Ludik

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Luminarie e scion scion

Ieri sono sceso a fare una passeggiata a Gaeta e c’erano ancora tante persone coi telefonini in mano a guardare una fontana che spruzzava schizzi d’acqua a ritmo di musica con le luci colorate. E poi le luminarie a forma di stella marina e di polpo, di orsetto, di delfino e pure di gelato Maxibon,…

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Smarginatura

Forse nella bassa padana non usa, ma volevo dire che la “smarginatura”, come la chiama Elena Ferrante nei suoi romanzi, stanotte l’ho provata anche io. Solo che a Lila, l’amica geniale, è successo su una terrazza di Napoli circondata da razzi e tric trac del Capodanno 1958, “in mezzo ad esplosioni violentissime, nel gelo, tra…

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L’amica geniale

Sarà vero che dopo un po’ di tempo di un libro non possiamo ricordarci ogni parola ma di ogni libro che abbiamo amato ci ricordiamo sempre almeno l’atmosfera, il sentimento che provavamo leggendo, la paura e l’immedesimazione. Io dei libri, come dei film e delle serie tv, non ricordo mai nulla. Non potrei citare gli…

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Las Vegas in Brianza

Sono dentro un incubo lisergico da cui non mi risveglio, sono dentro un sogno didascalico da fotografo della domenica, oppure dentro un videoclip a costo zero di un rapper esordiente. Cosa ci fa un minareto abbandonato a due passi dal lago di Como, una galleria arebbeggiante, resti di una pagoda orientale, una discoteca vuota dove…

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Si sente vecchio?

In una della sue ultime interviste a Bernardo Bertolucci viene chiesto: si sente vecchio? E lui, rievocando Ultimo tango a Parigi, risponde: «Lo sa anche lei. Il tempo non esiste. Sono vecchio davanti all’insondabile mistero degli smartphone. Sono vecchio come allora, diciamo la verità, mi appariva Brando. Mi sentivo più vicino a Maria Schneider e…

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Scheletri nell’armadio

Al secondo piano di Villa Necchi Campiglio, in via Mozart, nel cuore di Milano, un guardaroba. I giovanissimi volontari del Fai dottamente intrattengono i visitatori riguardo i maglioni girocollo in lana e cashmere di Dior e i pregiati cappotti ancora filologicamente contenuti nei mobili della stanze che furono della signora Nedda Necchi. Viene poi spiegato…

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