LUDIK

» tmowatch

 

 

TMO WATCH

Aspettando Marrazzo

 

 

Luca Di Ciaccio

31 marzo 2005

 

 

Adesso alle elezioni manca poco, e insomma le cose si fanno serie. Il “brigante candidato” Ciano si dedica più al ciclostile che alla tv (meglio così, forse), ma può darsi che faccia passare la sua strategia di marketing elettorale per vie più sottili: l’altra sera è stato fino alle due di notte in una specie di balera di periferia a riprendere una gara di balli cubani. In confronto a tutto lo spettacolo di clamore, urla, furberie, manifesti surreali, cene mastodontiche, risvolti politici, si può dedurre che la campagna elettorale dalle parti del rione Montesecco sia tutto sommato abbastanza sobria. E se qualunque candidato ha un comizio da mandare, in linea di principio non si rifiuta (tanto non arriva quasi nessuno, finora).

 

Comunque Marrazzo è stato a Gaeta mercoledì scorso, giorno di mercato (si sa, è sempre un’occasione propizia per il contatto con l’elettorato). Infatti, tra le cose migliori viste in questi giorni su TMO c’è il video (breve ma intenso) “Aspettando Marrazzo”. Girato proprio mercoledì da un ragazzo molto giovane e molto in gamba, Pio Di Mille, mentre dalle parti del mercato si aspettava con ansia l’arrivo del candidato dell’Unione. Il quale però si è presentato con due ore di ritardo, a bancarelle ormai sbaraccate e massaie già fuggite a preparare il pranzo. Conversazioni origliate e facce contrite. «Ma come è possibile che si sono persi, quelli c’hanno il navvigator!». «Pronto, pronto, dove siete?». E’ il giorno della Mussolini riammessa, magari sarà a giubilare. «Si però io ho devo andare a mangiare, a stomaco vuoto non posso parlà». Si fanno l’una e mezza, e Marrazzo non viene. «Eh, poveretto, è che lui gira così tanto». «Mannaggia, se ne sono andati tutti alle case loro». Poi Marrazzo arriverà, in orario già antimeridiano, scusandosi per gli impegni accavallati, stringendo le poche mani fedelmente in attesa, e concedendo pure la sua brava intervista al candidato Ciano e alla troupe di orlandones. Ma poiché il climax dell’attesa, abilmente montato dal giovane Pio, è insuperabile, non volendo sorbirsi l’anticlimax si è spenta la televisione prima che parlasse Marrazzo.