Ludik

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Un metrò chiamato desiderio

Anvedi, che meraviglia, ma è aperta davvero, com’è nuova, com’è precisa, com’è bella, anzi bella forse no però viaggia, e de che te lamenti. Sempre interessante osservare la stupefazione dei romani di fronte alle cose nuove, l’espressione di sorpresa mista a incredulità per essere costretti a sospendere, seppur momentaneamente, il perenne stato di scazzatura e indignazione…

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Il contagio delle periferie

La tangenziale è un arcobaleno di cemento. Le automobili la percorrono come dischi nello spazio, in una nuvolosa domenica d’autunno senza partite. Le mura aureliane sono alle nostre spalle, come il centro storico dei turisti e dei souvenir, i cancelli del vecchio scalo merci chiusi e arrugginiti come in un vecchio incubo atomico, ma è solo…

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Il serpentone

Di Corviale si sente parlare come di un’oggetto siderale, mitologico. Un’astronave atterrata nel mezzo della campagna romana, ai confini estremi della città, carica di utopie andate a male. Un palazzo enorme che era già rovina al momento della sua inaugurazione. Lungo un chilometro, altro nove piani, popolato da 4500 abitanti, progettato da un’equipe di 23 architetti, costruito…

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Dall’altra parte della città

Quando arrivi a Roma capiti in quartiere e quello diventa subito il tuo sguardo sulla città, il punto da cui misuri tutte le distanze, il centro del tuo universo. E cominci a spostarti nei quartieri vicini, poi azzardi un passo più in là. Ci metti anni ad arrivare, prima o poi, per caso o per sbaglio…

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Borgata Dubai

Manhattan Caffè, Terry Bell, Las Vegas, Royale, Dubai Palace, Royale, Punto Otto, e soprattutto Dubai Cafè. Sfilano dal finestrino della macchina le enormi insegne al neon che illuminano la Tiburtina, verso il sacro raccordo e oltre, come lampade magiche nella notte dei disperati. “Walter Siti per scrivere l’articolo qui ce viene col pischelletto, c’ha le porte aperte”. Stefano Ciavatta…

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Grande Raccordo Anulare

Per i romani il Grande Raccordo Anulare non è solo la strada che abbraccia la città, ma un’esperienza. Si sta come lancette dentro un orologio che passano e ripassano per gli stessi punti, tra un pino romano e uno sfasciacarrozze e un cedro del libano, come in una sinfonia di Respighi. E “sarebbe interessante capire poi dov’è…

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