Ludik

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I fiori e le torri

Piove da sei giorni e potrebbe piovere per altri sei. I nuovi grattacieli di Milano sono stati tirati sù dove prima c’erano dei terreni abbandonati, lasciati lì dal retrocedere di un chilometro della vecchia stazione, spesso riempiti dalle carovane degli spettacoli circensi. Sono uno affianco all’altro, una dozzina di torri possenti, acciaio e vetro e cemento….

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Abiti da lavoro

La classe operaia forse non è andata in paradiso, si è solo ben posizionata nelle viscere di Mas, i vecchi grandi magazzini nel multietnico quartiere romano dell’Esquilino, a due passi dalla stazione. Nel reparto “abiti da lavoro” trovo, a prezzo di saldo, cappelli da cuoco, divise da infermiera coloratissime che i giovani acquirenti modaioli dovrebbero collezionare…

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Il vintage dei poveri

Quasi inconsapevolmente l’occhio registra la smisurata offerta di immagini che la città produce ogni momento: case, strade, macchine, alberi, vetrine e cemento, e soprattutto la gente, che sembra folla anonima e invece è un fiume che si separa in migliaia di rivoli e si modifica di continuo. E poi le cose, le cose abbandonate a…

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Compro oro

Agli angoli delle città impoverite si moltiplicano le insegne dei “compro oro”. A Catania ne ho vista una enorme campeggiare da un balcone all’altro di una strada del centro, fatta tutta di lampadine come per la festa del patrono, come un’ultima offerta di salvezza, un’esca ingannevole per noi agganciati come un’orata all’uncino fetido della crisi,…

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Una domenica all’outlet

Dopo aver parcheggiato e attraversato l’arco di accesso, davanti ai primi edifici dall’aria vagamente augustea, mentre intravedevo i negozi, i colori pastello delle facciate, le insegne luccicanti, gli oggetti di design stile newyorkese, e laggiù il bar uguale a quello dell’autogrill, in quel momento ho pensato che forse non sarebbe una cattiva idea venire a vivere…

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Al Biondo Tevere e altri ipermercati

Domenica scorsa, giornata di pioggia, ci svegliamo tardi e un po’ frastornati, decidiamo di andare a pranzare “Al Biondo Tevere”. Subito dopo via del Porto Fluviale e il massiccio ponte della ferrovia la via Ostiense sembra assumere dei connotati diversi. La sagoma del gazometro si staglia grigia nel grigio delle nuvole. I Mercati Generali appaiono ancora…

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