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TMO WATCH

Senso del reality

 

 

Luca Di Ciaccio

29 novembre 2005

 

 

La persona coi capelli bianchi più somigliante al Masaniello dell’etere gaetano Antonio Ciano che mi sia capitato di incontrare ultimamente è Umberto Pizzi, leggendario paparazzo di Dagospia e delle notti romane. La narrazione vorace e verace della realtà sbracata, il suo occhio amorevole, cattivo e autentico, la giustificazione teorica nel “faccio quel che faccio come denuncia politica e sociale”. Tutto questo lo rende somigliante al Ciano più schietto visto tante volte sulla telestreet gaetana. Il verismo paesano, un tantino naif e quasi antropologico di certe processioni della Madonna e di certe feste di piazza viste su TMO pare tremendamente somigliante all’impietoso occhio di certi reportage “Cafonal” con l’italico vippame come protagonista. D’altronde non si sbaglia ad affermare che TMO ha rappresentato, in questi anni, una grande opera di narrazione della realtà gaetana, come certi libri lo sono stati negli anni Sessanta e certe gazzette cittadine nell’Ottocento. Se qualcuno, un giorno, vorrà capire qualcosa dell’Italia di inizio duemila farà bene a vedersi certi Cafonal di Pizzi su Dagospia, e se vorrà limitarsi a Gaeta, invece, gli basterà rivedersi certi reportage di Ciano sulla tv di paese.

 

Poi però il problema è sempre vedere l’effetto che fa. Magari capiterà un giorno agli orlandones qualcosa di simile a ciò che è successo, poche settimane fa, in una puntata di Report su Rai3. Si è visto un senatore di Forza Italia, che fa anche il sindaco del suo paese, Ferriere in provincia di Piacenza. Quelli di Report gli hanno chiesto come aveva fatto il suo comune ad avere così lauti contributi dal Ministero dell'Ambiente. Lui ha risposto serenamente che le pratiche avevano seguito l'iter ordinario, domande, moduli, funzionari. Poi, convinto che telecamera e microfono fossero spenti, proseguiva dicendo all'inviato: “Ma tu pensavi che io ti dicevo le cose vere, ma che, sei matto?”. Ho aspettato per vedere l’effetto che faceva, questa cosa vista a Rai3. Per ora, niente. In compenso, la settimana scorsa su TMO si è visto un drammatico consiglio comunale gaetano investito dalla protesta dei lavoratori di una fabbrica a rischio licenziamento. A un certo punto il nostro sindaco, il forzista Magliozzi, con grande senso del reality, in piedi sullo scranno più alto, ha riposto al telefono, erano quelli della Panapesca e lui ha cominciato a farci la trattativa sindacale in diretta, davanti a tutti e col cellulare all’orecchio. Nel frattempo il presidente dell’assemblea, uomo all’antica, tentava di leggere l’ordine del giorno. E il pubblico vociante, “statte zitto, facce sentì”. Ciano stava lì, manco a dirlo, e ha ripreso la spettacolare scena. Staremo a vedere, casomai, l’effetto che fa.