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TMO WATCH
Invisible cibele
Luca Di Ciaccio
27 gennaio 2005
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Il bello dei libri
di Palahniuk è che a leggerli si scoprono sempre delle cose formidabili
(non avete mai letto Chuck Palahniuk? Be’ fatelo). Nell’ultimo – “Ninna
Nanna”, storia di case infestate, ecoterroristi, necrofilie e di un’antica
nenia africana la cui sola lettura uccide chi la ascolta – per esempio si
racconta quella storia agghiacciante per cui tutte le risate che si
sentono nelle sit-com e nei programmi televisivi sono state registrate
negli anni Cinquanta, e dunque quelli che sentiamo ridere oggi sono quasi
tutti morti. In un altro dei suoi folli, trasgressivi e cinici romanzi,
intitolato “Invisible Monsters”, ad uno dei protagonisti viene in mente
questo folgorante pensiero: “Non pensate che in qualche modo la
televisione faccia di noi Dio?”. Suona strano, vero? Ma vuol dire che
quando ci mettiamo a fare zapping alla tv possiamo vederci dentro
chiunque. Pensate solo a tutti i telefilm, i grandifratelli, le
viteindiretta. Su ogni canale c’è una vita differente, e cambiano ogni
ora. La sensazione è quella di poter guardare il mondo intero senza che
lui lo sappia. E – dice sempre uno di quei surreali personaggi di
Palahniuk – se crediamo di essere davvero dotati di libero arbitrio,
allora sappiamo che Dio non può controllarci veramente. E dal momento che
Dio non può controllarci si limita a guardare e cambiare canale quando si
annoia. «Quello che voglio dire è che forse la tv ti rende Dio, e potrebbe
essere che noi non siamo altro che la televisione di Dio». Perbacco.
Ammesso e non
concesso che ci sia spazio, nella tv attuale, per ciò che nasce
all’esterno del carrozzone tv, per la realtà delle cose e degli uomini e
non per la solita monezza autoriprodotta. Muble, muble. E casomai ci fosse
un dio lassù e volesse dare un’occhiata a noi gaetani, allora che fa, si
mette a guardare TMO per un paio di giorni? E della Cibele di Gaeta (qualunque-cosa-essa-sia),
venduta un secolo fa al “famoso proprietario della birra danese”, oggetto
di un’accorata diretta con Ciano e il prof. Cardi, cosa ci consiglierà di
farne? Non sarà mica meglio lasciarla dove sta?
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