Ludik

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Il bello, il terribile

C’è un Italia fatta di alberi che sta al centro di una distesa incantata e invisibile, chiamata Pian Grande, una prateria di semi ostinatamente piantati e di fiori bellissimi già seccati prima del raccolto, che sta al centro della linea di faglia che continua a far tremare l’Appennino, che sta al centro dell’Italia, che sta…

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Il paese che non c’è più

Non ho sentito la scossa. Al risveglio arrivano gli “stai bene” sul telefono e “il mio paese non c’è più” che un sindaco dice alla televisione, negli occhi stropicciati dei giornalisti buttati già dal letto. Primi e semplici cittadini ripetono questa frase, così semplice e così atroce da capire. Come fa un paese a non…

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Gibellina viva e morta

Arriviamo a Gibellina Nuova sotto un sole che non fa prigionieri. Vaghiamo sigillati nell’aria condizionata dietro gli sportelli dell’auto cercando inutilmente un centro, una piazza, un cardo, un decumano, una cattedrale, un bandolo della matassa. Ma bisogna scendere, perché Gibellina è un quadro in cui puoi camminare dentro, vagando dentro piazze geometriche, monumenti di cemento armato,…

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Tornare all’Aquila

Mentre cammino per le strade dell’Aquila penso sempre “che peccato non esserci stato prima”. Doveva essere bello il centro dell’Aquila prima di quel terremoto. Con i negozi, i bar eleganti e quelli col giornale locale sopra il frigo dei gelati, le mercerie con le commesse anziane, qualche grande catena d’abbigliamento come in città, con le famiglie…

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Vivere col terremoto

Come avete visto, è un attimo. Venti secondi e non resta più niente. Delle vite, di una popolazione, dei bambini da crescere e dei vecchi con le loro memorie da custodire, dei palazzi antichi e dei condomini di recente fabbricazione, delle città e dei paesi. Macerie, sguardi persi, sirene. Distese di tende blu, chissà per quanto…

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