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TMO WATCH

Primarie alla gaetana

 

 

Luca Di Ciaccio

20 ottobre 2005

 

 

 

Stavano tutti in coda anche a Gaeta, per le primarie del centrosinistra. Ce lo ha fatto vedere la telestreet TMO, direttamente domenica: con un po’ di interviste il pomeriggio e la sera davanti ai seggi improvvisati e poi le informazioni sui risultati, arrivate a notte fonda. Ha spopolato Prodi anche qui, ovviamente, ma c’è stato pure l’exploit di Mastella che ha sfiorato il 30%. Si votava di fronte al bar Bazzanti, o vicino Tech o qualche metro dopo il bar Montreal sul lungomare, per chi avesse familiarità coi posti. I volenterosi orlandones non hanno fatto come i loro colleghi più organizzati dell’emittente satellitare Nessuno Tv, che praticamente hanno mandato la diretta del seggio, “Primarie Live Show”. Ma se la sono cavata bene comunque, meno ambiziosi ma ugualmente divertenti.

 

Ciano (prima il figlio diessino, poi il padre ex comunista borbonico e – sembra sembra – ora pure mezzo mastelliano) col microfono in mano, e pochi metri più in là gente in fila e politici che parlottano tra di loro. Molte le facce sorprese, quelle dei politici, di fronte a quel fiume di cittadini comparsi da chissà dove. “Ma sai che c’è, il problema è che noi la gente spesso la sottovalutiamo”, sospira un consigliere della Margherita. “Però io devo annotare che vedo strani movimenti”, nota (e non a torto) l’ex sindaco diessino. “Ma se degli elettori di centrodestra vengono qui a votare che dovremmo fare, cacciarli? E poi Gaeta è sempre stata una città di centro, dai tempi della diccì, no?”, dichiara ineffabile un esponente dell’Udeur. “Certo, non sarebbe male farle pure per scegliere il sindaco” butta lì quello di Rifondazione. “Però di quelle vere”, aggiunge un passante pignolo. Gli umori popolar-politici, d’altronde, vedevano di tutto là dentro: dai rumors delle ultime settimane che davano il tostissimo sindaco forzista già fra le pietose e accoglienti braccia mastelliane fino alle voci maliziose su truppe mastelliane di centrodestra all’opera nella domenica delle primarie e, per giunta chissà, perfino la figliola del sindaco a infilare serenamente la scheda nell’urna dell’Unione. Ma poi il seggio sulla piazza del paese era un bell’acquario pieno di gente vera: facce vere, gesti veri, parole vere, famigliole vere, con carrozzine e cani al seguito, anziani stanchi oppure combattivi, vestiti come ci si veste la domenica, magari trasandati, con le tute o le scarpe sbagliate. Insomma quella benedetta umanità vera, che sempre meno si vede in tv, in quella tv dove pure un evento da quattro milioni di votanti è stato derubricato a quarta notizia nel fondo dei tiggì. “Che ne pensi delle primarie?”. Risposte variopinte. “Favolose!”. “Ma a che servono ‘ste votazioni?”. “Ma non mi aspettavo mica tutti questi berlusconiani delusi, qui”. “Votare fa sempre bene, ora vado a pranzare tranquillo”. Beh, esiste ancora quell’umanità lì (infiltrati a parte, ma magari apprezzano pure loro).