Ludik

Luca Di Ciaccio

Venezia, quanta acqua

Venezia oscilla, come da secoli i suoi pali di legno piantati nel fango e nell’acqua, tra il silenzio e il fracasso, tra le corti ovattate e il Canal Grande strombazzante di barche, le gondole solitarie e la flotta di serenate, con la fisarmonica e i turisti che battono le mani a ritmo e un baritono…

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Quel che resta di Pompei

Pompei è un paradiso di rovine. Rovine in pietra, in marmo, in mattoni, in tufo e in terriccio, una città che il tempo della rovina aveva salvato sotto la terra  e che è stata scavata e riportata alla luce per noi, per renderci padroni e spettatori delle rovine che tanto ci dicono e poco ci insegnano è…

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I giardini delle moschee

Ci sono moschee dove non ti lasciano nemmeno entrare se non sei un seguace dell’Islam. Altre così austere da schiacciarti. Altre ancora, intrise di furore guerriero, sorvegliate da guardiani implacabili. In alcune moschee, finita la preghiera, la gente ci resta. Vedi famiglie fare il picnic, bambini giocare a pallone tra donne nero vestite, uomini fumare seduti…

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Mare e carbone

A metà del pontile ero sul mare. Avevo solo cielo e mare e gabbiani attorno a me. E qualcuno ogni tanto che correva solitario. Camminare sul pontile, su quello che fino al 1993 è stato il molo di scarico di materiali destinati all’industria pesante, fa sentire come sospesi sopra un mondo estinto di carbone e acciaio, guardando…

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La Grecia per noi

La Grecia per noi è un’idea come un’altra si potrebbe dire, parafrasando la famosa canzone per quelli che stanno in fondo all’Europa, così quando sento che la Grecia è la culla dell’Occidente, più che pensare agli antichi, mi torna in mente l’estate, ma un’idea azzurra e purissima d’estate, macchiata di tamerici e polvere sollevata dai motorini, tramonti…

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Un metrò chiamato desiderio

Anvedi, che meraviglia, ma è aperta davvero, com’è nuova, com’è precisa, com’è bella, anzi bella forse no però viaggia, e de che te lamenti. Sempre interessante osservare la stupefazione dei romani di fronte alle cose nuove, l’espressione di sorpresa mista a incredulità per essere costretti a sospendere, seppur momentaneamente, il perenne stato di scazzatura e indignazione…

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