Ludik

un blog

Pensare con i piedi

Non c’è solo il gioco del calcio. C’è il gioco delle parti. Sarà stato Jorge Valdano, centravanti dell’Argentina campione del mondo del 1986, a raccontare che il cittì Alfio Basile era solito commentare con aria disarmata: “Io sono bravissimo a disporre gli uomini in campo; purtroppo al fischio d’inizio loro si muovono”. Il tempo moderno, che…

Continua

Disgressioni sulla lucidità

“Che noia la passione”, mi sono detto una volta mentre me ne stavo seduto, infilato in un cubicolo dalle pareti arancioni, in un’azienda di comunicazione politica. L’importante è sedurre, sedurre ad ogni costo. A un certo punto qualcuno afferra il concetto e mi risponde: “Il guaio è che sembra che tutto accada per essere visto”. Troppo spesso, e…

Continua

Cecità flessibili

Cammino verso casa nella luce obliqua del tardo pomeriggio, indeciso se sentirmi soddisfatto della vita che ho. Sul balcone di casa le mollette rosse si fanno fotografare con precisione perpendicolare rispetto all’orizzonte. Leggo libri su persone di quarant’anni, che si chiamano Roberta, che guadagnano 250 euro al mese, che sono sovrastatate dalla sopravvivenza quotidiana, infangate in…

Continua

Gli orlandones gaetani si meritano un film

Esterno buio. Il bar della vecchia stazione stasera è quasi deserto, in un’uggiosa serata di marzo, in una Gaeta intirizzita dagli ultimi freddi. Il proprietario ci accende una stufa e ci porta del vino rosso. «Certo che Antonio se lo merita proprio un film» mi dice Nina Mair, posando il bicchiere. E il suo sguardo si…

Continua

Vite a Londra

Le vite suburbane di Londra si incrociano senza incontrarsi. Solo la pioggia, a un certo punto di un pomeriggio perso nella primavera, sembra avere così tante piccole mani per afferrarle tutte. Il vento della metropolitana passa sugli avambracci degli inglesi in maglietta e sulle spalle scoperte delle ragazze in vacanza. Dentro, ogni vagone è un…

Continua

Alzati che sta passando, un alito di vento

Nella notte più scura non si sapeva chi avesse vinto e chi avesse perso. La notte che doveva portare la primavera si trascina ancora dietro di sè l’alito degli italici caimani. Si vaga tra le piazze del potere, dove ciondolano militanti e giornalisti, turisti spaesati e onorevoli accaldati. Provo a entrare in una scuola e quasi…

Continua

1 87 88 89 90 91 94