Ludik

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L’estate in miniatura

Sognavo un’estate piccola così, in un’Italia affollata come una casa dove c’è una festa con gli amici che aspettavi di rivedere, con i Musei Vaticani in cucina, Ortigia in salone, piazza San Marco nel lavandino e un giardino troppo stretto per ospitare tutti. Un’estate romantica e un po’ mitomane come certi lidi romagnoli. Già che…

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Sala d’attesa

Forse è davvero l’unica sala d’attesa rimasta tale in una grande stazione italiana. Non un bar, un ristorante, un negozio, una spazio “lounge” o “vip” di una compagnia ferroviaria, un posto dove ti chiedono una tessera prima di entrare o uno dove vogliono venderti qualcosa. Una sala d’attesa con le persone che entrano e che…

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Saddam e altre statue

In quasi tutte le foto di statue che ho scattato c’è un uccello che spensierato e noncurante si posa sulla testa del personaggio raffigurato. Che durino secoli o meno le statue sono fatte per gli uccelli che vi si posano sopra spesso scaricando i loro impellenti e organici bisogni. Agli umani le statue interessano solo…

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Mascherine dimenticate

Ogni tanto quando esco di casa ancora mi dimentico della mascherina. Mi ricordo del portafogli, del telefono, delle chiavi, pure dei fazzoletti, poso la mano sulle tasche come faccio da sempre per controllare che ogni cosa sia al suo posto, poi scendo due piani, intravedo la luce della strada che sta lì fuori, questa luce…

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Risvegli post-quarantena

Primo NON sogno della fase 2. Attraverso in bicicletta il centro di Roma, sembra di stare in una domenica d’agosto degli anni cinquanta. Gli uffici e i negozi chiusi, qualche bar aperto con il titolare appoggiato sulla porta, mentre fuma una sigaretta e si guarda attorno, rade automobili, ragazze che pedalano. In un vicolo di…

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Sogni in quarantena

PRIMO SOGNO. Sono a casa a Gaeta e ho in mano una busta delle analisi dove c’è scritto che sono positivo al coronavirus. Sono spaventato perché so che nel giro di poco verranno a prendermi. Esco di casa e indosso una sciarpa enorme e un cappello per non farmi riconoscere perché in paese tutti già…

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