Ricominciare senza ricordare, forse, non è così terribile. Ascolto le istruzioni del dottore – scopri il braccio, non sentirai l’ago, resta dieci minuti ad aspettare – mentre mi siedo davanti a lui, provo a non ricordare che è lo stesso dottore con cui pochi mesi fa ci mandavamo messaggi ad ogni ora del giorno e della notte, parlando di mio padre, mia madre, ossigenazione, febbre, corpi malati, polmoni guasti. Scruto le siringhe, ordinate e in fila sul tavolo, non ricordo che una volta mi facevano paura e adesso no. Mi guardo attorno nel vecchio ospedale però nuovo, ristrutturato da pochi anni, dovrei ma non voglio ricordarmi che è uno di quegli ospedali di provincia tagliati come rami secchi, chiusi come uffici inutili quando si pensava solo a risparmiare un po’. Ho appena letto su un foglio tutto quello che mi sto facendo iniettare nel mio corpo: un RNA messaggero, e poi lipide SM-102, colesterolo, distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina, dimiristoil-rac-glicero-metossipolietilenglicole, trometamolo e trometamolo cloridrato, acido acetico, sodio acetato triidrato, saccarosio e un po’ d’acqua di cui siamo fatti. Siamo la somma delle cose che riusciamo a dimenticare lasciandole andare a fondo, o al contrario siamo la somma delle cose che teniamo e riportiamo a galla nei nostri ricordi? Esco fuori, adulto e vaccinato, dove eravamo rimasti?
Proprio una domenica di quelle da “cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua”. Vuoti di cui s’era persa l’abitudine. La città deserta perché stavolta non sono tutti dentro ma tutti fuori, evasi verso il mare, la campagna, la montagna, i filtri di Instagram. Le strade spopolate riempite da echi di telecronache quando da cinque minuti sarà cominciata la partita della Nazionale e vorrai solo aggrapparti a una finestra per chiedere chi ha fatto palo. Il cielo bianco. L’aria ferma delle cose immobili che dovrebbero rassicurare nel loro ripetersi sempre uguali, nel restare indifferenti al loro posto, se fermo anche tu sapessi ancora stare. Sapere che vincere sarebbe bellissimo, vincere a sbafo sarebbe sublime.
