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TMO WATCH
Fateci sapere tutto
Luca Di Ciaccio
13 gennaio 2005
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Cari Antonio Ciano e
compagni orlandones superstiti, seguo la vostra televisione di strada
tutte le volte che posso, da un paio d’anni. Quando sono lontano da Gaeta
me la faccio raccontare, quando solo lì magari mi faccio anche prestare le
cassette. Per un certo periodo decisi anche che era giusto farne parte,
entrarci dentro, contribuire nelle mie possibilità. Poi, a un certo punto,
decisi che forse era meglio tornarne fuori, con le mie libertà e i miei
principi. E provare pure a studiarla meglio e tracciane una ricerca. In
fondo, sono stati fatti tanti errori, ma alcuni di noi ce l’hanno messa
tutta. Ma ho continuato a seguirvi, e preoccupandomi nelle ultime
settimane: quando lo schermo era sempre inesorabilmente buio. Un blackout
di TMO (e anche della vostra nuova concorrenza paesana), problemi tecnici,
stiamo lavorando per voi.
Martedì sera
all’improvviso siete tornati in onda, con una lunga e appassionante
diretta sul drammatico blackout che vi aveva colpito. C’era Lombardi che
illustrava i prodigi del nuovo impianto, mille euro di costo, spese divise
con l’altra tv concorrente di paese, siamo qui anche grazie ai tanti
piccoli contributi dei cittadini sul conto corrente. C’era Antonio Ciano
che ribadiva il rifiuto della pubblicità su TMO adducendo come esempio che
non sta bene, per dirne una, interrompere i succosi dibattiti del
consiglio comunale gaetano con gli spot del Dash. C’erano gli spettatori
che telefonavano, ed erano tanti, da ogni quartiere di Gaeta per
confermare la ricezione del segnale. C’era Armenio nelle inedite vesti di
imitatore (inarrivabile il dialogo tra il vero Ciano e il finto La Russa).
C’era Forcina, in voce e in corpo, che ironicamente temeva di aver portato
sfortuna lui: appare per la prima volta in tv, e il giorno dopo va via la
luce. C’era Oliviero che diceva che era meglio se il muratore mantovano il
treppiede invece di lanciarlo in testa a Berlusconi lo dava a TMO, “che ne
abbiamo bisogno”.
Vi ho seguito, e ne
sono rimasto coinvolto e rassicurato. Voi dite che questo è stato il più
lungo e grave blackout della vostra storia: bhe, è una cosa che fa
impressione. Ma ho pensato che il blackout più grave, in fondo, sia altro.
E quando ci si ferma non con i cavi e i fusibili, ma con gli stimoli e le
passioni. Quando si pensa di lavorare così bene che si smette di aggregare
persone nuove. O di confrontarsi, cercare nuovi linguaggi, nuove
rivoluzioni nei rapporti sociali e personali. Imperdonabile. Ma è già
successo, a TMO. Penso che su quello bisognerà lavorare, oltre che sugli
impianti: almeno per dare un senso a quel nostro sondaggio online nelle
ultime settimane (assolutamente non scientifico ma indicativo): quello
secondo cui, in quanto ad affidabilità nell’informazione a livello locale,
TMO rimane l’unico argine alla corrente vasta di apatia e disillusione
[*]. Fuori dal fortino del sistema mediale
italiano il mondo sta cambiando. C’è bisogno di dire qualcosa di nuovo, e
di dirlo alto e forte (vale anche per il network delle telestreet, o ciò
che ne rimane). Voi gaetani orlandones, so che stavate cercando nuove
forme di cooperazione, so che stavate costituendovi in Associazione
(l’avete fatto poi? e lo statuto? ce lo fate sapere?). Insomma, proprio
per la vostra solerzia nell’informare gli spettatori e i cittadini di
questo inquietante accadimento, come il blackout, vorrei stimolarvi a
continuare così. E non solo per quello.
[*]
Risultati sondaggio on-line sul blog tmowatch.
Quale medium di
informazione a livello locale ritieni più affidabile?
(53 voti totali)
- Stampa (quotidiani
Latina Oggi, Provincia, e altri): 13% (7)
- Siti internet: 9%
(5)
- Tele Monte Orlando:
38% (20)
- Tv locali di zona
(Lazio Tv, etc.): 0% (0)
- Nessuno: 40% (21)
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