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L’ultima Mina

Dove Mina cantò dal vivo per l’ultima volta oggi c’è un grande prato. Un uomo che corre, dei bambini mano per mano alla madre, due ragazze che prendono il sole, i balconi delle case, il rumore non distante del traffico e del mare. Dove Mina cantò dal vivo per l’ultima volta c’è un’ombra che non va via, l’ombra di chi se n’è andato, di chi si è negato, di chi si è nascosto per restare, per sempre. Non gioco più, me ne vado. L’ombra degli alberi che allora qui non c’erano, c’era solo il tendone di un grande show. Se telefonando tu potessi dirmi che non è un addio. Ma andarsene è un regalo, per sé e per gli altri. Andarsene è un modo formidabile per restare. Per onorare tutti gli amori giurati e spergiurati delle canzoni ascoltate tutte le volte che ci si amava o tutte le volte che si pensava che non si sarebbe amato più. La sera del 23 agosto 1978 una delle ultime canzoni cantate era “Stasera io qui”, scritta da Ivano Fossati: “Mi sono fermata, mi sono perduta”. Ora si vede l’azzurro del cielo, il verde dell’erba, il rosa dei palazzi circostanti, il giallo di un fiore selvatico, il blu di una di mille bolle. Lei invece è rimasta lì, una vita in bianco e nero, o dai colori decomposti, sgranati, sfocati. La sua voce lontana e onnipresente, come una nuvola, oppure un oceano, e col passare del tempo in sostanza un’astrazione. “Non è giusto che tanta gente non solo abbia la pensione garantita ma abbia potuto ascoltarti dal vivo” declama il poeta forzuto Gianni Miraglia nel mezzo di questo prato dove Mina canto l’ultima volta dal vivo, scendendo dal palco per non risalirci mai più, e dove ora si sente una voce, liberata nel vento.

Avatar Luca Di Ciaccio • 15 Ottobre 2019


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