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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL DEPUTATO SESA AMICI
(PD) AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E COMUNICAZIONI CLAUDIO
SCAJOLA SUL "CASO TMO"
Camera dei deputati, agosto 2008
Al ministro dello Sviluppo Economico
per sapere - premesso che:
in Italia non esiste un piano nazionale
delle frequenze e che la normativa in materia di radiotelevisioni (c.d.
Legge Gasparri) ed il sistema di assegnazione delle frequenze, è stato
ritenuto dalla Corte Europea, contrario alle norme comunitarie perché
viola i principi di obiettività, trasparenza e non discriminazione;
le telestreet sono micro emittenti
televisive che trasmettono il segnale televisivo, in una ristretta area
di copertura, occupando il "cono d'ombra" delle frequenze televisivi
principali, senza però creare alcun disturbo alla corretta ricezione dei
canali tradizionali;
le attività di trasmissione vengono
solitamente promosse da associazioni, gruppi di persone o singoli
cittadini che utilizzano lo strumento televisivo a fini di utilità
sociale e aggregativa, senza scopo di lucro e senza far ricorso a spot
pubblicitari, con il solo fine di promuovere dal basso un informazione
partecipata;
il Gip del Tribunale di Ancona con
ordinanza del 1 marzo 2005 ha deciso per il proscioglimento in
istruttoria della Disco Volante Telestreet, chiusa con sigilli del
Ministero delle Telecomunicazioni per reato di esercizio di trasmissione
abusiva in assenza di autorizzazione o concessione, motivando che
trattandosi di emittente televisiva a cortissimo raggio, deve ritenersi
esente da autorizzazione o concessione, in quanto trasmette sfruttando
un cono d’ombra nello spettro delle frequenze, senza creare alcuna
interferenza ad altre emittenti o segnali;
recentemente il Tribunale di Gaeta ha
emesso un’ordinanza per il caso Telemonteorlando, telestreet che dal
2001 diffonde interrottamente le attività culturali e le notizie del
territorio del Comune di Gaeta sul canale 42 UHF, che non veniva
utilizzato da nessun’altra emittente, ordinando alla società Gtv-Cps di
Pomezia, che vantava una presunta autorizzazione ministeriale sul canale
medesimo, il reintegro immediato della frequenza televisiva 42 UHF
all’Associazione Tmo e l’eliminazione di ogni interferenza;
oggi operano nel Paese centinai di
telestreet e il fenomeno, che va sempre più diffondendosi, necessita di
una regolamentazione per evitare che le autorità preposte intervengano
per far chiudere tali emittenti, creando situazioni di disagio e anche
di limitazione delle possibilità di espressione, -
se e quali iniziative intenda
intraprendere al fine di garantire il sereno esercizio del diritto alla
liberta di pensiero e di informazione, in linea con l’art. 21 della
Costituzione e con la normativa comunitaria;
se e quali iniziative intenda adottare al
fine di colmare il vuoto legislativo in materia e affinché si evitino
altri casi come quelli sopraccitati, volte a stabilire i criteri con cui
concedere le autorizzazioni e far si che le frequenze libere in ambito
locale risultanti dalle zone d'ombra nell'irradiazione di segnali
televisivi possono essere utilizzati, su base non interferenziale da
associazioni senza fini di lucro che abbiano le caratteristiche di
fornitori di contenuti audiovisivi.
RISPOSTA NEGATIVA DEL GOVERNO: "NO A
LEGITTIMAZIONE TV DI STRADA"
Camera dei deputati, ottobre 2008
L’On. Sesa Amici si è
dichiarata insoddisfatta della risposta che oggi il Governo ha dato in
VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati, all’interrogazione
parlamentare riguardante le tv di strada di cui è firmataria. Il
capogruppo del Pd in I Commissione ha chiesto al Ministro Scajola «quali
iniziative intendesse intraprendere al fine di garantire il sereno
esercizio del diritto alla liberta di pensiero e di informazione, in
linea con l’art. 21 della Costituzione e con la normativa comunitaria e,
in particolare quali misure intendesse adottare al fine di colmare il
vuoto legislativo in materia». «Nonostante le telestreet siano emittenti
televisive no-profit con finalità sociali e culturali, che promuovono
dal basso un informazione partecipata e nonostante le recenti sentenze
che si sono pronunciate contro i sequestri amministrativi delle
televisioni di strada, il Governo - dichiara l’on. Amici - non ritiene
necessario un intervento riguardo la loro legittimazione. Anzi ritiene
di riconsiderare il fenomeno, in termini di maggiore frequenza di
intervento da parte delle Autorità competenti attraverso provvedimenti
restrittivi nei loro confronti. È singolare come le televisioni di
strada, che non utilizzano affatto le frequenze, bensì i loro coni
d’ombra, non interferendo quindi con le frequenze utilizzate dagli
operatori autorizzati e che quindi non intaccano assolutamente nessun
diritto reale, vengano chiuse, mentre altre situazioni palesemente in
contrasto con le leggi dello stato, come per l’uso delle frequenze da
parte di Rete 4, che da tempo dovrebbe trasmettere via cavo, restano
senza alcuna sanzione. Di fronte ad un “vuoto legislativo” - continua l’on.
Amici - deve prevalere il principio costituzionale della libertà di
espressione, garantito ad ogni cittadino dall’art. 21 della
costituzione».
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