Ludik

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Mas (que nada?)

Nelle pause tra una lezione e l’altra, mentre scorreva l’ultimo trimestre tra poca voglia di fare le cose e molta di finirle e passare ad altro, scivolavo via delle aule universitarie del secondo piano e dal mercato rionale del piano terra, e andavo a farmi un giro. Attraversavo i portici di piazza Vittorio, a passo veloce,…

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Il contagio delle borgate

“Si c’è ‘na cosa bella, qui alle Torri, è il panorama”. Ci si può rilassare, dal dodicesimo piano di un palazzo di borgata, verso le sette di sera. Oltre il pulviscolo delle periferie estreme c’è un tramonto scenografico, col rosso stratificato, colori da videogioco, da indiani e cowboy. “So’ tanti che vengono a fà ricerche sulle borgate,…

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Provincia di Fonopoli

A pochi giorni dal ballottaggio per le elezioni comunali di Roma scendono in campo le utopie. Se Mario Capanna in nome, e forse pure per conto, di quei formidabili anni del Sessantotto dice che vedere Gianni Alemanno con la sua croce celtica al collo sulla cima del Campidoglio non gli dispiacerebbe affatto, allora un professionista della…

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Seduto in panchina

La mia panchina preferita sta a Porta Maggiore, nel mezzo degli incroci dei tram che si divincolano tra il centro e le periferie di Roma. Più che una panchina una lastra di marmo. Mi piace sedermi lì, in mezzo alla gente che aspetta il prossimo tram, o la coincidenza di un autobus. E però restarci fermo,…

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La litoranea di Ulisse nell’Italia del boom

Le strade uniscono, collegano, portano migrazioni e portano sventure, ricalcano antichi tracciati, sperimentano nuove curve, si costruiscono, si distruggono, si ricostruiscono ancora, sulle strade si fugge e ci si schianta, sono linee che parlano di chi le ha disegnate, che fanno girare i motori e a volte le balle, che legano uomini e storie. Poche cose…

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L’isola dei cinesi

“Noi abbiamo tutto, signole” mi dice la gentile commessa all’entrata, e non fatico a crederle. Nei tempi grami che stiamo attraversando, abbacchiati da crisi e inflazioni di vario genere, gli esercizi commerciali dei cinesi dovrebbero rappresentare una voce a parte dell’economia globale. Essi infatti non conoscono la crisi ma non conoscono nemmeno il successo: navigano in…

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