Categoria: Gaeta

  • Su le mani

    Su le mani

    Gerardino Pascali, per tutti e per sempre Dino Pascali, si è fermato all’improvviso, proprio come fanno i dj e i vocalist alle feste, col vecchio trucchetto di bloccare la musica per un istante e poi farci alzare tutti insieme le mani al cielo. E oggi siamo rimasti così, con la musica spenta, le braccia che stanno […]

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  • La favola delle luci di Natale

    La favola delle luci di Natale

    C’era una volta un paesone di mare dove il Natale sembrava non arrivare mai, dove le strade erano vuote di addobbi e di allegria, mentre gli abitanti camminavano tristi e malinconici sul corso nelle sere di dicembre, ripensando con nostalgia alle lunghe giornate d’estate dove il sole sembrava non voler tramontare mai e guardando con […]

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  • Seven Up

    Seven Up

    Adesso è un luogo maledetto. Sono i resti di una colonia spaziale abbandonata, un’astronave che una notte d’estate tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta atterrò in mezzo a campagne ancora contadine e non riprese più il volo, è la vita come se la ricordano i morti ritornanti, a metà strada tra Mad […]

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  • Nuvole di preti

    Nuvole di preti

    L’arcivescovo nuovo ha la faccia da sergente dei marines, i capelli pure, l’aria di uno con poche ciance, poca fuffa, poca posa aristocratica. Ma nella foto non si vede, c’è solo questa nuvola bianca di preti che cammina per le via della Gaeta medievale, tonache che svolazzano sopra il basolato nero borbonico, sotto i castelli […]

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  • Il sonno dell’usciera, il sonno della ragione

    Il sonno dell’usciera, il sonno della ragione

    L’orologio segna mezzogiorno e cinque, il quadro alla parete è una copia di mille copie di un vecchio dipinto in bianco e nero del santuario dell’Annunziata, i calendari sono due, appesi alla parete, si coprono e si confondono a vicenda come le scadenze, un attaccapanni vuoto, un avviso su come maneggiare un’estintore, un filo elettrico rosso che […]

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  • Memorie urbane

    Memorie urbane

    Decine, centinaia di segni ha la città. Forse saranno uno per ogni giorno dell’anno, potrei affacciarmi a un davanzale diverso ogni mattina, col sole e con la pioggia, col vento e il rumore del mare grosso o con il caldo e lo sbattere delle ciabatte sull’asfalto, e ogni volta constatare il degrado lento dello splendore, […]

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