglio e pure
qualche merito. Non fosse per loro, magari, stavamo ancora ad
appassionarci alle faccende della Juve, a Sky, ai video delle flebo.
Invece, volete
mettere, la semifinale col Torrimpietra, sul campo neutro di Velletri,
finita 5 a 6 per il Gaeta con ingegno, un po’ di culo, uno splendido
portiere e dei memorabili calci di rigore? Gol di qua e gol di là per
quattro volte, e poi fuori, e poi parato, e poi fuori, e poi traversa, e
poi i biancorossi gaetani rifanno gol, e poi il giovane portiere Fustolo
se ne esce con un’impeccabile parata. Vittoria, boato dei trecento in
trasferta, invasione di campo. E intanto la voce di Erasmo Lombardi,
telecronista ufficiale di TMO, raggiungeva eccitazioni e tonalità
impensate, “una cosa mai vista, mi sento morireee, sono erooooiii...”,
toni roboanti che salivano fino all’acuto e poi riscendevano giù per le
corde vocali, come un fiume in piena. “Davvero abbiamo impiegato qualche
giorno prima di recuperare le nostre facoltà nervose” commenterà poi, e
chissà come la racconta alla famiglia e ai colleghi di pattuglia. La sera
dopo, su TMO, già si invitava la popolazione a metter bandiere biancorosse
alle finestre, e si raccontava (ma sul serio) di “tutta una città che si è
bloccata”, manco fosse la finale dei mondiali. Inarrivabile nel suo genere
quel tale Giovanni detto “Marangone”, vecchia conoscenza da bar sport e
dirigente della squadra: “il comune sta organizzando decine di pulmi per
Roma, tutti gratis, e se vinciamo ‘sta coppitalia faremo parlare il
mondo!”. Mica male. I calciatori ci hanno creduto. Gli orlandones pure,
fin dall’inizio: la partita della domenica trasmessa alla sera fa ottimi
ascolti, la gente soprattutto va di nuovo allo stadio Riciniello a
vedersela, il mister Caneschi è ospite fisso del dopopartita, e quelli
della redazione sono diventati bravi a posizionare le telecamere e persino
a fare i replay. E soprattutto la squadra del Gaeta sta in cima alla
classifica. Saranno dei dilettanti, eccetto agli occhi dei fans, ma
complimenti. E’ pure da questi particolari che si giudica un
telestreettaro, no?
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