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TMO WATCH
Il candidato al mercato
Luca Di Ciaccio
17 marzo 2005
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Meno male che
Antonio Ciano, anche se è candidato alle elezioni, anche se ogni tanto gli
tocca indossare giacca e cravatta, anche se con la messa a fuoco digitale
ancora combina guai, anche se manifestini perfidi con su scritto “vota
antonio” cicciano ovunque e nei posti più impensabili, comunque vada meno
male che Antonio Ciano non ha perso la sana abitudine di portarsi appresso
la sua telecamerina. La presentazione di Piero Marrazzo coi candidati
locali della sua lista e il giro al mercato di largo Paone a Formia che ne
è seguito, per esempio, è stato una visione formidabile nel suo genere (ne
parlo più diffusamente qui).
Dell’avversario
Marrazzo (ma lui preferisce “Marazzo” con una “ere” sola) Storace dice che
è stato scelto dall’Unione «facendo zapping. Il prossimo lo trovano su
“Porta Portese”». Però Marrazzo «è sempre stato dalla parte dei
consumatori, lo sanno tutti no?» afferma invece Ciano, filmando e
commentando le folle entusiaste e le massaie in subbuglio che, al
passaggio del candidato, hanno fatto impazzire l’ordinario mercato
formiano. Quando poi, giorni fa, ho visto Ciano e lui mi ha raccontato che
al giorno d’oggi la popolarità televisiva è un fattore importante nel
rapporto con la gente e pure con la politica, nel bene o nel male, allora
io gli ho risposto: “Ma parli di Marrazzo o parli pure di te?”. Insomma,
si capisce che la televisione è un’ottima scorciatoia per piacere al
popolo. E anche per il candidato ulivista Marrazzo che, a ogni stretta di
mano, a ogni strizzata d’occhio, a ogni attempato sbaciucchiamento, ripete
il suo refrain (simile a quello della sua famosa trasmissione televisiva
“Mi manda Rai3”): «Sempre dalla parte dei cittadini». Intanto però bisogna
fermarsi e rispondere, e lì non c’è scaletta di programma che tenga: una
signora ha il problema delle liste di attesa in ospedale, un’altra il
marito che l’ha lasciata e non paga gli alimenti, un’altra ancora la
pensione minima e le hanno aumentato l’affitto. Nessuno però come quel
signore che, raccontano le cronache, tempo fa fermò Storace e serio serio
gli chiese: «Presidente, perché non fa distribuire il Viagra gratis?». E
quello di rimando: «Perché me viene a costà troppo».
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