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TMO WATCH
On the beach
Luca Di Ciaccio
30 giugno 2005
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Sudo molto, bevo
molto e aspetto che passi. Sopratutto cerco di non guardare troppa
televisione e molti telegiornali: non so se per colpa delle onde
elettromagnetiche o per colpa del tono ansiogeno di quei servizi e
titoloni sul caldo sterminatore, ma insomma pare che la tv mi faccia
sentire ancora più caldo. Ha ragione Michele Serra quando dice che «”Morto
di caldo dopo avere appreso da un telegiornale che si muore di caldo”
sarebbe un doveroso ritocco alla titolazione esagitata dei notiziari». Non
guardo nemmeno le mitiche previsioni del tempo il venerdì sera su TMO,
sebbene sono sicuro mantengano un tono amabile e morigerato.
Piuttosto sarei
curioso di rivedere il Masaniello dell’etere Ciano di nuovo a ciabattare
su qualche spiaggia gaetana: come quella volta che decise di immolarsi
all’altare della verità sul (sempre altalenante) stato di salute delle
acque del Golfo, e in una mattina del luglio 2003 (giacché ricordata come
la stagione più torrida degli ultimi duecento anni) immerse i piedi nelle
acque appiccicaticce e drammaticamente mucillaginose della spiaggia di
Serapo, uscendone ben preoccupato. O come nei mitici reportage
on-the-beach: sulla spiaggia del lido Sirio tra tanga e cocomeri e meloni
a esclamare “Che belle fette! Fette-fette per tutti!”, oppure una domenica
all’alba sull’arenile delle Scissure, tra i postumi di un rave-party e
quasi inseguito da due nudisti inferociti. E quanti passaggi memorabili:
dalle burinissime zuppe di pesce del leggendario Pauluccio Patatè fino
all’atmosfera sorbetto e brioche nel salottino (rigorosamente
climatizzato) radical-chic del Sirio. Ah, la dolce pigrizia del sempre più
spiantato turismo gaetano ai tempi della tv stradaiola. Marc Fumaroli in
un libro intitolato “Lo Stato Culturale” scrisse che «La televisione e il
turismo di massa sono le due mammelle di questa esistenza neo borghese. La
televisione è turismo di massa sul posto, il turismo una televisione in
movimento». Mi sono chiesto se li fanno ancora quei televisorini da
spiaggia.
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