Ludik

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Navigando sui tetti

Le terrazze condominiali, irte di cammini e antenne, sono velieri nel mare di silenzio che si estende a perdita d’occhio, tra le onde di cinguettii che risuonano senza sosta, la scia di un’automobile solitaria passa in lontananza, ogni tanto un elicottero rapace vola in cielo nei giorni di festa. Dalle prue degli altri condomini si vedono le sagome di donne e uomini che camminano avanti e indietro, persi dentro telefonate infinite. Un uomo sta modellando una statua, una ragazza fa della ginnastica, bambini corrono come animali in gabbia. C’è chi si saluta, da un balcone all’altro, come marinai sfiniti da una navigazione troppo lunga. La città con i suoi scorci, i suoi monumenti, le sue piazze adesso laggiù è bella e vuota come l’abbiamo sempre desiderata, salvo che non la possiamo vedere. I prati fioriscono ma non possiamo calpestarli. La democrazia e la solidarietà sociale si rompono in mille pezzi ma non abbiamo piazze in cui urlarlo. Le persone care muoiono ma non possiamo andare a salutarle. I telefoni sono intasati di messaggi ma non abbiamo nessuno da abbracciare. Tutti siamo monaci bipolari, chiusi nei nostri monasteri domestici più o meno confortevoli, aggrappati ai riti di ogni giorno per resistere, oscillanti tra giornate di incongruo buonumore e momenti di irrefrenabile sconforto, risate e pianti. Siamo così ubbidienti per responsabilità o per conformismo? E nessuno si è ancora deciso a spiegarci che il difficile verrà dopo, quando toccherà uscire di casa e non basterà obbedire come bravi bambini ma bisognerà comportarsi da adulti, muoversi rispettando regole e limiti, chissà se saremo bravi uguale. Per ora l’ordine delle autorità è sempre lo stesso: fare ammuina ma stavolta senza muoversi, per carità. Quelli che stanno a prora restano a prora, quelli che stanno a poppa restano a poppa, quelli che stanno a destra restano a destra, quelli che stanno a sinistra restano a sinistra, quelli che stanno giù restano giù, quelli che stanno sopra restano sopra, tutti insomma restino a casa e guai a chi si muove.

Avatar Luca Di Ciaccio • 16 Aprile 2020


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