Ludik

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Tmo watch/ L’isola di Patatè

La ripetitività in televisione paga. Prendete Alba Parietti: anni che canta Etienne strusciandosi contro una sedia, e improvvisamente sembra di essere di nuovo giovani. E magari lei sarà pronta a giurare e puntualizzare di come, durante il suo strusciamento canterino, la curva (dell’audience) sia salita. Deve avere subodorato questa tattica anche il Masaniello dell’etere su Tmo…

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Tmo watch/ Ciano santo subito

Guardo su Tele Monte Orlando la processione della Madonna protettrice della contrada Longato, residuo di antiche tradizioni di fede contadina e usanze rurali, e non mi viene in mente nessuna crisi mistica o deriva teo-con. Ma, per dire, sorrido quando Antonio Ciano (lui che una volta richiamò le sue influenze politiche nel “socialismo con influenze cristiane…

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Tmo watch/ Veline de noantri

Sulla telestreet gaetana dove, alle nove di sera e a giorni alterni, è stata appena inaugurata una nuova versione della solita “Rassegna stampa”. Prima c’era solo l’infaticabile Masaniello dell’etere Ciano a declamarla, sul banco del suo negozio o sul cofano del furgoncino o sul tavolo degli studios, come capitava. Notizie spiegate al popolo, mescolando le cronache…

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Tmo watch/ Il polipo si cuoce nella sua acqua

Tele Monte Orlando, la prima tv di strada gaetana e forse italiana, comincia a preoccuparsi e forse pure a montarsi la testa. C’è gente che ci impiega tempo e risorse, oltre al fondatore Ciano, ci sono le bollette da pagare nello studio, spuntano le prime pressioni politiche, e pure qualche rivalità di palinsesto. Non mancano tuttavia…

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Tmo watch/ Lezioni di storia

Questa è la società dell’apparire, va bene. Ma avete presente come appare Antonio Ciano sulla sua TMO? Prendete una puntata qualsiasi delle sue interviste in giro per le strade e le campagne di Gaeta e dategli un’occhiata, nei non frequentissimi casi in cui decide di apparire davanti la telecamera (o semplicemente quando trova qualcuno così gentile…

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Tmo watch/ I fetenti

Mica facile, presentare libri in tivù. Sulla rete ammiraglia della tivù di Stato per un compito così arduo e ingrato hanno addirittura dovuto chiamare Gigi Marzullo. Figuriamoci sulle tv locali, di strada e pure un po’ abusive. Per nulla scoraggiato dal tanto decantato obiettivo di “portare la cultura in tv”, un po’ come fosse l’Alain Elkann…

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