RASSEGNA STAMPA TMO
[tmowatch]
Telefree.it - 13/08/2007
Antonio Ciano si dimette da Tmo, "faccio l'assessore"
di ldc
Antonio
Ciano si dimette da Tele Monte Orlando, "ora faccio l'assessore a tempo pieno".
Così il Masaniello dell'etere, fondatore e autentica icona della telestreet
gaetana, ora che siede sulla poltrona di assessore al Demanio nella giunta
civica di Raimondi, annuncia che lascerà la sua creatura televisiva in buone
mani.
L'annuncio è arrivato direttamente dagli schermi di Tmo, durante il servizio
sull'apertura di un parcheggio nell'ex vetreria. È Erasmo Lombardi, cronista
dell'emittente e presidente dell'Associazione Tmo, a dire per primo che "noi di
Tmo non vogliamo dare adito ad alcuna polemica o sospetto di favoritismi da
parte dell'attuale amministrazione comunale". La risposta di Ciano non si fa
attendere: "Mi sono dimesso da Tmo, vi arriverà nei prossimi giorni la mia
lettera di dimissioni. D'altronde sono tre mesi, da quando ero un candidato alle
elezioni, che non metto piede nella sede della tv. Ora svolgo un ruolo
istituzionale, ed è giusto che sia così". "Certo - aggiunge Antonio quasi con
una punta di commozione - se vorrò fare un servizio dovrete consertirmelo di
fare come è nella filosofia di Tmo, come lo può fare anche l'avvocato Matarazzo
o l'ex sindaco Magliozzi, per esempio. D'altronde ormai fa parte del mio dna, se
me lo levate del tutto, ecco, ne morirei".
Erasmo Lombardi ribadisce: "L'Associazione che fa capo a Tmo accoglierà le
dimissioni di Ciano. Lo facciamo per garantire trasparenza, per non dare nessun
appiglio per crocifiggere Tmo come già è stato fatto, visto che qualcuno ancora
continua a sabotarci". Nel ruolo di assessore, Ciano ora garantisce che "la
giunta si impegnerà per trovare un luogo dove tutte le telestreet della nostra
città potranno sistemare le loro antenne".
Prima e dopo le elezioni Tmo è stato oggetto di accanite polemiche e accuse di
"faziosità", sopratutto da parte del centrodestra. L'ex sindaco Magliozzi si è
spinto a dire che "Tmo ha alterato il risultato elettorale". Attacchi sempre
respinti dagli orlandones, dimostrando come Tmo ha sempre garantito ospitalità a
tutte le forze politiche e rigorosa par condicio nei tempi della campagna
elettorale. Il 1° agosto la telestreet gaetana ha riacceso il suo segnale dopo
un mese di buio, causato dall'invito della polizia postale a smantellare le
antenne dalla vecchia postazione dopo una denuncia. "Stavolta sarà dura
toglierci la postazione, la difenderemo a denti stretti perché è un nostro
diritto, nell'etere già invaso da tante tv commerciali e spesso volgari. Tmo è
fatta per far esprimere i cittadini" ribadisce Lombardi.
Sono lontani i tempi in cui il trasmettitore di Tmo era ospitato nel tinello di
casa Ciano, "tra il mio letto e quello di mia moglie". Ora Tmo è un'associazione
organizzata, sostenuta dalle offerte che arrivano attraverso un conto corrente
pubblico, una realtà riconosciuta e apprezzata non solo a livello locale,
oggetto di varie tesi di laurea e addirittura di un film intitolato "Libertà",
girato da due giovani registi italo-tedeschi e molto apprezzato nei festival di
tutta Europa. Nei prossimi mesi la Camera discuterà anche di un emendamento alla
legge Gentiloni che regolarizzerebbe in parte la posizione di Tmo e delle altre
telestreet esistenti in Italia, di cui quella di Gaeta è stata una delle prime e
di sicuro la più seguita. Il "brigante" Ciano, che insieme a un antennista diede
vita quasi di nascosto a Tmo nel Natale del 2001, va fiero dei risultati
raggiunti, a dispetto dei soliti scetticismi. "Ma ora il compito per cui sono
stato eletto dai cittadini gaetani è un altro, e governare è difficile". Il
brigante gaetano che voleva sfidare Berlusconi con i suoi stessi mezzi ora si
arrende, almeno lui, di fronte al rischio supremo: quello del conflitto di
interessi. Da oggi torna ad essere un semplice "socio sostenitore" di Tmo, come
gli oltre quattromila cittadini gaetani, statisticamente di tutti i partiti e di
tutte le fedi.