RASSEGNA STAMPA TMO

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» TMO WATCH: La telestreet gaetana e l'ultima antenna

VIDEO: conferenza stampa di Tmo sul possibile oscuramento del 31/01/08
e blitz sulle antenne di Monte Orlando del 01/02/08 (golfotv.it)

 

» COMUNICATO DI TMO: "NON SIAMO SPENTI, CI HANNO OSCURATO" - APRILE 2008

» LA SENTENZA SUL CASO TMO/GTV DEL TRIBUNALE DI GAETA - 30/07/2008

» L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL DEPUTATO AMICI (PD) - AGOSTO 2008

 

 

Latina Oggi - 10/08/2008
Il sindaco difende la telestreet. "Tmo, un bene inestimabile"
di Teresa Di Maio

 

Su Tmo il sindaco di Gaeta Raimondi non ha dubbi, «si tratta di un bene inestimabile». «La telestreet - dichiara - è una grande possibilità di vedere cosa succede a Gaeta». Così il primo cittadino interviene in merito alla sentenza sulla telestreet più seguita in città. «Sono molto soddisfatto dell'esito del processo che ha visto coinvolta la nostra telestreet Tmo: la sentenza del giudice Russo è una pietra miliare dal punto di vista giurisprudenziale che farà scuola in tutta Italia. Ringrazio l'onorevole Sesa Amici per l'interrogazione parlamentare: ha dimostrato una grande sensibilità verso questa vicenda e nei confronti del diritto di espressione sancito dall'articolo 21 della Costituzione. La città intera è molto legata a Tmo perché rappresenta la grande possibilità di vedere cosa succede in città a tutti i livelli: sociale, culturale e politico. Tele Monte Orlando è un bene inestimabile e mi auguro che presto sul canale 42 potremmo rivedere la nostra tv con i volti di sempre. Sono persone che hanno fatto del servizio alla città un motivo di vita: per questo l'amministrazione è riconoscente per la loro dedizione. Per ultimo, ma non meno importante, sono vicino al presidente dell' associazione Tmo, Erasmo Di Perna, che ha dovuto subire, pur stando nella legalità, pressioni non indifferenti. Sono personalmente solidale con lui e gli rinnovo la mia stima e riconoscenza per il suo servizio molto apprezzato in città».

 

 

Il Tempo - 08/08/2008
Telestreet, dopo il caso pontino interrogazione di Amici a Scajola
...

 

Il caso pontino inquadrato come la classica goccia che fa traboccare il vaso. L'onorevole Sesa Amici ha presentato un'interrogazione al ministro dello sviluppo economico e delle comunicazioni, chiedendo di chiarire cosa sta accadendo attorno alle telestreet, le emittenti che trasmettono in una ristretta area a fini soprattutto di utilità sociale e aggregativi, affinché vengano fissate regole certe. L'esponente del Pd ha ricordato al ministro Claudio Scajola che «recentemente il Tribunale di Gaeta ha emesso un'ordinanza per il caso Tele Monte Orlando, telestreet che dal 2001 diffonde interrottamente le attività culturali e le notizie del territorio del Comune di Gaeta sul canale 42 UHF, che non veniva utilizzato da nessun'altra emittente, ordinando alla società Gtv-Cps di Pomezia, che vantava una presunta autorizzazione ministeriale sul canale medesimo, il reintegro immediato della frequenza televisiva 42 UHF all'Associazione Tmo e l'eliminazione di ogni interferenza». Amici ha quindi chiesto al ministro «quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire il sereno esercizio del diritto alla liberta di pensiero e di informazione, in linea con l'articolo 21 della Costituzione e con la normativa comunitaria, quali iniziative intenda adottare al fine di colmare il vuoto legislativo in materia», al fine di evitare altri casi come quello di Tele Monte Orlando.

 

 

Latina Oggi - 03/08/2008
Si riaccende Tmo
di Brunella Maggiacomo

 

Si riaccendono i riflettori su Tmo. Il processo civile si è concluso, ed ha visto la famosa e seguitissima tv di strada avere la meglio sulla Cps -Ctv. L'esito della causa civile intrapresa dall’emittente contro la CPS-GTV audiovisivi di Pomezia, è stato depositato dal Giudice Monocratico del tribunale di Gaeta Beniamino Russo il venerdì presso la cancelleria del palazzo di giustizia gaetano. Il giudice al termine del processo, ha ordinato alla G.T.V. audiovisivi s.r.l. di «reintegrare immediatamente, pena l'esecuzione forzata, la ricorrente associazione TeleMonteOrlando nel possesso della frequenza televisiva 42 UHF, eliminando ogni opera idonea a creare interferenze con le trasmissioni, da parte di quest'ultima, sul canale medesimo». Immediata la reazione di soddisfazione da parte della dirigenza di Tmo, che era stata oscurata da mesi. «L'Associazione TeleMonteOrlando - si legge in una nota ufficiale ringrazia in primis i propri legali Enrico e Giovanni Duratorre per aver condotto in maniera superba e con grande professionalità la causa in oggetto, che con la descritta ordinanza si avvia a costituire una pietra miliare nel confuso e lacunoso panorama delle leggi che regolano l'emittenza televisiva nel nostro paese; ringrazia altresì tutti i cittadini che le sono stati vicini sin dal momento in cui la GTV audiovisivi, tramite il segnale di Europa TV, ne ha interrotto le trasmissioni e ringrazia in particolare tutte le persone che hanno assistito in massa alle udienze del processo; ringrazia i propri Soci per aver sostenuto con atti concreti, anche nelle more del periodo di forzata inattività, dimostrando spirito di attaccamento alla medesima nell'interesse esclusivo, come sempre, dei cittadini e della Città di Gaeta». La presidenza di TeleMonteOrlando e tutti gli organi incaricati annunciano che vigileranno con scrupolo affinché l'ordinanza del giudice Russo venga al più presto eseguita dalla GTV audiovisivi di Pomezia, mediante lo spegnimento del canale Europa TV da aprile acceso sulla frequenza 42 UHF dell'etere gaetano.

 

 

Freevillage.it - 03/08/2008
La vittoria di Pirro
di avv. Mario Piccolino

 

Senza nulla togliere agli Avv.ti Enrico e Giovanni Duratorre, anzi dando Loro atto di grande professionalità, c’è poco da rallegrarsi, da parte di Quelli della Telestreet Gaetana, per avere ottenuto la reintegrazione nella banda di cui erano stati spogliati ad opera della <G.T.V. Audiovisivi S.R.L.> che di essa resta la Titolare. Il Dr. Beniamino Russo -con l’adottato provvedimento (che non è una Sentenza ma una Ordinanza, Istituti processuali, l'una e l'altra, affatto diversi tra di loro) ha statuito solo su una mera situazione di fatto riconoscendo, nel caso di specie, la sussistenza delle condizioni di cui all’art. 1168 Codice Civile per farsi luogo alla invocata tutela possessoria. Così recita il citato articolo: "Azione di reintegrazione. Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo. L'azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa, tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità. Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio. Accertata la ricorrenza, per un verso, del possesso da parte della <T.M.G.> della banda e, per altro verso, della violenzacui è ricorsa la la <G.T.V.> per spogliarla di esso, a non altra decisone poteva pervenire il Giudice del Luogo. La Società resistente, per fare legittimamente uso della Banda, avrebbe dovuto, prima, citare in giudizio la posseditrice di fatto e, fatto dichiarare di esserne la Titolare, pretendere la cessazione del mero possesso su di essa esercitato da parte dell'Associazione ricorrente". Non so che farà adesso la <G.T.V..>. Ritenendo che non vi sono spazi ad un gravame, io rinuncerei a proporre reclamo al Collegio e, instaurerei da subito il giudizio di merito. Trattandosi di un procedimento ordinario, i tempi sarebbero lunghi e, per anni, ancora la <T.M.O.> continuerebbe, in virtù della situazione giuridica soggettiva di mero possesso, ad andare in onda. Sta, però, che, una volta definitosi l'instaurando giudizio, la <G.T.V.> potrebbe reclamare il risarcimento dei danni, sicuramente notevoli, nelle more subiti. E, allora, gli Associati della <T.M.O.>, rispondendo tutti in proprio data la natura giuridica di essa, si dovrebbero vendere anche le mutande.

 

 

Il Territorio - 03/08/2008
Il giudice Russo: "Tmo torni a trasmettere"
di Francesco Furlan

 

Tmo, storica telestreet gaetana, torna a trasmettere. Nella giornata di ieri, infatti, si è conclusa la causa civile intrapresa dall’emittennte locale contro la Cps-Gtv audiovisivi di Pomezia, depositata dal giudice Beniamino Russo il 30 luglio scorso presso la cancelleria del Tribunale di Gaeta. Si legge nel dispositivo: «Il giudice Beniamino Russo, visti gli articoli 1168 C.C. 669 Bis - 703 C.P.C. ordina alla G.t.v. audiovisivi s.r.l. di reintegrare immediatamente, pena l’esecuzione forzata, la ricorrente associazione Telemonteorlando nel possesso della frequenza televisiva 42 Uhf, eliminando ogni opera idonea a creare interferenze con le trasmissioni, da parte di quest’ultima, sul canale medesimo». L’associazione Tele Monte Orlando al termine della faticosa battaglia legale ringrazia i propri legali Enrico eGiovanni Duratorre «per aver condotto in maniera superba e con grande professionalità la causa in oggetto, che con la descritta ordinanzasi avvia a costituire una pietra miliare nel confuso e lacunoso panorama delle leggi che regolano l’emittenza televisiva nel nostro paese; ringrazia altresì tutti i cittadini che le sono stati vicini sin dal momento in cui la Gtv audiovisivi, tramite il segnale di Europa Tv, ne ha indebitamente interrotto le trasmissioni e ringrazia in particolare tutte le persone che hanno assistito in massa alle udienze del processo; ringrazia i propri soci per aver sostenuto con atti concreti, anche nelle more del periodo di forzata inattività, l’associazione, dimostrando spirito di attaccamento alla medesima nell’interesse esclusivo, come sempre, dei cittadini e della città di Gaeta. Tele Monte Orlando e tutti gli organi incaricati vigileranno con scrupolo a che l’ordinanza del Giudice Russo venga al più presto eseguita dalla Gtv audiovisivi di Pomezia, mediante lo spegnimento del canale Europa Tv indebitamente acceso sulla frequenza 42 Uhf dell’etere gaetano».

 

 

Il Messaggero / Latina - 03/08/2008
Tele Monte Orlando torna a trasmettere
di Sandra Cervone

 

Ce l'hanno fatta! Gli Orlandones - come chiamano a Gaeta gli operatori di Tele Monte Orlando - assistiti dai legali Enrico e Giovanni Duratorre, potranno rientrare in possesso della frequenza televisiva 42uhf che era stata occupata da altra emittente. La causa civile, intrapresa da TMO contro la CPS-GTV audiovisivi di Pomezia, si è infatti conclusa con una sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Gaeta, Beniamino Russo, depositata presso la cancelleria il 30 luglio scorso. C’è scritto che il giudice "ordina alla GTV audiovisivi srl di reintegrare immediatamente, pena l'esecuzione forzata, la ricorrente Associazione Telemonteorlando nel possesso della frequenza televisiva 42 UHF, eliminando ogni opera idonea a creare interferenze con le trasmissioni, da parte di quest'ultima, sul canale medesimo". Una sentenza di 6 pagine accolta con comprensibile entusiasmo dagli Orlandones, dal fondatore di TMO Antonio Ciano e dai tantissimi cittadini in vera "crisi di astinenza" da quando la telesteet gaetana era stata improvvisamente oscurata. L'Associazione Tele Monte Orlando, con un comunicato della presidenza, ha ringraziato i propri legali per aver "condotto in maniera superba e con grande professionalità la causa in oggetto che si avvia a costituire una pietra miliare nel confuso e lacunoso panorama delle leggi che regolano l'emittenza televisiva nel nostro Paese". Un grazie anche alla città di Gaeta che è rimasta vicina alla propria Telestreet in questi mesi difficili, arrivando, in alcuni casi, anche ad "assistere in massa alle udienze del processo".

 

 

Il Territorio - 14/07/2008
Legambiente: "Liberate Monte Orlando". Due fronti anti-antenne
di Francesco Furlan

 

«Liberate Monte Orlando dalle antenne». Legambiente Lazio denuncia la situazione dell’elettrosmog nel Parco Regionale Riviera di Ulisse, area di grande pregio naturalistico, e chiede di approvare subito la normativa regionale per il recepimento della legge quadro nazionale in materia e sanzionare gli abusivi. Nonostante la sua bellezza e la vicinanza con il centro abitato, infatti, la sommità di Monte Orlando a Gaeta è da oltre un decennio occupata da antenne e ripetitori per radio e tv, fonti di inquinamento elettromagnetico, in spregio a ogni legge. Per questo Legambiente Lazio ha presentato ieri mattina, con un’escursione guidata, un dossier interamente dedicato al tema. Una storia iniziata ben 12 anni fa. Istituito nel 1986 questo parco è inserito nel cuore di Gaeta e si estende per 89 ettari di cui 59 terrestri e 30 sul mare. L’area rappresenta un’area di particolare interesse ambientale e archeologico, grazie alla ricchezza di biodiversità animale e vegetale esistente e alla presenza del Mausoleo romano di Lucio Munazio Planco, di fortificazioni e batterie borboniche. Ai valori ambientali e storici si sovrappongono però decine e decine di antenne e ripetitori. Dal 1996 a oggi, monitoraggi a intervalli più o meno regolari effettuati dai tecnici dell’Arpa hanno registrato valori praticamente sempre superiori ai limiti di legge di 6 Volt/metro per le emissioni elettromagnetiche. Il totale dei contributi delle emittenti rilevato dall’Arpa nel 2004, ad esempio, si attesta a 14,76 v/m. Ancora, alla popolazione dei 29 impianti censiti, si sono aggiunti nel corso degli anni, e in particolare nel biennio 2007/8, nuove antenne e addirittura nuovi tralicci, senza nessuna autorizzazione e, dunque, abusivi. Malgrado regione e comune abbiano più volte deliberato la riduzione delle emissioni del Monte Orlando a norma di legge e il trasferimento delle antenne in altro sito, l’elettrosmog continua a inquinare sia la riserva che la popolazione residente di Gaeta, tanto da portare il comune ad emettere un’ordinanza che vieta l’accesso alla sommità del monte. E tutto questo nonostante la stessa legge istitutiva del Parco Regionale Riviera di Ulisse faccia divieto di installazioni di antenne di radio e telecomunicazioni e inviti a emanare, nella fase transitoria di delocalizzazione delle antenne, gli appositi atti di riduzione a conformità dell’inquinamento elettromagnetico nell’area. «Monte Orlando va liberato dalla giungla di antenne e ripetitori, dall’elettrosmog che assedia il parco e i cittadini. Dopo 12 anni di illeciti è giunto il momento di scrivere la parola fine a questa lunga storia –ha commentato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio -. L’inquinamento è evidente come dimostrano i dati dell’Arpa e anche le misure spot effettuate da Legambiente stessa. I tralicci abusivi vanno eliminati e spostati dove previsto. Facciamo appello alle emittenti stesse perché intervengano subito, senza attendere le ingiunzioni perchè non è una questione estetica. Il caso elettrosmog di Monte Orlando, come tutti i suoi analoghi, è legato a doppio filo con la tutela della salute dei cittadini: gli studi scientifici individuano una correlazione tra l’esposizione a inquinamento elettromagnetico e l’insorgenza di malattie, anche gravissime, come tumori e soprattutto leucemie infantili. Proprio a salvaguardia della salute pubblica, va anche approvata subito la proposta di legge regionale sull’inquinamento elettromagnetico». Già approvato in Giunta regionale nel 2006, il testo di legge regionale sugli impianti radioelettrici e gli elettrodotti, intende tutelare la salute dei cittadini, l’ambiente e il paesaggio, predisponendo piani di risanamento per le aree a rischio e compromesse e un corretto insediamento urbanistico territoriale degli impianti radioelettrici e degli elettrodotti. In sostanza si pone il divieto di posizionare le installazioni sui cosiddetti luoghi sensibili (case, scuole, luoghi di lavoro, ospedali) e si pongono le basi per un risanamento. Peccato che il testo di legge non sia ancora passato al vaglio del consiglio regionale.

 

Beniamino Gallinaro è direttore del parco Regionale Riviera di Ulisse di Gaeta da ormai quasi un anno, dal settembre 2007, e sul problema dell’inquinamento da antenne a Monte Orlando non si esime dall’esprimere le sue considerazioni. «Ho risollevato il caso, per la verità già noto, facendo effettuare ai guardiaparco, al momeno del mio insediamento, delle nuove indagine che mi sono furono consegnate a novembre. Dai dati emergeva una situazione chiara che immediatamente segnalai agli enti preposti, tanto che l’Arpa tornò di lì a breve a effettuare le sue analisi. Politicamente invece, non ho fatto altro che chiedere maggiore attenzione alla Regione. Purtroppo da questa storia emerge che il parco altro non è se non una vittima in conseguenza anche della lentezza con cui il piano regionale del 2002, che ordinava lo spostamento delle antenne a Monte Conca, è stato carente di applicazione. Attualmente - prosegue Gallinaro - l’avanzamento dei lavori per giungere al testo di legge regionale sugli impianti radioelettrici e gli elettrodotti è bloccato dalla decadenza delle cariche del Corecom (Comitato regionale per la comunicazione)». E se c’è un fronte ambientalista e che si batte per la salute dei gaetani, parallelamente c’è un fronte che lotta per la libertà di informazione capeggiato dall’assessore Antonio Ciano, anche esponente di spicco del Partito del Sud, che attacca su nuove antenne a Monte Orlando: «Chi ha dato il permesso di immettere nuovi impianti sul traliccio Mediaset? Quelli cioè di Europa tv, Telepontina oggi Extra tv? Nessuno! Il nulla osta rilasciato dal responsabile dell’ufficio territoriale del Lazio per la sperimentazione e ottimizzazione degli impianti sulla frequenza 42 di Gaeta è carta straccia. A Gaeta l’etere se lo governa il comune e non ci faremo mai avvelenare il Parco e la salute dei nostri concittadini da violatori del parco e del suo status. Le installazioni immesse da questi signori vanno smantellate subito».

 

 

Il Territorio - 12/07/2008
Tmo, la telestreet torna in Tribunale
di Francesco Furlan

 

Lunedì scorso si è celebrata la quarta udienza della causa intentata da Tmo Gaeta contro Europa tv che ha invaso la frequenza 42 . Tmo Gaeta, prima telestreet d’Italia, ha intentato una causa per il possesso della frequenza in quanto vi trasmetteva dal 24 dicembre del 2001. La telestreet gaetana era infatti stata oscurata da Europa tv di Pomezia il 1 aprile di quest’anno, dopo aver ottenuto dal ministero territoriale del Lazio diretto da Giuseppe Mele un nulla osta per la comparazione e razionalizzazione degli impianti di Europa tv sulla frequenza 42 di Gaeta. Il ripe all’interno di un parco regionale, magneticamente saturo e nel quale è vietato immettere nuovi impianti, per ordinanza del comune di Gaeta del 2004, e senza alcun titolo in quanto l’editor di questa emittente non ha chiesto alcun permesso al comune; nè risultano, ad oggi, concessioni per il traliccio del ripetitore in questione. La telestreet gaetana ha dalla sua parte la titolarietà di essere una telestreet, anzi, la prima telestreet d’Italia, quindi abilitata a trasmettere senza concessione o autorizzazione. Proprio come Disco Volante, la tv street di Senigallia prosciolta in istruttoria nel 2005, e con essa, i responsabili dell’emittente, dopo essere stata sequestrata dall’ispettorato delle comunicazioni di Ancona giunta in pompa magna il 19 settembre del 2003 presso la sede dell’emittente contestando la violazione del criminoso articolo 195 del codice postale. Il Pm di Ancona, Irene Bilotta, ordinò il dissequestro e la restituzione dell’impianto di trasmissione utilizzato da Disco volante Telestreet, perchè emittente televisiva a corto raggio, quindi da ritenersi esente da qualsiasi autorizzazione o concessione, in quanto sfruttava un cono d’ambra, anzi, sfruttava la frequenza 52 completamente libera nell’etere di Senigallia, senza creare alcuna interferenza ad altre emittenti o segnali.

 

 

Golfotv.it - 11/07/2008

I gaetani rivogliono la loro tv. Gli orlandones sono degli eroi
comunicato stampa di Antonio Ciano e del Partito del Sud

 

Lunedì scorso vi è stata la quarta udienza della causa intentata da TMO Gaeta contro Europa tv che ha invaso la frequenza 42. Tmo Gaeta, prima telestreet d'Italia, ha intentato una causa per il possesso della frequenza in quanto vi trasmetteva dal 24 dicembre del 2001. TMO Gaeta è stata oscurata da Europa tv di Pomezia il 1 aprile di quest'anno, dopo aver ottenuto dal ministero territoriale del Lazio diretto dal signor Giuseppe Mele un nulla osta per la comparazione e razionalizzazione degli impianti di Europa tv sulla frequenza 42 di Gaeta. Il ripetitore ove è situato su Monte Orlando, all'interno di un parco regionale, magneticamente saturo e nel quale è vietato immettere nuovi impianti, per giusta ordinanza del comune di Gaeta del 2004, quindi senza alcun titolo in quanto l'editor di questa emittente non ha chiesto alcun permesso al comune; né risultano, ad oggi, concessioni per il traliccio del ripetitore in questione. La telestreet gaetana ha dalla sua parte la titolarietà di essere una telestreet, anzi, la prima telestreet d'Italia, quindi abilitata a trasmettere senza concessione o autorizzazione. Proprio come Disco Volante, la tv street di Senigallia prosciolta in istruttoria nel 2005, e con essa, i responsabili dell'emittente, dopo essere stata sequestrata dall'ispettorato delle comunicazioni di Ancona giunta in pompa magna il 19 settembre del 2003 presso la sede dell'emittente contestando la violazione del criminoso articolo 195 del codice postale. Il PM di Ancona, Dott.ssa Irene Bilotta, ordinò il dissequestro e la restituzione dell'impianto di trasmissione utilizzato da Disco volante Telestreet, perchè emittente televisiva a corto raggio, quindi da ritenersi esente da qualsiasi autorizzazione o concessione, in quanto sfruttava un cono d'ambra, anzi, sfruttava la frequenza 52 completamente libera nell'etere di Senigallia, senza creare alcuna interferenza ad altre emittenti o segnali. La fotocopia di quella situazione si sta verificando a Gaeta. Anzi, qui qualcosa di più grave: questa Europa tv ha provocato nella popolazione uno stato di frustrazione in quanto TMO è diventata insostituibile nell'immaginario collettivo.

La maggior parte dei gaetani rivogliono la loro tv. Non sappiamo perchè il dott. Mele abbia dato un nulla osta a trasmettere per una non comprensibile razionalizzazione degli impianti a questa emittente di Pomezia:La vera rivoluzione e sperimentazione l'ha fatta TMO Gaeta dal 24 dicembre del 2001, senza soluzione di continuità. Lo provano le decine di tesi di lauree scritte dagli studenti di Scienza della comunicazione e persino un film documentario girato da due registi tedeschi e proiettato nei migliori film festival del mondo. Il vero crimine c'è stato il primo aprile quando , alle 02 di notte, il segnale dell'emittente di Pomezia ha invaso la frequenza da sempre utilizzata dagli orlandones di Gaeta, un vero delitto per i gaetani, e senza che, nè il ministero delle comunicazioni, né gli editori della tv nord-pontina, segnalassero la loro presenza nell'etere gaetano; non lo hanno comunicato a TMO, né al parco Riviera di Ulisse, né al Comune: Una vera invasione degli ultracorpi. Chi paga il danno psicologico che hanno subito i gaetani? La direttiva del PM di Ancona Irene Bilotta ha praticamente annullato l'articolo 195 della legge postale, creato ad arte dal massone Mammì, per zittire gli italiani contro l'articolo 21 della costituzione. Ogni cittadino italiano può comunicare con tutte le forme a disposizione. L'articolo 195 del codice postale aveva annullato la libertà. Davide contro Golia,. questo sta accadendo a Gaeta. La prima telestreet d'Italia sta sfidando i dirigenti del ministero delle telecomunicazioni di Roma e una emittente dalle cento teste e dalle cento trasformazioni societarie. A Gaeta tutti sanno che c'è del marcio in Danimarca, e tutti vorrebbero vederci chiaro in questa faccenda. Tutti sperano in una indagine della GDF, la gente vuole chiarezza. L'Italia ne ha bisogno, come ha bisogno di un federalismo totale. Basta con questi funzionari eletti da nessuno che decidono la sorte della democrazia in Italia, devono andarsene. Vogliamo un federalismo televisivo, un federalismo del mare, dell'etere. Vogliamo una ridistribuzione regionale delle frequenze, vogliamo essere padroni a casa nostra, riprenderci il nostro territorio e la nostra storia, il pensare e la cultura del Sud. Noi veniamo dalla Magna Grecia, non ci faremo assoggettare dai barbari del Nord, gli ascari e i traditori verranno messi alla gogna. La cultura del sud sta avanzando, il sistema liberal massonico sta implodendo, è alla frutta. I piemontesi massacrarono un milione di contadini chiamandoli Briganti. I nostri padri difendevano le nostre donne, le nostre ricchezze, il nostro territorio. Erano i nostri partigiani. Oggi gli orlandones stanno difendendo il nostro etere, la nostra cultura,la nostra storia, le nostre tradizioni. Sono degli eroi, dei gladiatori. Stanno combattendo per la democrazia, per i gaetani. Oggi è un giorno triste per l'Italia, è stato approvato il Lodo Schifani, da domani sui muri dei tribunali d'Italia ci sarà la scritta " La legge è uguale per tutti, meno quattro". Ma Gaeta resiste, qui si difende la democrazia dalla dittatura mediatica, oggi nelle mani delle tv commerciali. Qui si difende il nostro territorio e il nostro etere. Le tv commerciali sono tutte abusive, lo dice la legge del massone Mammì, perchè nessuna di loro ha concessione, ma semplici autorizzazioni illegali perchè dovevano essere dat5e dopo un piano nazionale delle frequenze. detto piano non è stato mai fatto. Il Dott. Mele dell'ispettorato di Roma andasse a spegnere Rete 4, la cui frequenza è del Signor Di Stefano, perchè non attiva i suoi soldati a sequestrare i ripetitori della tv di Mr Berlusconi? Quella è completamente abusiva.
 

 

Il Tempo - 08/07/2008
Tmo oscurata, processo alle battute finali
di Francesca Di Nora

 

Si avvia a conclusione la causa civile, celebrata davanti al giudice unico di Gaeta Beniamino Russo, di Tele Monte Orlando nei confronti della Cps Srl, quest'ultima «colpevole» di essersi appropriata delle frequenze della telestreet di Gaeta, canale 42. Sono tanti i gaetani ansiosi di conoscere l'esito del processo.  Dal 1 aprile scorso, infatti, Tmo è stato oscurato da Europa Tv, come a dire che l'emittente televisiva non è più in condizioni di aggiornare i residenti sulle novità amministrative, politiche e sociali di Gaeta. Ieri mattina era stata chiamata a costituirsi nel processo la Gtv, alla quale la Cps audiovisivi aveva venduto l'impianto. Una costituzione che il magistrato aveva ritenuto necessaria per integrare il contraddittorio. Anche se è strano come le due emittenti, Cps e Gtv, abbiamo amministratori diversi, ma soci e collegio sindacale identici. Di fatto la Gtv aveva ottenuto autorizzazione a trasmettere da canale 68 e, in seguito nulla osta a verificare l'utilizzabilità di canale 42 del quale ha però preso possesso non tenendo conto che era in uso a Tmo. Il giudice Russo, ritenendo la causa matura per la decisione, ha disposto otto giorni per il deposito di eventuale altra documentazione e altri otto per le memorie illustrative.

 

 

Il Territorio - 06/07/2008
Domani Tmo in Tribunale contro Gtv
...

 

Domani alle ore 12, presso le aule della sezione civile del tribunale di Gaeta avrà luogo la quarta udienza della procedimento per il possesso della frequenza televisiva numero 42. Contrapposte sono Tele Monte Orlando Gaeta, la telestreet fondata da Antonio Ciano sette anni fa e la GTV audiovisivi di Pomezia, società alle quali fa capo Europa Tv che ha di fatto oscurato illegittimamente il segnale della prima telestreet italiana. «L’esito della causa in oggetto commentano da Tele Monte Orlando - rivestirà grande importanza in termini di pluralismo e diritto alla libera informazione per tutti i cittadini di Gaeta e non solo». Tele Monte Orlando ha trasmesso ininterrottamente per sei anni a partire dal 24 dicembre 2001 fino all’oscuramento determinato dalla copertura del segnale ad opera di Europa Tv.

 

 

Il Messaggero / Latina - 27/05/2008

Ancora un appello per salvare Tele Monte Orlando
di Sandra Cervone

 

La Comunità Europea ed il Capo dello Stato intervengano per salvaguardare la libertà di TMO Gaeta". A lanciare l'ennesimo appello per Tele Monte Orlando, "l'unica emittente del Sud ancora in vita" ma oscurata ormai da oltre quasi due mesi, è Antonio Ciano, assessore al Comune di Gaeta e leader del Partito del Sud. "Urge far rispettare l'articolo 21 della Costituzione -spiega- quello che afferma il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Al sindaco Antonio Raimondi, invece, viene chiesta "l'applicazione della norma antinquinamento elettromagnetico, emanata dal suo predecessore Massimo Magliozzi per salvaguardare la salute dei nostri concittadini". E' tempo, insomma, di "sequestrare tutti gli impianti instalati abusivamente su Monte Orlando dopo il 2004". Si deve ad uno di questi, evidentemente, l'oscuramento di TMO, la telestreet "libera" che è nata il 24 dicembre 2001 e che, da sempre, utilizza per trasmettere il canale 42, oggi "occupato" (e c'è una causa in corso per stabilire definitivamente a chi spetta servirsene). La petizione popolare conta già tremila firme e non si arresta l'onda dei cittadini che chiedono di poter rivedere presto la "loro" tv.

 

 

Il Tempo - 26/05/2008
Tele Monte Orlando, Ciano non si arrende
di Anna Galise

 

Il Partito del Sud coordinato da Antonio Ciano difende Tele Monte Orlando, la libera telestreet da lui stesso fondata, e attacca l'ispettorato territoriale del Lazio che ieri, 24 maggio, ha ordinato alla polizia postale di Latina di chiudere TMO Gaeta. «Ben sapendo che c'è ancora vuoto legislativo sulla materia - afferma Ciano - due sono le cose: o si è commesso il reato di omissione in atti d'ufficio, oppure politicamente si vuole la morte di TMO. Tutta la diatriba si basa sulla presunta legittimità dell'esercizio di Europa Tv, di Pomezia, che pur negando di aver coperto il canale 42 di Gaeta, occupato da TMO dal 24 dicembre del 2001, oggi veniamo a sapere che avrebbe avuto dal ministero delle telecomunicazioni un permesso provvisorio per occuparlo». Ciano pertanto ha chiesto alla Guardia di finanza di fare accertamenti su questa società, alla comunità europea di intervenire per salvaguardare la libertà di TMO, la prima telestreet italiana, al sindaco Antonio Raimondi l'applicazione della norma antinquinamento elettromagnetico sequestrando tutti gli impianti di questa CPS (Canale zero, telepontina, europatv, supernova, ovvero Tele A) installati su Monte Orlando dopo il 2004.

 

 

Il Territorio - 26/05/2008
"Chiudere Retequattro". Antonio Ciano, assessore al Demanio, difende Tmo.
di Francesco Furlan

 

Il Partito del Sud, nell’ambito della querelle relativa Tmo, si schiera nettamente con la telestreet e, per voce di Antonio Ciano, storico fondatore dell’emittente, oggi assessore al Demanio a Gaeta, spiega: «Nel gennaio scorso una sentenza della Corte di Strasburgo ha previsto che il sistema di assegnazione delle frequenze radio-tv in Italia non rispetta il diritto comunitario e l’applicazione insuccessione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze». Alcuni giorni fa, è cronaca recente, con un emendamento il governo ha presentato una proposta ad hoc per salvare Retequattro. Va detto che l’Italia era già stata condannata dalla Comunità Europea a pagare 300 mila euro al giorno dalla perchè Rete 4 è abusiva e con lei tutte le tv private italiane che non posseggono la concessione prevista dalla legge Mammì, concessioni che dovevano essere assegnate dopo la redazione di un piano nazionale delle frequenze. Detto piano non è stato mai realizzato e i vari ministri hanno dato autorizzazioni illegali ed illegittime. Gli ispettorati territoriali italiani non si sono mai azzardati a chiudere Rete4 che occupa, ancora oggi, abusivamente, le frequenze di Europa 7, però si sono affrettati a chiudere le telestreet Telefabbrica di Termini Imerese e Disco Volante di Senigallia, poi fatte riaprire dalla magistratura. Un Lazio chiuse AGR TV, oggi ha dato ordine alla polizia postale di Latina di chiudere Tele Monte Orlando Gaeta, la prima telestreet italiana». «Noi del Partito del Sud - osserva Ciano - diciamo chiaramente che ognuno è padrone a casa sua, e l’ispettore Mele che ha dato queste direttive dovrà risponderne di fronte ai nostri concittadini, padroni del nostro etere, e davanti alla magistratura avendo stabilito, come fosse un giudice, che TMO Gaeta non è una telestreet, quando sa benissimo che c’è un vuoto legislativo sulla materia, vuoto che stava per essere riempito dalla legge Gentiloni, mentre altre che operano sul territorio, sia di Gaeta che del Lazio, non sembrano essere toccate da questo provvedimento». Secondo Ciano quindi «due sono le cose: o l’ufficio territoriale di Roma ha commesso il reato di omissione in atti d’ufficio oppure politicamente si vuole la morte di TMO Gaeta. Tutta la diatriba si basa sulla presunta legittimità dell’esercizio di Europa Tv che sta coprendo il canale 42 di Gaeta occupato da TMO sin dal 24 dicembre del 2001.Questo lo possono testimoniare i 22 mila abitanti della nostra città, le tesi di laurea fatte sull’emittente di strada gaetana, e persino un film girato da una troupe italo-tedesca dal titolo emblematico "Libertà"».

 

 

Telefree.it - 25/05/2008

Tmo perde la frequenza. Protesta il partito di Ciano
articolo con comunicato stampa di Antonio Ciano e del Partito del Sud

 

RIEPILOGO DEI FATTI. La telestreet gaetana Tele Monte Orlando ha citato in giudizio la ditta Cps di Pomezia per stabilire il possesso della frequenza 42, la stessa su cui da anni l'emittente cittadina irradia il suo segnale attraverso un trasmettitore posto sulla collina di Monte Orlando. Il canale 42 dell'etere gaetano è tuttora occupato, dall'inizio del mese di aprile, dal segnale di "Europa Tv", emesso dal traliccio della società di Pomezia Cps (Centro Produzione Servizi) che fa capo al gruppo televisivo "Amici Tv" del consorzio Medialazio, proprietà di Mariano Amici, imprenditore radio-televisivo e noto esponente romano di Forza Italia. Tuttavia Tmo non ha spento il suo segnale e attualmente le due emittenti si sovrappongono, e nessuna delle due è visibile. Il giudice Russo, presso il Tribunale di Gaeta, ha ordinato una perizia all'ispettorato del ministero delle Comunicazioni. Gli orlandones hanno presentato una loro perizia di parte. La Cps si è difesa sostenendo, tra le altre cose, di non essere responsabile dell'occupazione della frequenza 42 e accusando invece i responsabili di Tmo di pirateria via etere ("è il loro segnale che ha disturbato il nostro"). Si è venuto poi a sapere che Europa Tv avrebbe avuto, attraverso una delle società "a scatole cinesi" cui risponde, un permesso provvisorio del Ministero delle Comunicazioni per trasmettere sul canale 42. Tuttavia ciò si scontra con le ordinanze locali che vietano da qualche anno l'accensione di qualsiasi nuovo segnale sul territorio del Parco Regionale di Monte Orlando. Inoltre l'Ispettorato del Ministero ha comunicato all'assessore Ialongo che attende il nulla osta definitivo per ordinare alla Polizia Postale di procedere allo spegnimento del segnale di Tmo. La prossima udienza, la terza, del "caso Tmo/Cps" in Tribunale è prevista per il prossimo 4 giugno. Nel frattempo la petizione cittadina contro l'oscuramento della telestreet ha raccolto oltre 3000 firme. (ldc)

Comunicato di Antonio Ciano e del Partito del Sud: "Attacco mortale alla libertà, a TMO Gaeta e al Sud"
Nel gennaio scorso una sentenza della Corte di Strasburgo ha previsto che il sistema di assegnazione delle frequenze radio-tv in Italia non rispetta il diritto comunitario. «L'applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l'effetto di impedire l'accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze».
Con un emendamento il governo ha presentato una proposta criminogena per salvare Retequattro. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi. Questa la novità rivoluzionaria dell'attuale governo del Nord. L'Italia è stata condannata a pagare 300 mila euro al giorno dalla Comunità Europea perchè Rete 4 è abusiva. Tutte le tv private italiane sono abusive, non posseggono la concessione prevista dalla legge Mammì, concessioni che dovevano essere assegnate dopo la redazione di un piano nazionale delle frequenze. Detto piano non è stato mai realizzato e i vari ministri hanno dato autorizzazioni illegali ed illegittime. Gli ispettorati territoriali italiani non si sono mai azzardati a chiudere Rete4 che occupa, ancora oggi, abusivamente, le frequenze di Europa 7 del Sig Di Stefano, però si sono affrettati a chiudere le telestreet Telefabbrica di Termini Imerese e Disco Volante di Senigallia, poi fatte riaprire dalla magistratura. Alcuni di questi ineffabili ispettori, pagati da noi, al servizio dei potenti di turno sembrano fare il bello e cattivo tempo del nostro etere. Un anno fa l'ispettorato territoriale del Lazio chiuse AGR TV, oggi ha dato ordine alla polizia postale di Latina di chiudere TMO Gaeta, la prima telestreet italiana. Noi del Partito del Sud diciamo chiaramente che ognuno è padrone a casa sua, e l'ispettore Mele che ha dato queste direttive dovrà risponderne di fronte ai nostri concittadini, padroni del nostro etere, e davanti alla magistratura avendo stabilito, come fosse un giudice, che TMO Gaeta non è una telestreet, quando sa benissimo che c'è un vuoto legislativo sulla materia, vuoto che stava per essere riempito dalla legge Gentiloni, mentre altre che operano sul territorio, sia di Gaeta che del Lazio, non sembrano essere toccate da questo provvedimento.

Allora due sono le cose, o l'ufficio territoriale di Roma ha commesso il reato di omissione in atti d'ufficio, perseguito per oltre sei anni, oppure politicamente, si vuole la morte di TMO Gaeta, perché ci sembra strano, che dopo sei anni di trasmissioni si vuole chiudere la telestreet gaetana. Chi si è accodato allo stuolo CPS di Pomezia che ha determinato già la chiusura di AGRTV? Tutta la diatriba si basa sulla presunta legittimità dell'esercizio di Europa Tv che sta coprendo il canale 42 di Gaeta occupato da TMO sin dal 24 dicembre del 2001. Questo lo possono testimoniare i 22 mila abitanti della nostra città, le tesi di laurea fatte sull'emittente di strada gaetana, e persino un film girato da una troupe italo-tedesca dal titolo emblematico "LIBERTA'". I padroni della CPS di Pomezia son venuti al tribunale di Gaeta a dire che loro non occupano il canale 42 ma ci risulta che questa società è costituita da tante scatole cinesi, aventi tutte la stessa sede e lo stesso numero di fax, basta collegarsi in internet per accertarlo e chiediamo alla Guardia di Finanza di fare accertamenti su queste società e sui loro collegamenti. Oggi veniamo a sapere che Europa Tv avrebbe avuto dal ministero delle telecomunicazioni un permesso provvisorio per trasmettere sul canale 42, a quale titolo gli è stato dato? Perchè a Europa Tv si e a TMO che l'aveva chiesto già nel 2003 no? L'Ispettorato ha consultato il nostro Comune? Se l'ispettorato di Roma non conosce l'ordinanza del Comune di Gaeta del 2004 che impedisce a chiunque di installare nuovi impianti per salvaguardare la salute dei gaetani significa che i loro dirigenti devono essere dimessi e mandati a pulire il parco della Riviera di Ulisse sotto le antenne potenti che hanno autorizzato e che minano la salute dei nostri figli.

Noi del Partito del Sud chiediamo alla Comunità Europea di intervenire per salvaguardare la libertà di TMO Gaeta; chiediamo al Capo dello Stato di salvaguardare l'unica emittente del Sud ancora in vita e di far rispettare l'articolo 21 della costituzione che recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione"; chiediamo inoltre al sindaco della nostra città l'applicazione della norma antinquinamento elettromagnetico, per salvaguardare la salute dei nostri concittadini, emanata dal sindaco Magliozzi, sequestrando tutti gli impianti di questa CPS, ovvero Canale Zero, Tele Pontina, Europa Tv, Supernova, ovvero Tele A, ovvero qualsiasi altro logo riferentesi alla CPS srl e ad altra spazzatura tv i cui impianti sono stati instalati abusivamente su Monte Orlando dopo il 2004. Il Partito del Sud invita i gaetani a respingere l'attacco mortale della CPS di Pomezia, di Europa TV, di Tele Pontina e di quant'altro inquina il nostro territorio. Chiediamo all'ispettore Mele di chiudere immediatamente Rete 4 completamente abusiva, come è stato sancito dalla Comunità Europea e di dimettersi subito dopo, non riconosciamo la sua autorità sul nostro territorio che ha eletto democraticamente 20 consiglieri comunali ed un sindaco. Noi ci riprenderemo il nostro etere, in un modo o nell'altro, e che sia fatto rispettare l'articolo 21 della Costituzione, se non avvenisse ciò potremmo pensare seriamente di staccarci dall'Italia e di ricostituire l'antico e nobile Regno delle Due Sicilie depredato dal partito liberale, ieri di Cavour, oggi del massone Berlusconi.

Cavour nel 1860 distrusse Gaeta con 160 mila bombe, oggi Berlusconi bombarda i cervelli dei nostri figli con le sue illegittime televisioni, mentre i suoi ispettori vogliono la morte dell'unica emittente del Sud, voce del nostro partito fin dalla nascita. Cavour nel 1860 mandò nel Sud 150 mila soldati per reprimere i nostri partigiani chiamati dagli scrittori salariati "briganti", ne massacrò un milione; oggi Berlusconi manda i poliziotti del Sud a massacrare i loro fratelli, manderà l'esercito, proprio come 147 anni fa a Napoli per reprimere la protesta dei napoletani. Noi diciamo ai compatrioti poliziotti del sud di non eseguire quegli ordini criminali del governo Berluskoni. I fratelli non possono massacrare i fratelli, li devono difendere. La spazzatura prodotta dal sistema liberale inonderà quanto prima la Padania perché lì è stata prodotta e li deve ritornare. Il sistema politico risorgimental-piemontese sta implodendo. E' giunta l'ora di alzare la testa, di riprenderci l'orgoglio di essere meridionali, il Nord sta continuando a legiferare con le marionette elette da nessuno, sta mettendo la camicia di forza al Sud colonizzato. E vogliono tapparci pure la bocca chiudendo TMO Gaeta, una delle poche voci libere del Sud. Il Partito del Sud si rivolge al Partito Democratico e all'Italia dei Valori, si rivolge a tutti i deputati meridionali che militano nelle formazioni del Partito del Nord che controlla la nostra Patria nata dalla Resistenza, si rivolge alla Comunità Europea e alla Spagna in special modo, con la quale il Sud è stato confederato per 200 anni ed era ricco e prospero. Oggi, dopo 150 anni di una falsa unità d'Italia voluta da una setta massonica, hanno ridotto il sud ad una pattumiera, Napoli è piena di immondizia. L'Italia è sotto sequestro, il sistema risorgimental - massonico - piemontese - lombardo ha permesso al signor Berlusconi un vero colpo di stato. Ieri si controllavano le piazze con l'esercito, oggi con le televisioni che entrano nelle case plagiando le coscienze. Attraverso le tv si controllano i voti e il partito del Nord oggi governa l'Italia mentre dal Sud, dal 1861, la gente è costretta ad emigrare senza soluzione di continuità. Ben 25 milioni di meridionali sono stati costretti a lasciare la propria terra, una vera diaspora che nemmeno gli ebrei hanno mai conosciuto. Si continua a colpevolizzare il Sud, i meridionali. Oggi si fanno raid nei campi nomadi, bande neonaziste imperversano negli stadi e nelle città, massacrando di botte e uccidendo gente inerme e il sistema politico sta chiudendo l'unica voce libera del Sud: TMO Gaeta, la prima telestreet italiana. Help us!!!
 
 

La Provincia - 24/04/2008

Tele Monte Orlando, una querelle... abusiva. La telestreet sponsor del sindaco si è "allargata"
di D. V.

 

E' nata come una telestreet, una televisione che avrebbe dovuto "coprire" esclusivamente alcune zone della città di Gaeta. Una tivvù di quartiere. In realà la storia di Tele Monte Orlando è una storia strana, fatta di una frequenza che sarebbe di fatto di proprietà di un'altra società e oggi occupata abusivamente dalla stessa telestreet che pian piano, nel corso del tempo, si è allargata tra amicizie e convivenze politiche finendo ben oltre il "quartiere" e spaziando ampliamente tra Gaeta e Formia. Due città. Un bacino di decine di migliaia di persone. Oggi Tele Monte Orlando lamenta di essere stata oscurata da una società che avrebbe ottenuto una concessione governativa per il canale 42. Oscurata - dicono dalla televisione locale - perché "il canale è utilizzato da Tmo dal 2001". In realtà la cosa curiosa è proprio questa. Se Tmo è realmente una telestreet questa, seppure non regolata da alcuna legge in materia ma più semplicemente "tollerata" come fenomeno squisitamemte locale e fortemente circoscritto ad alcune zone della città e non agli interi comprensori comunali, avrebbe dovuto trasmettere, come faceva in principio da un ripetitore di "fortuna" installato dalla stessa sede tivvù. Un ripetitore, per usare termini comuni, "casalingo".

 

Tmo invece col tempo si è allargata. Amicizie in termini politici e un sindaco, Antonio Raimondi, e un assessore eletto, Antonio Ciano, proprio in quel di Gaeta, hanno contribuito a far avere alla telestreet le giuste coperture politiche per "ampliarsi" e appropriarsi di qualcosa che in realtà sarebbe utilizzato da un'altra società, quella che ha attualmente occupato il canale 42 con un relativo traliccio, da oltre un decennio. Da prima, dunque, che Tmo nascesse. Ma c'è di più. Perché se il sindaco Raimondi ha annunciato un esposto in Procura per difendere la telestreet è anche vero che chi attualmente ha in gestione l'impianto di antenne su Tele Monte Orlando, ossia la società che sarebbe appunto titolare di una concessione governativa sul canale 42, sarebbe vittima di continue incursioni di ignoti sugli impianti. Sembra infatti che qualcuno si diverta, da diversi giorni, a mettere a soqquadro l'impianto ogni qual volta questo inizia a funzionare coprendo, ma è solo un caso, il segnale della stessa telestreet che, pur non essendo titolare ufficialmente di alcuna concessione, continua a rivendicare la proprietà o, per meglio dire, l'occupazione. Cosa fa il Comune? La sponsorizzazione dell'iniziativa di Tmo del sindaco Raimondi va ben oltre la conferenza stampa di sostegno all'occupazione che, pare, sia abusiva della telestreet. Monte Orlando sarebbe infatti puntualmente sotto il controllo attento dei vigili urbani che con un lavoro certosino effettuano controlli e mietono sanzioni a carico della società a cui il Ministero ha dato le autorizzazioni del caso per operare senza alcun impedimento. Sanzioni elevate con la contestazione di un inquinamento elettromagnetico che sembra magicamente sparire se si tratta del traliccio realizzato, poco tempo fa, da Tele Monte Orlando. Ma cosa ci farà una tivvù di strada (costituitasi in associazione nel 2004) con un traliccio tutto suo?

 

 

Il Messaggero / Latina - 23/04/2008

Nasce un "comitato di lotta" per salvare Tele Monte Orlando
di Sandra Cervone

 

“Con l'oscuramento di Tele Monte Orlando anche la tua libertà è stata oscurata. Rompiamo questo assedio, liberiamo TMO”. E' partita domenica scorsa, a Gaeta, l'ennesima battaglia per la salvaguardia della popolarissima telestreet oscurata, da alcune settimane, dall'accensione di un segnale che utilizza il suo stesso canale. Dal 2001 la tv fondata da Antonio Ciano e da alcuni volontari, trasmetteva utilizzando il canale 42 per “aprire una finestra su Gaeta”, raccontandone “la Storia e le storie”, gli eventi pubblici, le sedute consiliari, le proposte, le attese, le esigenze. Amata e spesso temuta, è diventata in pochi anni lo specchio della società, coi suoi pregi e i difetti. Oggi questa finestra è stata chiusa ancora una volta e Gaeta, attraverso la costituzione di un “comitato di lotta”, vuole salvare TMO, “patrimonio collettivo e simbolo di libertà”. La partecipazione spontanea e massiccia di cittadini di ogni età e condizione fa ben sperare. Se non altro dimostra la reale importanza che la tv ha assunto in Città. E non solo.

 

 

Telefree.it - 23/04/2008
E Raimondi difende Tmo: "Riaprirà, con le buone o con le cattive"
di ldc

 

Il sindaco Raimondi si schiera senza mezzi termini in difesa di Tmo. Mentre gli orlandones dopo l’occupazione della loro frequenza da parte di un’emittente romana hanno dato vita a un “comitato di lotta” con manifesti e raccolta di firma per “salvare Tmo dall’oscuramento”, il primo cittadino interviene per la prima volta a viso aperto sulla questione delle antenne gaetane. Attacca Parco Regionale e Ministero e annuncia provvedimenti duri: “Riapriremo Tmo, con le buone o con le cattive”. “La situazione di Tmo è molto grave per la nostra città, non posso che solidarizzare con loro” ha dichiarato Raimondi nella conferenza stampa di ieri in Municipio. La petizione indirizzata proprio al sindaco della città ha già superato, nei primi tre giorni di raccolta, le 1500 firme: un numero elevato, che rischia di bissare quello della raccolta popolare di due anni fa, quando furono raggiunte 4200 firme in breve tempo. Raimondi appoggia la versione della telestreet gaetana sulle vicende che hanno portato all’oscuramento della frequenza. “Quello che è successo è molto grave e non a caso è successo nella settimana delle elezioni. Si è voluto spegnere una televisione che a Gaeta ha rappresentato la libertà. A quanto mi risulta, qualcuno abusivamente è andato di notte sul parco di Monte Orlando e ha oscurato la frequenza 42 di Tmo. C’è una società di Pomezia che dice di avere la frequenza, ma noi abbiamo dei dubbi sulla validità di tale affermazione. Questa comunque è un’azione abusiva perché nessuno può accedere liberamente nel parco di Monte Orlando per manomettere apparecchiature”. Dunque sul banco degli imputati finisce anche il Parco Regionale: “Con la dirigenza del Parco ci chiariremo, visto che c’è un problema di mancata vigilanza”. Lo staff di Tmo, nel suo comunicato alla cittadinanza, aveva parlato di “furto o tentativo di appropriazione indebita”, affermando che “l’operazione ha avuto molti padri, alcuni anche gaetani”. Raimondi si dice d’accordo: “C’è stato un atto illegittimo”. E annuncia un incontro coi rappresentanti del ministero delle Comunicazioni, accusandoli di avere omesso controlli e documentazione. “Per adesso sto relativamente buono e tranquillo, ma è evidente che questa situazione non è tollerabile. Il territorio di Gaeta è stato violato, e noi non lo possiamo permettere. Con le buone o con le cattive noi ridaremo voce a Tmo. Faremo degli atti molto molto duri. I responsabili del ministero non sono venuti a fare i controlli dovuti e non ci hanno dato i documenti richiesti, l’assessore Ialongo si è mosso e da parte nostra abbiamo già attivato la Procura. Qualcuno la pagherà”.

Toni duri, insomma, da parte del sindaco in difesa della prima telestreet gaetana. Tuttavia il fondatore dell’emittente Antonio Ciano fa parte della sua squadra come assessore al Demanio e le polemiche sul collateralismo tra Tmo e la nuova giunta civica sono ormai un tormentone. Eppure negli ultimi tempi tra gli orlandones si mormorava di una certa delusione per la freddezza del sindaco sul caso delle antenne. Ma stavolta l’Americano non si sottrae: “Qualcuno l’ha chiamata TeleRaimondi, ma sbaglia completamente. Offende me ma offende soprattutto chi ci lavora. Tmo è stata in questi sette anni una ricchezza della città, ha reso partecipi i cittadini alla vita del paese e ha fatto da apripista per molte iniziative in tutta Italia. E’ una tv fatta di volontari, che in questi anni hanno cercato di seguire le orme del fondatore Antonio Ciano”. Ma le polemiche sulla faziosità degli orlandones e la battaglia con l’altra emittente Gaeta Tv schierata invece col centrodestra non rischiano di alienare le simpatie della città? “Tmo la vogliono i cittadini, tutti, chi vota da una parte e chi vota dall’altra. Certo, che poi una tv o l’altra abbia politicamente più a cuore alcune tendenze la gente lo sa, non è mica stupida”. Un consiglio agli orlandones? “Per ora è meglio tenere dei toni bassi”. A proposito del rapporto tra tv e politica il sindaco si concede anche una nota di autocompiacimento: “E pensare che qualche sera fa ho fatto vedere ad alcuni miei amici il dvd sul mio programma elettorale, ebbene siamo stati all’avanguardia…”. Di certo l’oscuramento della telestreet gaetana riporta d’attualità pure la vecchia questione sul piano di delocalizzazione della antenne posizionate su Monte Orlando. Più volte la dirigenza del Parco ha denunciato i rischi di inquinamento elettromagnetico. “Su questo il problema non è la piccola antenna di Tmo – afferma il sindaco – il problema vero è l’antennone di Mediaset, il problema, diciamolo pure, è Berlusconi”. Inoltre il piano di spostamento delle antenne previsto su Monte di Conca non garantirebbe la copertura televisiva via etere a tutta la città, dunque una soluzione non è a portata di mano. Per ora la massima ambizione in Municipio è salvare la telestreet: “Una Gaeta senza Tmo è una Gaeta più povera”.

 

 

Parvapolis.it - 05/04/2008
Se i "grandi" hanno paura delle telestreet
di Elisabetta Rizzo

 

Ennesimo attacco sulle frequenze di trasmissione di Gaeta Tv. Dopo il continuo pellegrinaggio della Telestreet Gaeta Tv alla ricerca di frequenze libere sui coni d'ombra nel rispetto delle normative di legge, nella giornata odierna sono state posizionate nuove antenne trasmettitrici nel parco urbano di Monte Orlando con il chiaro intento di sopprimerne ancora una volta le trasmissioni. «È inconcepibile che in contrasto con le normative in vigore nel parco regionale che hanno vietato alla nostra emittente il posizionamento di qualsiasi struttura, che ancora una volta siano state posizionate nuove installazioni da parte di altri emittenti. È ora di finirla con queste prese di posizioni unilaterali, ribadisce il presidente di Gaeta Tv. Un accorato appello viene rivolto sia al Sindaco di Gaeta e soprattutto al Direttore del Parco Regionale Prof. Beniamino Gallinaro, i quali ancora una volta dimostrano scarsa attenzione alla problematica e a parere dello stesso non intervengono per il rispetto delle regole verso componenti esterne alla città a tutela della libertà di espressione». «Se è vero che non sono permesse nuove installazioni nel parco, perché sistematicamente tale regola viene disattesa? Il famoso inquinamento elettromagnetico vale solo per i pochi watt di Gaeta Tv e Tmo? Si è arrivati al punto che chi si propone alla tutela della città nelle cariche istituzionali, prenda di petto l'argomento e quantomeno si assuma chiare responsabilità, altrimenti se il rispetto delle regole vale solo per i locali, denotando l'incapacità dei nostri rappresentanti, sistematicamente scavalcati, vorrà dire che la prima battaglia sarà fatta verso la loro sostituzione, visti i risultati».

 

 

Il Tempo - 05/04/2008
Tele Monte Orlando oscurata, il Partito del Sud chiede l'intervento di Napolitano
di Anna Galise

 

Il partito del Sud, coordinato da Antonio Ciano, ha inviato una lettera ai Presidenti della Repubblica, della Regione, della Provincia, ai propri amministratori, alle istituzioni europee, affinché lascino trasmettere Tele Monte Orlando sulla frequenza 42 da sempre utilizzata, oscurata illegittimamente da una emittente romana. Al direttore del Parco riviera di Ulisse il Pds ha chiesto di far rispettare le norme emanate dal comune di Gaeta, al quale chiedono il sequestro della postazione abusiva dell'emittente romana.

 

 

Il Territorio - 05/04/2008
Telestreet in rivolta: "Ci oscurano"
di Francesco Furlan

 

Tele street in rivolta a Gaeta.Tele Monte Orlando eGaeta Tv denunciano l’Oscuramento delle proprie frequenze da parte di una tv romana. Nuove antenne trasmettitrici sono state infatti posizionate nel parco urbano di Monte Orlando e impediscono la trasmissione delle due tele street. Il tutto, secondo i responsabili delle due tv, avviene in contrasto con le normative in vigore nel Parco Regionale che hanno vietato alle due emittenti il posizionamento di qualsiasi struttura. L’accorato appello è rivolto sia al sindaco di Gaeta Raimondi ma soprattutto al direttore del Parco Regionale Beniamino Gallinaro.

 

 

Telefree.it - 04/04/2008

Tmo perde la frequenza. Protesta il partito di Ciano
comunicato stampa del Partito del Sud e di Antonio Ciano

 

Al presidente della Repubblica Italiana On. Giorgio Napoilitano
Al Ministro per le telecomunicazioni della repubblica italiana On. Paolo Gentiloni
Al Ministro degli Interni On. Giulio Amato
Al Prefetto di Latina Dott. Bruno Frattasi
Al responsabile territoriale di Latina del ministero delle telecomunicazioni Sig Felice Capponi
Al Presidente della Regione Lazio On Piero Marrazzo
Al Sindaco del comune di Gaeta Dott. Antonio Raimondi
Al capolista al Senato per il partito del Sud Dott. Angelo Todaro
Al vice coordinatore del Partito del Sud Dott. Erasmo Vecchio, candidato al senato
Ai Coordinatori regionali del partito del Sud
Al presidente dell'ordine dei giornalisti dott. Lorenzo Del Boca
Alla Commissione Europea per le comunicazioni

Attacco senza precedenti a TMO Gaeta e al Partito del Sud

L'emittente gaetana TMO Gaeta, voce della città, è stata nuovamente oscurata. Tmo Gaeta è la prima telestreet italiana, nata il 24 dicembre del 2001 e da allora trasmette sul cono d'ombra del canale 42 senza soluzione di continuità,24 ore su 24,dando alla città informazioni senza filtro, trasmette consigli comunali, avvenimenti sportivi, messe, convegni e tutti gli avvenimenti culturali e non; dal 2001 è stata oggetto di moltissime tesi di laurea ed ed anche di un film di produzione italo tedesca dal titolo "Libertà", documentario che è stato rappresentato nei massimi film festival del mondo. Il partito del Sud denuncia l'invasione dell'etere gaetano da parte di una emittente commerciale romana che ha anche violato le norme che difendono il parco Riviera di Ulisse apportando un inquinamento elettromagnetico insopportabile e violando una ordinanza del comune di Gaeta installando abusivamente e senza permesso del comune le apparecchiature con le quali hanno copertoli cono d'ombra della frequenzao la frequenza 42 da sempre utilizzato da TMO Gaeta.

I cittadini della città tirrenica sono indignati da questo misfatto e invitiamo le forze politiche a prendere iniziative adeguate presso gli enti istitutivi preposti alla conservazione della democrazia nel nostro paese. Non vogliamo più essere colonizzati da queste emitenti e dalle loro porcate televisive, da questi canali che vendono tappeti ed altro ai nostri concittadini senza nemmeno pagare la tassa sull'etere pubblico e senza pagare TARSU mentre un ambulate è costretto a farlo. Il partito del Sud denuncia alle istituzioni europee e internazionali che venga ripristinata la democrazia in Italia costretta da anni a subire,tramite le emittenti generaliste la colonizzazione commerciale, politica,economica del Nord dopo che per 147 anni hanno colonizzato fisicamente e materialmente il Sud. La prima telestreet d'Italia ha fatto scuola e qualcuno vuole oscurarla, il partito del Sud, indignato, si rivolge ai propri amministratori, al presidente della repubblica, al presidente della Regione Lazio, a quello della Provincia, alle istituzioni europee affinché si lasci trasmettere TMo Gaeta sulla frequenza 42 da sempre utilizzata dall'emittente Gaetana e che venga rispettato l'art. 21 della costituzione italiana e repubblicana. Questa emittente romana ha agito sul nostro territorio perché aiutata da qualcuno che già in passato aveva tentato di spegnere TMO Gaeta e sarà smascherato definitivamente. TMO Gaeta è nata come tv e come voce del Sud e le sue attrezzature, nonostante abbia un suo direttivo autonomo ed un'associazione propria, trasmette dai locali del nostro Partito e riteniamo questo un attacco al Sud e al partito stesso essendo noi in competizione elettorale in Sicilia e in tre comuni per l'elezioni comunali di quei paesi (due in Sicilia ed uno nelle Puglie) operato da questa emittente romana. Chiediamo all'ufficio territoriale del Ministero delle Telecomunicazioni di spegnere il trasmettitore della tv romana, e di ripristinare lo status precedente, inoltre chiediamo al direttore del parco riviera di Ulisse di far rispettare le norme emanate dal comune di Gaeta, come chiediamo agli organi competenti del comune il sequestro delle attrezzature e della postazione abusiva dell'emittente romana che niente ha a che fare con i gaetani, riprendiamoci il nostro territorio, l'etere e quant'altro. TMO Gaeta non fa pubblicità e si regge con i contributi di tutti i cittadini di Gaeta.

 

 

Latina Oggi - 03/02/2008

L'assessore Ciano: "Telestreet, avanti"
di Teresa Di Maio

 

«Mi sarei fatto in quattro per la difesa di qualsiasi altra tv». Così esordisce l’assessore Antonio Ciano, nonchè fondatore di Tele Monte Orlando, la telestreet più popolare di Gaeta e forse del Golfo, ma soprattutto la più seguita. Ad oggi la tivù continua a trasmettere dopo le polemiche degli ultimi giorni e l’oscuramento della frequenza. «Tutto si è risolto in una bolla di sapone - racconta Ciano - le telestreet non sono abusive, anche se c’è un vuoto legisltaivo (si attedeva il decreto Gentiloni che sarebbe intervenuto anche su questa questione). Dove ci sono dei canali liberi si può trasmettere». Liquida così il caso burocratico che però evidentemente ha assunto anche un’altra veste, quella politica che il suo fondatore non smentisce. «Intanto, voglio precisare che anche io a suo tempo feci regolare domanda al ministero per l’assegnazione del canale, quindi penso che Tmo abbia un diritto di precedenza, comunque le televisioni di strada non si possono spegnere. Che poi ci sia stata l’intenzione di farci chiudere non escludo che dipenda da qualche tentazione politica. Anche se - precisa - Tmo è una tv che ha intervistato tutti, non ha mai escluso nessuno, quindi non vedo quale accanimento». Rivendica dunque, il suo mentore, la trasversalità della tv, la sua imparzialità («da quando sono stato nominato assessore non mi hanno mai invitato»), ma soprattutto il pluralismo dell’informazione. «Non credo - chiosa - che si possa imputare a Tmo l’elezione dell’attuale sindaco volto noto sugli schermi locali credo che sia stato eletto per le sue capacità non per la tv». Anche se la continuità tra la tv e l’ultima tornata elettorale balza agli occhi, visto che il suo stesso fondatore ha «ottenuto» l’incarico di assessore. Cosa assolutamente lecita, peraltro. «Questa tv ha fatto scuola - conclude Ciano - io la difendo come un qualsiasi altro cittadino. Sono anni, ben sei, che andiamo in onda e se questo non si poteva fare ci avrebbero fermato molto prima. Per ora non c’è nulla che ce lo impedisca, ma penso che questo patrimonio vada tutelato».

 

 

GolfoTv.it - 03/02/2008

Tmo aperta a tutti... o quasi!
di Salvatore Delio

 

Il potere è sempre sensibile all'informazione come strumento di creazione ed orietamento del costume. La politica, che di ciò è conscia, fa di tutto per il possesso e l'uso di quello strumento. La guerra dell'etere tra TMO e Gaeta TV è sicuramente lotta politica piuttosto che lotta economica, dal momento che quella telestreet non fa pubblicità (a pagamento). Il patron di TMO, leader del partito del Sud a Gaeta, è patron di quella porzione di etere su cui vanta diritto di primo occupante. Nemico di Berlusconi, egli tenta di assomigliargli coniugando politica e mezzo di informazione. Nel suo proclama di chiamata dei suoi alla crociata a difesa della (sua) informazione mischia un po' tutti i motivi di lotta più nobili: lotta ai poteri forti, alla nuova e vecchia P2, al Nord oppressore, all'ignoranza strumento inconscio dei poteri negativi, ai concittadini caini che non sostengono il diritto sacrale di TMO a trasmettere nell'etere cittadino. Tra gli appelli più significativi del suo proclama, abbiamo estratto le seguenti espressioni: "Orlandones, chi ha creato TMO Gaeta vi è vicino, l'amministrazione comunale vi è vicino,". "i giusti saranno sempre con voi, parteciperanno alle vostre lotte, alla conquista della libertà di Gaeta e del Sud. I servi sciocchi un giorno saranno messi alla gogna, saranno sconfitti dalla storia che avete contribuito ad edificare." "quando il Partito del Sud andrà al potere saranno sconfitti per sempre".

Premetto che ritengo diritto di tutti ad accedere ai mezzi di comunicazione, ed ancora di più riconosco tale diritto alle classi sociali non dominanti che dovrebbero avere addirittura a spese pubbliche l'uso di tali mezzi di informazione. Ma una frequenza non è divisibile tra più contendenti, allora resta un solo problema: è veramente questa frequenza di proprietà della città usata per scopi generali della città ? Al di là delle dichiarazioni di buoni propositi e di intendimenti, bisogna vedere la realtà. E questa dice che TMO è stata ed è utilizzata per fini politici. Di ciò ne è conscio lo stesso fondatore, che non disdegna emulare in questo caso lo stesso Cavaliere al quale dice di opporsi. Quando chiesi al conduttore di TMO di fare un servizio sul problema agitato dal Comitato peschiera no petroliera per sensibilizzare la città e le autorità alla pericolosità cittadina di quel terminal, il patron mi disse che quello non era il solo sito pericoloso, e che c'erano anche i depositi militari di combustibili su Monte Orlando altrettanto pericolosi. Sta di fatto che fece spallucce, non avendo interesse (politico) alla cosa. Nel frattempo, sugli schermi di TMO impazzavano 24 ore su 24 spot politici e pubblicitari per amici. Ebbi modo di ripetere la richiesta, ma il segnale era stato temporaneamente oscurato dall'autorità competente, ed allora fu promesso che il servizio si sarebbe fatto appena il segnale fosse stato ripristinato. Il segnale è stato ripristinato, ma quel servizio sul problema petroliera, agitato su tutti i mezzi di stampa cartacea e non, è stato sempre snobbato da TMO. Oggi posso dire a TMO che non è vero che tutti, senza discriminazione alcuna, hanno avuto accesso agli schermi di TMO, perché io sono stato discriminato. Ed è peccato (per TMO), perché si è perso un motivo di merito che la stessa telestreet poteva ascrivere anche a suo nome, dal momento che: 1_ Legambiente, dal Comitato petroliera sollecitata, ha riconosciuto ed aiutato la giusta battaglia del quartiere Peschhiera_Villa Sirene; 2_ il Presidente della port authority ha riconosciuto di recente a mezzo stampa che la petroliera costituisce pericolo per il quartiete ed ha avviato lo studio di spostamento di quel terminal ad una mono-boa al largo nella rada, come proposto dal comitato.

Ma non per questo siamo contrari a TMO e favorevole ad altri. Diciamo solo che quella frequenza è un bene cittadino e deve essere usata per il bene cittadino, concretamente e non solo a parole. I dubbi sulla utilità indistinta su tutta la città di quella frequenza li ingenera lo stesso patron, quando afferma che "l'amministrazione comunale gli è vicina", "quando il partito del Sud andrà al potere saranno sconfitti per sempre" i nemici di TMO. Perché mai l'amministrazione comunale ed il partito del Sud dovrebbero essere vicini a TMO e non al suo contendente ? E' forse TMO intesa strumento di penetrazione politica del pensiero progressista di Raimondi e sudista di Ciano? Se così fosse, non credo che tutti i cittadini giusti ed amanti della libertà di Gaeta lotteranno per difendere TMO, come il suo patron chiede.

 

 

Telefree.it - 01/02/2008

"Siam pronti alla morte!". I lunghi coltelli di Tmo
di Lince

 

Non sempre è vero che il modo migliore di combattere una battaglia è di offrire il petto al nemico. Leonida lo fece con i suo trecento spartani e perse. Di lui e del suo eroismo resta un'ara con un monumento. Nemmeno è giusta la tattica di sparare a qualunque cosa si muova o che abbia una voce diversa dalla tua.Fai tanto rumore, molti colpi vanno a vuoto e quei pochi che centrano il bersaglio non sai mai chi possono colpire. Ma di questi tempi che la saggezza è più usuale averla in difetto che in abbondanza, niente è più facile che fare come Leonida alle Termopili. Sguainare le spade e dire come fece lui. "Volete le armi? Venite a prenderle!!" Gliele presero.

A TMO lo staff al completo ha tenuto una conferenza stampa di fortuna. Pareva lì lì che dovessero essere catturati dalle avanguardie di qualche esercito invasore, invece grazie e a Dio è andato tutto bene e nessuno, né da Pomezia né da altrove, si è presentato in studio a sequestrargli la frequenza del canale 42. I toni erano alti. Proviamo a sintetizzarli con una frase sola:da queste parti pensano che il canale 42 ormai spetti loro di diritto e che quelli che glielo hanno tolto siano degli impostori.
- "Non siamo abusivi... - dice D. Ciano - ...abbiamo semplicemente messo l'ombrellone in una spiaggia libera."
Vero. Solo che se quella spiaggia ora l'hanno data in concessione a qualcun altro le cose si mettono male.
Però, invece di ragionare su questo, che alla fine è il problema vero, anche stavolta si ritorna su:
- la genesi antiberlusconiana delle telestreet,
- le vecchie storie di Serapo Village, contributi sociali e autovelox.
In pratica uno di Forza Italia non potrebbe farsi una televisione di strada. Oltre a non essere previsto dallo statuto nazionale delle telestreet, Berlusconi lo caccerebbe dal partito.
"Basta con la storia che siamo di parte...!" - sbotta Mino Forcina.
Vabbè, non lo diciamo più che siete di parte e poi nemmeno è l'argomento del giorno.

L'argomento del giorno è la presa del segnale da parte di questa CPS di Pomezia. A proposito, nessuno ha provato a chiamarla questa società e nessuno le ha chiesto spiegazioni. "Abbiamo fatto due più due..." - dice Erasmo Lombardi che intanto preannuncia lo sciopero della fame. Due più due. Si parte in quarta facendo nomi e accuse da querela senza aver fatto nemmeno una telefonata alla rete usurpatrice. E poi aggiunge: - "Su Monte Orlando se siamo abusivi noi sono abusivi pure gli altri!" Giusto, solo che neanche questo farà tornare in onda TMO. Stasera però si è verificata una cosa curiosa. Era come se i quattro la conferenza stampa l'avessero organizzata per essere consolati. Al di là dei paroloni di circostanza era come se cercassero un suggerimento o una spalla su cui piangere. Una sorta di seduta psicoanalitica alla ricerca di una via d'uscita. E la via d'uscita gliela hanno suggerita i giornalisti, quelli che avrebbero dovuto solo fargli le domande. Gliela hanno data data Sandra Cervone e Anna Galise che hanno riportato il discorso sul piano della ragionevolezza e del dialogo. Gli hanno detto di far lavorare il cervello insomma, oltre che far roteare le spade. Spiacerebbe a tutti perdere una televisione che è un grande patrimonio cittadino. Speriamo che i ragazzi dietro al tavolo li abbiano ascoltati. Anche perché se così non fosse, non accadrebbe come con Leonida alle Termopili. A lui hanno fatto un monumento e ora tutti lo chiamano eroe. A voi ragazzi non vi farebbero niente, perdereste la tv e qualcuno vi chiamerebbe pure ingenui.

 

 

Il Messaggero / Latina - 01/02/2008

Parco di Monte Orlando, un presidio permanente per difendere la street tv
di Sandra Cervone

 

Un presidio permanente sul Parco di Monte Orlando per «impedire l’installazione di qualsiasi impianto da parte di ditte o di privati». Così TMO, la telestreet di Gaeta fondata da Antonio Ciano nel 2001, risponde agli ultimi attacchi ricevuti da «chi vorrebbe oscurarla definitivamente». Gli “Orlandones” l’avevano annunciato ieri mattina in una conferenza stampa: sono pronti ad andare fino in fondo in questa «ennesima battaglia per la libertà d’informazione», rivendicando il «diritto di continuare a trasmettere dal canale 42». Agli Enti preposti chiedono di «salvaguardare pluralità, democrazia e libertà», ai gaetani di essere «solidali con la loro Tv», per impedire che «una voce libera venga definitivamente azzittita». Erasmo Lombardi, Damiano Ciano, Mino Forcina, Gino Oliviero, hanno raccontato quello che è successo da sabato scorso quando, cioè, TMO è stata oscurata da un segnale acceso sulla sua stessa frequenza. In pieno territorio del Parco e in barba ad ogni normativa vigente. «Tutti sanno che quel segnale appartiene a noi –dicono- siamo stati ospitati come telestreet di Gaeta finanche dal sottosegretario alle telecomunicazioni e mai nessuno ci ha negato il diritto di esistere». Ciò che la legge non prevede, in pratica, non può essere vietato e Tele Monte Orlando, se non bastasse, fa parte del movimento delle telestreet d’Italia e le sono state dedicate tesi di laurea ed il film “Libertà”.

 

 

Latina Oggi - 01/02/2008

Piano antenne al via
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Alla luce delle polemiche intorno all’etere, dalla Regione sarebbe giunto un segnale di regolamentazione. Secondo alcune fonti infatti sarebbe arrivata una lettera con la quale l’ente comunale sarebbe stato invitato alla «riduzione a conformità dell’inquinamento elettromagnetico» del territorio di competenza.
Come si ricorderà la procedura era stata avviata già nell’estate del 2006 con la precedente amministrazione ed una tavola rotonda tra le varie parti interessate: non solo le istituzioni, il Parco ed il Comune, ma anche gli operatori di telefonia e coloro che detengono l’installazione di antenne. Una concertazione nata a seguito di dure contestazioni da parte del quartiere «Il Colle» che si vide piantare una bella antenna telefonica tra le case. Da allora solo oggi sarebbero state recuperate le fila di quel discorso che probabilmente potrebbe portare anche a disciplinare una materia piuttosto aggrovigliata come dimostrano le recenti cronache. Vedi, appunto, il caso scoppiato attorno al canale 42 contesa dalla telestreet Tele Monte Orlando da un lato e una società romana dall’altro.

 

 

Il Messaggero / Latina - 30/01/2008

Tele Monte Orlando e la guerra delle frequenze
di Sandra Cervone

 

“Il canale 42 di Gaeta appartiene alla città e TeleMonteOrlando lo rivendicherà in tutte le sedi istituzionali e nei modi più opportuni”. Recita così il comunicato diffuso ieri dalla redazione di TMO, la Telestreet gaetana che trasmette da questa frequenza dal dicembre 2001. «Il 24 gennaio scorso - spiega - la Società CPS di Pomezia (Roma), vantando una presunta concessione ministeriale, ha incaricato il proprio tecnico delegato alla manutenzione degli impianti di attivare dalla postazione di proprietà della citata società un segnale sulla frequenza 42». Il tutto - sempre a detta della redazione di TMO - in modo «completamente abusivo ed in totale spregio della sovranità del Parco Regionale di Monte Orlando, nella cui area è vietata da anni qualsiasi ulteriore installazione di nuovi impianti di trasmissione». Oltre a rappresentare il tutto al direttore del Parco, Beniamino Gallinaro, (al quale è stata consegnata altresì una «adeguata documentazione fotografica dell’abuso commesso»), TMO ha organizzato per giovedì 31 gennaio, alle ore 12, nei propri locali di via Rimini n.1, a Gaeta, una conferenza stampa sulla «grave situazione». Da giorni, intanto, le trasmissioni sono di fatto interrotte. «Continueremo la nostra battaglia per la libertà - assicurano dalla telestreet - rivendicando il diritto di trasmettere nell’etere della città attraverso il canale 42 che è patrimonio della collettività gaetana». Sono oltre 4mila, del resto, i gaetani che hanno aderito all’associazione presieduta da Erasmo Lombardi. E la solidarietà resta forte anche in questo ennesimo momento di difficoltà che la Tv di strada di Gaeta sta attraversando. «Sosteneteci - è l’appello degli “Orlandones” - la nostra è una battaglia per la libertà di espressione e per il pluralismo dell’informazione contro chi vorrebbe azzittirci».

 

 

Latina Oggi - 30/01/2008

Gaeta, l'etere divide le due tv
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E’ guerra sull’etere. E per l’etere. A fare concorrenza a Tele Monte Orlando si sarebbe messa di traverso la società Cps di Pomezia che, secondo Tmo «vantando una presunta concessione ministeriale, avrebbe incaricato il proprio tecnico delegato alla manutenzione degli impianti di attivare dalla postazione di proprietà della citata società un segnale sulla frequenza 42 occupata dal dicembre 2001 da Tmo». «Tale installazione è completamente abusiva», tuonano da Tele Monte Orlando, che, come si sa è una telestreet che grazie al suo mentore, l’assessore Antonio Ciano, sbanca negli ascolti sia le reti nazionali che le altre locali. «Questa installazione è stata realizzata senza alcuna autorizzazione del parco di Monte Orlando, nella cui area è vietata da anni qualsiasi postazione di nuovi impianti di trasmissione. Tmo continuerà la sua battaglia per la libertà, rivendicando il proprio diritto a trasmettere nell'etere della città attraverso il canale 42, che è patrimonio della collettività gaetana che essa rappresenta, grazie all'adesione di oltre 4000 soci alla propria sssociazione. Il canale 42 appartiene a Gaeta - si legge ancora nella nota diramata dalla redazione della tv locale - e Tmo lo rivendicherà in tutte le sedi istituzionali e nei modi più opportuni. Sosteneteci in questa battaglia per la libertà di espressione e il pluralismo dell'informazione contro chi vorrebbe zittirci, asservire e svendere ancora una volta un patrimonio della nostra città». Ma come, verrebbe da chiedere, la libertà di espressione non è garantita proprio dal pluralismo?

 

 

Telefree.it - 30/01/2008

L'antennista, il segnale e la guerra tra bande
di Lince

Oggi un buon antennista lo paghi a peso d'oro perché è diventato prezioso come un idraulico, anzi di più. A un rubinetto che perde ci puoi mettere rimedio magari nastrandolo con la canapa o col teflon e lo stesso puoi fare con un tubo rotto. Ma a una telestreet che rimane senza segnale non puoi fare nulla. Ancora di più ci rimani male se ti dicono che l'antennista che il segnale te l'ha tolto era quello che un tempo te l'aveva dato.
Questo è successo qui dove un tale di nome Livio Batosi che pure TMO aveva contribuito a farla nascere, oggi viene accusato di averla spenta.
Ma andiamo per ordine.

A Gaeta ci sono due televisioni locali. Potrebbero andare daccordo come due inquilini sullo stesso pianerottolo, invece no, sono cane e gatto tanto che l'una nemmeno riconosce l'altra. Una delle due, che da qualche giorno non ha più il segnale accusa addirittura un suo vecchio collaboratore (che nel frattempo ha fondato la tv concorrente), di aver staccato la spina. Le due tv si chiamano TMO e Gaeta TV. Stasera ci siamo sintonizzati su quest'ultima dove quell' "antennista" stava dicendo la sua.

Due tv diverse ma alla fine ugualissime. Oddio, qualche differenza c'è.
La prima, quella che si definisce telestreet i contributi per andare avanti li chiede agli spettatori. L'altra i contributi non li chiede a nessuno, come se ci fosse già chi glieli da. La prima scende di più nelle strade. Riprende processioni, feste, inaugurazioni politiche, consigli comunali. La seconda lo fa meno. Nessuna delle due dice di essere di parte, mentre è probabile che lo siano entrambe. GaetaTv è di parte per definizione, sostenuta apertamente dagli esponenti della vecchia maggioranza. TMO più o meno inconsapevolmente lo è diventata.
Però alla fine sono sempre due studioli ricavati da garages. Stessa atmosfera, stesso lenzuolame a fare da fondale, stessi visi "paesani", stesso dialetto, stesso tutto. Eppure c'è guerra tra loro.

L'antennista Livio Batosi, si difende. Nega di essere stato lui ad accendere il segnale che ha oscurato quello di TMO. Mostra invece una carta in cui viene autorizzato ad accedere in una certa area per manutenzionare il canale 33. Dice invece che una rete di Roma del circuito Amici TV, sfruttando quel territorio di nessuno chiamato cono d'ombra vi abbia piazzato il suo segnale, togliendolo a TMO.  Tra un intervento e l'altro arrivano gli sms degli spettatori. Molti sono irridenti, irrispettosi, partigiani, a tratti volgari. Come quelli che a volte arrivano a TMO.  TMO dal canto suo ha fatto un comunicato di fuoco accusando questo e quello e accampando diritti sul canale il 42. Ma il punto non è tanto questo.
Il punto che questa a noi ci pare una guerra tra poveri; di quelle tra gli etiopi e gli eritrei per intenderci. Una guerra fratricida e senza senso. Bella sarebbe una convivenza limpida, pulita, trasparente, un darsi la mano a vicenda. Ma sarebbe chiedere troppo al senso comune di questa città i cui cittadini tutti, come i marinai di Ulisse, sono stati trasformati in porci da una maga Circe sconosciuta. Due tv alla fine specchio evidente della povertà politico culturale in cui è sprofondata la vita sociale cittadina. Livellata verso il basso. Non c'è senso civico, né cultura, né partecipazione democratica e civile.Don Camillo e Peppone si rispettavano, questi nemmeno quello. Così alla fine l'un contro l'altro armati, tra risolini, battutine e ammiccamenti vari, a noi che ascoltiamo pare proprio di stare a perdere tempo. Ieri sera lo abbiamo realizzato appieno. Questa città è una Torre di Babele che ogni giorno diventa più alta.
Io per me, comincio a scendere.


Il Territorio - 29/01/2008
Tele Monte Orlando oscurata dai romani
di Franco Schiano

Da ieri il segnale di TMO , la più nota telestreet della città, è stato oscurato. La cosa non poteva passare inosservata perché la televisione inventata da Antonio Ciano è molto seguita. Le Telestreet operano in base ad una norma che permette o tollera di usare i coni d'ombra delle frequenze televisive su base strettamente locale. Nel caso di specie TMO trasmetteva usando le frequenze del canale 42 che sembrava non fossero occupate da alcun concessionario di frequenze televisive. Da ieri invece la frequenza è stata occupata, sembra in base ad una regolare concessione, da un network romano. Sulla faccenda sono in corso accertamenti a vari livelli. Anche l'Ente Parco Riviera d'Ulisse, è interessato alla questione in quanto il Monte Orlando, sulla cui sommità sorgono le antenne, fa parte integrante del Parco.
Tra l'altro la zona è ad alto rischio d'inquinamento elettromagnetico perché attualmente intasata da una selva di antenne radiotelevisve, che stando a una disposizione regionale dovrebbero essere tutte delocalizzate su Monte Conca. Se fosse vero che le frequenze del canale 42 sono state regolarmente date in concessione, TMO per continuare a trasmettere dovrà trovare un'altra frequenza libera. Impresa non facile, ma che certamente non scoraggerà gli orlandones, come simpaticamente vengono chiamati i vari collaboratori volontari dei TMO.
D'altronde non è la prima volta che TMO viene oscurata. L'ultima volta, l'estate scorsa, ci fu una specie di sollevazione popolare in difesa della TV di Ciano, che dopo qualche giorno riaccese il segnale e riprese le trasmissioni. Avverrà anche adesso?? Ne sapremo di più nei prossimi giorni. Personalmente siamo per la pluralità e la libertà d'informazione. La battaglia delle antenne rischia d'infiammare l'etere del Golfo nei prossimi giorni.


Telefree.it
- 29/01/2008
Tra Tmo e Gaeta Tv scoppia la guerra delle antenne
articolo con comunicati di Tmo e di Gaeta Tv

A Gaeta esplode la guerra delle antenne. Tra le due tivù cittadine, la telestreet Tele Monte Orlando fondata nel 2001 e Gaeta Tv nata agli inizi di quest'anno, è scoppiata oggi una battaglia a colpi di comunicati. Scambi d'accuse mandati in onda in sovrimpressione su sfondo nero.  

Con un video-comunicato trasmesso a rotazione continua da stamane, Tmo precisa con dati e accuse più circostanziate l'allarme lanciato nei giorni scorsi di un ennesimo oscuramento del suo segnale. Secondo gli orlandones una società di Pomezia dotata di concessione ministeriale avrebbe attivato dalla sua postazione su Monte Orlando un segnale proprio sulla frequenza 42, ovvero quella occupata da anni dal segnale di Tmo. Inoltre la postazione da cui questa emittente regionale interferisce col segnale di Tmo sarebbe "abusiva", in quanto nell'area protetta del Parco Regionale di Monte Orlando è vietata qualsiasi ulteriore installazione di nuovi impianti di trasmissione. Inoltre Tmo lancia un sospetto pesante verso l'emittente avversaria: nella vicenda delle interferenze sarebbe coinvolto il tecnico antennista Livio Batosi, ex tecnico di Tmo dalla sua nascita fino a settembre 2004 e attualmente tra i fondatori di Gaeta Tv. "Rivendicheremo il diritto a trasmettere sul canale 42" annunciano gli orlandones. I quali però non hanno né una concessione né molti appigli legali cui aggrapparsi: proprio in questi giorni il progetto di legge per regolarizzare le telestreet inserito nella legge di riforma Gentiloni sembra essere affondato assieme al governo Prodi.

Sempre stamattina Gaeta Tv - che pure non ha concessione e si proclama "telestreet" - ha replicato con un breve comunicato trasmesso sui suoi schermi. Dove si difende il socio Batosi mentre i sospetti sollevati dalla ricostruzione di Tmo vengono liquidati come una "strumentalizzazione politica". Secondo gli avversari di Gaeta Tv, Tmo "utilizza abusivamente per propri fini il canale 42 appartenente legalmente ad un'altra emittente regolarmente concessionaria". Nel corso di una diretta trasmessa in serata Livio Batosi ha stigmatizzato "l'attacco personale nei miei confronti": "non ho il potere di spegnere a piacimento segnali di altre televisioni". Con vari ospiti in studio, tra cui un avvocato, sono stati letti numerosi sms contro Tmo. I pubblici attestati di "solidarietà" espressi giusto ieri da Gaeta Tv verso gli orlandones sono ormai cosa vecchia.

Il caso potrebbe avere ripercussioni amministrative per la gestione di antenne e ripetitori sul parco di Monte Orlando: un Piano Regionale ne prevede da tempo il trasferimento. E due mesi fa il presidente del parco Gallinaro aveva espresso preoccupazione per i "numerosi campi elettromagnetici". Al di là di questo proprio l'assessore al Demanio, ed ex fondatore di Tmo, Ciano si impegnò appena insediato nel luglio scorso affinché "tutte le emittenti cittadine abbiano garantito il diritto a trasmettere sul nostro territorio". Ma la guerra delle antenne gaetane assume qualche notevole connotato politico, da non sottovalutare. Sia per Tmo, il cui fondatore Antonio Ciano si è candidato nel 2007 alle elezioni comunali conquistando poi la poltrona di assessore al Demanio, alla quale si imputa ormai da tempo di essere il megafono dell'amministrazione Raimondi dopo averne favorito la vittoria. Sia per Gaeta Tv su cui fin dalla nascita, alla vigilia delle scorse elezioni comunali, pesa l'accusa di essere l'emittente "sponsorizzata" dal centrodestra dei Magliozzi brothers. "Ormai siamo alla guerra tra colleghi, speriamo che i politici locali non la fomentino" è l'amaro commento della giornalista del Messaggero Sandra Cervone nel forum del nostro sito.

Di seguito riportiamo i due comunicati trasmessi oggi da Tmo e da Gaeta Tv.

Comunicato di Tele Monte Orlando del 28/01/2008
La redazione di Tele Monte Orlando comunica alla cittadinanza che in data 26 gennaio 2008 la società CPS di Pomezia (Roma) vantando una presunta concessione ministeriale ha incaricato il proprio tecnico delegato alla manutenzione degli impianti Sig. Livio Batosi di attivare dalla postazione di proprietà della citata società un segnale sulla frequenza 42 occupata dal dicembre 2001 dal segnale di TMO. Tale installazione completamente abusiva veniva realizzata senza alcuna autorizzazione in totale spregio della sovranità del Parco Regionale di Monte Orlando, nella cui area è vietata qualsiasi ulteriore installazione di nuovi impianti di trasmissione. Detta situazione veniva immediatamente rappresentata al presidente del Parco B. Gallinaro, al quale veniva consegnata adeguata documentazione fotografica dell'abuso commesso.
Tele Monte Orlando continuerà la sua battaglia per la libertà rivendicando il diritto a trasmettere nell'etere della propria città attraverso il canale 42, che è patrimonio della collettività Gaetana che essa rappresenta, grazie all'adesione di oltre 4000 Soci alla propria Associazione.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno espresso solidarietà e rispediamo al mittente le accuse di faziosità che con il solito stile ci sono state rivolte attraverso gli organi di stampa dall'ex sindaco di Gaeta Massimo Magliozzi.
Il canale 42 di Gaeta appartiene alla Città e TMO lo rivendicherà in tutte le sedi istituzionali e nei modi più opportuni! Sosteneteci in questa battaglia per la libertà di espressione e il pluralismo dell'informazione contro chi vorrebbe zittirci , asservire e svendere ancora una volta un patrimonio della nostra Città.

Comunicato di Gaeta Tv del 28/01/2008
La redazione di Gaeta Tv comunica alla cittadinanza che stasera alle ore 21,30 andrà in onda una puntata speciale de "L'Ora Legale".
Sarà chiarita la posizione del Dott. Livio Batosi in merito alla incresciuosa situazione ed alla strumentalizzazione politica tipicamente e notoriamente utilizzata da chi vantandosi falsamente di nascere libero utilizza abusivamente per propri fini il mezzo televisivo attraverso il canale 42 appartenente legalmente ad altra emittente regolarmente concessionaria.
Si ricorda che il canale 42, come ad esempio il canale 18, appartengono al Ministero che ne dispone attraverso concessione il regolare utilizzo.
Non mancate, siete voi cittadini che dovete avere chiarezza di cosa veramente succede nell'etere gaetano.