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Ci vorrebbe un miracolo

Ci vorrebbe un miracolo, la scritta appare su manifesti anonimi, non firmati, sfondo di un rosso profondo come le zone in cui per decreto non ci si può muovere, evidenziata su sfondo bianco la parola “miracolo”. Li vedono tutti o non li vede nessuno, camminando veloci carichi di buste e spese, regali e foglietti con sopra appena stampata la parola “negativo”. Si chiacchiera, ci si saluta, si è contenti di vedersi comunque vivi, tutto sommato regolari. Proviamo a fingere una normalità che da tempo se n’è andata, ma lo facciamo sottovoce, senza metterci la faccia. Stiamo sempre a casa, diciamo in giro che mangeremo tanto e ci faremo dei regali ma pure i bidoni dell’immondizia sembrano meno pieni del solito invece di traboccare. Chissà se qualcuno ancora vede le partite, ancora prega, ancora inforna il pane. Si vive di desideri ma poi arrivano le feste di fine anno e tutti abbiamo voglia di oroscopi e bilanci in cui non è mai colpa nostra, vogliamo illuderci che l’anno vecchio si porterà le cose brutte con sé e l’anno nuovo sarà immacolato e speranzoso come i neonati al telegiornale del primo gennaio, ma nemmeno il latte in frigorifero diventa acido esattamente alla mezzanotte del giorno della scadenza scritto sul cartone.

Mai come quest’anno tutti non vedono l’ora che l’anno passi. Dai terrazzi e dai balconi tra qualche giorno qualcuno sparerà fuochi d’artificio, e al netto del pericolo forse sarà meglio che cantare o esporre bandiere. Se c’è una cosa che l’anno che sta per finire ci ha insegnato, insieme al numero di passi di cui è fatto il corridoio di casa, è la mutevolezza di tutto: le abitudini quotidiane possono infrangersi, le idee di cui ci dichiariamo certi possono cambiare senza avvisarci, le speranze possono essere smentite dal tramonto all’alba, gli sfottò e i pregiudizi possono ritorcersi contro chi li aveva appena pronunciati. Non è detto che l’abbiamo imparata questa cosa, anzi vorremmo cancellarlo tutto quest’anno, come vorremmo cancellare chi non ci piace, chi non la pensa come noi, chi non fa le cose giuste, chi diceva anni fa una cosa che oggi non direbbe più. Ci vorrebbe un miracolo, già.

Luca Di Ciaccio • 23 Dicembre 2020


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