Verso le due, nella luce accesa del pomeriggio, sto seduto attaccato al finestrino laterale della macchina. Testa di fuori e mani aperte. Un apposito spin doctor mi regge le gambe dentro l’abitacolo. Un altro, ovviamente, guida e se la ride sotto la barba. Un altro nel sedile posteriore urla slogan nel megafono che spunta dal finestrino, per legge non può dire di votare ma rispondere ai sondaggi si, quello si può. Altri spin doctors ci sorpassano nella corsia del lungomare, e riprendono tutto con la telecamera. Il paesone gaetano sonnecchia dietro le finestre. È un film? È politica? È una bieca operazione senza pudore? “Bravi, mi piacciono queste cose alla Orson Wells” ci rassicura Antonio, brigante della tv di strada. “Il marziano di Well è un attimo che ci diventa il marziano di Flaiano” aggiungo io. I manifesti, pochi, quasi da collezione, li avevamo fatti apparire nella notte. Di fronte al mare increspato, davanti al municipio ignaro, nel mezzo del corso da strusciare.
“Un marziano? – si chiedevano – Non lo so però ci sto”. Gli adesivi si spingono persino oltre. “Un marziano?”. “Mio cugino quello strano?”. “Flavia Vento?”. Non sappiamo come andrà a finire, ma i miei Spaghetti Spin Doctors me lo dicono chiaro: gli elettori gaetani – ahiloro – sono divisi, o mi amano o mi odiano, come le Superga. Pure Civitina, leggendaria vestale di una pensioncina abbarbicata sulle salite del borgo medievale, posto monacale e peccaminoso insieme, antico soggiorno della moglie del gerarca nazista Kappler ai tempi del soggiorno carcerario al castello di Gaeta, albergo monostella a metà tra la pensione dell’Ispettore Lo Gatto e la scena di un film di Lynch, perfino Civitina insomma è al corrente della nostra ardita operazione. Per quanto con un certo disappunto, dacché gli Spaghetti spin doctors l’hanno fatta stare sveglia ad aspettarli fino alle tre.
Claudio Sabelli Fioretti mi invia una letterina a mezzo blog: “Caro LDC, o viene fuori qualche intercettazione (telefonate con un trans-torinese o anche con trans-trentino andrebbero benissimo) oppure avrà difficoltà a farsi eleggere sindaco di Gaeta. Non potrebbe confessare qualche tangente? Non potrebbe tentare di comprare il Corriere della Sera (se non tutta l’azienda almeno una copia)? Non potrebbe picchiare a sangue un tifoso del Manchester? Ma i suoi spin doctors che cosa le dicono?”.
“Ma allora siamo senza pudore?” chiedo io. “Sì” mi rispondono. Non c’è una percezione diffusa dei limiti del buon gusto, grazie a dio. Di sera, al party elettorale gemellato con Obama, fioccano tielle, ciambelle, birra. Non so se appellare i convenuti come amici o come compagni o come cari. E così opto per un sempre attuale “concubini e concubine”. Gli applausi non mancano. Si candidano first ladies di ogni genere e gender. Gli adesivi vanno a ruba. Per le magliette si accettano ordinazioni. Più popolari e populisti che mai. “Ma fammi capire – mi dice un mio amico – mica dovrò crederci?”.
