LUDIK

» tmowatch

 

 

TMO WATCH

Centrosinistra

for dummies

 

 

Luca Di Ciaccio

16 dicembre 2004

 

 

 

Ah, il centrosinistra! Pensate che c’era una volta in cui il centrosinistra o-come-cavolo-si-chiama-adesso (la questione del nome si è perduta, come tutte le cose nel dibattito politico che sembrano decisive e ineludibili per un paio di giorni: l’altra volta su Repubblica a pagina 22 si chiamavano GAD e a pagina 23 Alleanza, per dire) governava questo Paese, e persino a Gaeta. Poi la storia rivelò molte insoddisfazioni e molte frustazioni, persino a Gaeta, e le cose cambiarono. La scorsa settimana nella diretta di TMO erano ospiti alcuni consiglieri di opposizione, dei Ds: si è parlato ancora della questione del cimitero (materia cittadina da decenni oggetto di far west e speculazioni, e ora pure di salatissime tasse comunali), ma anche di molti altri temi sul declino politico, culturale, economico della città. Quelli della Gaetana Alleanza Democratica (quei pochi rimasti asserragliati, insomma) se la sono cavati con un mea culpa sui loro errori di quando amministravano, e già che c’erano hanno incassato pure il (furbo) mea culpa del sindaco in carica, il quale messo alle strette dalle numerose telefonate di cittadini preoccupati dalla “tassa sui loculi” ha promesso una modifica del provvedimento. Dice Damiano Ciano, che conduceva la diretta, “forse per la prima volta la nostra tv ha assunto al suo compito di avvicinare i cittadini alle istituzioni nel concreto”. Altro che spot e società liquide, insomma.

 

Per una breve guida alle dinamiche politiche interne allo schieramento politico di centrosinistra e ai motivi per cui dobbiamo farcene una ragione, invece, vi basti questo frammento di discorso. Parole di Cosmo Lazzaro, segretario dei Ds Gaeta alla festa di Liberazione estate 2004, trasmesso da TMO: «Dobbiamo capire che ciò che caratterizza i partiti della sinistra sono le divergenze su alcuni punti e le convergenze su altri. Ma ciò che conta è trovare una soluzione, un compromesso. Per esempio, mettiamo che noi diesse vogliamo costruire un palazzo di cento piani. E Rifondazione invece ne vuole solo zero. Uno allora lì deve raggiungere un compromesso. Chessò, sui cinquanta piani». «Ah, ecco, però già vedo il consigliere dei Verdi che fa la faccia storta e protesta. Vabbe’». Cioè, dai, qualche progresso c’è.