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TMO WATCH

La vendemmia

 

 

Luca Di Ciaccio

29 settembre 2005

 

 

“Dal ribollir dei tini / va l’aspro odor dei vini / l’anime a rallegrar”, come diceva il poeta. Oppure: “e come è bella l’uva fogarina, e com’è bello saperla vendemmiar, a far l’amor con la mia bella, a far l’amore in mezzo ai prà”. E per rimanere in linea con le usanze di stagione, ieri sera il Masaniello dell’etere Ciano (insieme al suo fedele vice-Masaniello Luigi Sapone, più o meno un sosia del glorioso Luigi Necco del vecchio 90° minuto) ha portato per mano i suoi telespettatori in un lungo reportage sulla vendemmia dalle parti di Velletri.

 

Ora, la vendemmia della prestigiosa ditta Ciccariello (raccomandata perfino da Mario Merola) è anche una cosa interessante e che sicuramente appassiona le masse gaetane più dell’Isola dei famosi. E qui si apprezza molto l’idea di condire lo stile da “Linea verde” dei poveri con quel tocco di reality paesano che non guasta mai, come le confessioni del signor Ciccariello sulla sua infanzia difficile e sulle traversie per chiedere la mano della bella ragazzina campagnola che diventerà sua moglie. Confessioni che Ciano rivela di aver estorto con l’escamotage di “nascondere la telecamera” (ma chi gliele insegna queste cose? Davide Parenti delle Iene? Lo staff di Kate Moss?). E si apprezzano anche le prediche sul self-made-man del borgo, il rapporto idilliaco con la classe operaia e contadina, l’incoraggiamento ai giovani a non mollare, eccetera. Alla fine ne esce pure qualche accenno a tematiche di notevole importanza, tipo la crisi dell’agricoltura e il rapporto iniquo dei produttori. Però. O gli orlandones – umili operai nella vigna del mediascape – si decidono ad accorciare la durata di certe loro trasmissioni, che sembrano le serate di Sanremo della gloriosa era Baudo, oppure le prossima volta me lo forniscono loro un kit di droghe pesanti per resistere sveglio e interessato fino alle due di notte con cose tipo la ribolittura del mosto o il gioco delle pignatte.