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TMO WATCH
E' il cuore che vince
Luca Di Ciaccio
24 febbraio 2005
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Ci eravamo distratti
dalle faccende sportive gaetane, ma pare che il Gaeta Calcio (la squadra
che andrà in Champions League quando il Partito del Sud andrà al governo)
stia veleggiando verso vette inaspettate. È in testa alla classifica nel
girone di promozione, acciuffa gol al novantesimo nelle maniere più
fortunose e strabilianti, riesce persino a riempire gli spalti dello
stadio comunale come non si vedeva da tempo. La redazione sportiva di TMO
non è da meno in quanto a povertà di mezzi ma esaltazione di spirito: ogni
volta che vado a trovarli hanno sempre una novità da mostrare, “ma come,
non l’avevi vista questa?”, e via con montaggi sincronizzati, sigle tirate
a nuovo, replay istantanei, microfoni rivestiti di pelo, un saluto del
presidente del Coni.
“Una gioiosa
macchina da guerra” si potrebbe dire, non fosse che il termine porti
sfiga. Colui che ne regge le fila è sempre Erasmo Lombardi, e le sue
telecronache domenicali sono un ottimo esempio di come far convivere nello
stesso corpo il ruolo del tifoso e quello del cronista, cuore, pancia e
senza perdere troppo la testa. Perlomeno finché non il Gaeta non fa gol, è
lì diventa un irrefrenabile (ma non sguaiato) tutt’uno. L’urlo sfiatato di
Lombardi (uno che, per il resto della settimana, fa un mestiere assai
serio e tiene famiglia) sul pareggio del Gaeta contro il Pomezia al 96’ –
dopo una traversa, due tiri respinti sulla linea e un rigore
clamorosamente non dato per fallo di mano – è già diventato un cult dalle
parti del mediascape gaetano (“perché alla fine è il cuore che vince, è il
cuore che vince, fischia arbitro, fischiaaa!!...”, e robe così – tutto da
ascoltare).
Ma comunque nel
piccolo e derelitto sport gaetano si mantiene un certo livello di serietà.
Per dire, al mister Caneschi non capiterebbe mai di giocare in dieci senza
accorgersene come a Ciccio Graziani di “Campioni” durante Milan-Cervia.
Oppure agli orlandones non succederebbero mai gaffes come quella di Sky
per Udinese-Inter, che al 91’ si collega con San Siro per mostrare il
vantaggio del Milan e nello stesso istante finisce per oscurare il gol
dell’Udinese, con folle di interisti a imprecare. È evidente che il calcio
anticipa e condensa molte euforie e molte brutalità del sistema
televisivo, e forse si gioca qui la differenza tra la telestreet gaetana e
il resto della tv, due modi e due mondi: di là un meccanismo degenerato,
dopato e che si autoalimenta delle sue risse e delle sue moviole, di qua
un sistema ancora a livello umano, fonte di aggregazioni sociali, forse
sfigato ma di sicuro più divertente. In mezzo, Lombardi col fiatone.
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